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DDL Salvini: Approvate dal CDM le modifiche al Codice della Strada ma è solo un disegno di legge.

Martedì 27 giugno 2023 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge riguardante delle modifiche al Codice della Strada. Ma attenzione che queste proposte di legge non sono immediatamente vigenti e dovranno essere discusse e approvate dal Parlamento. Noi non siamo così fiduciosi.

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Il Ministro Infrastrutture e Trasporti - Sen. Matteo Salvini

La battaglia del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, nonché vicepresidente del Consiglio, si è conclusa martedì scorso in Consiglio dei Ministri con l’approvazione del disegno di legge composto da 18 articoli sul nuovo Codice della strada 2023. ll provvedimento è stato proposto dal ministro delle infrastrutture e punta a rivedere le misure in vigore sino ad oggi sulla circolazione su strada. Un testo che ora dovrà essere discusso, modificato e votato in Parlamento, per poi diventare legge a tutti gli effetti.


Lo step successivo per il ddl è infatti il Parlamento, in conferenza stampa lo stesso ministro Salvini, ha affermato che auspica che la nuova legge, con nuove regole annesse ovviamente, possa essere approvata ed entrare in vigore almeno entro l’autunno del 2023.


Tutti i media nazionali, danno le modifiche approvate dal Governo Meloni come fossero già legge, sfogliando giornali o peggio leggendo le notizie nel web, sembrerebbe che da ieri serva obbligatoriamente l'alcollook a bordo e che sia necessario effettuare la prova prima di guidare. Insomma tanta confusione inutile che al momento, per quanto ci riguarda, ci sembra solo tanta propaganda priva di sostanza, riteniamo che il Parlamento saprà mettere ordine con norme realmente migliorative sul testo del Ministro Salvini, che al momento, propone tante norme fuorvianti e forse, anche anticostituzionali.

Il Ministro Salvini, che oscuarava con i cartoni gli autovelox di Milano, nell'annunciare le modifche diceva testualmente: "BASTA FARE CASSA CON GLI AUTOVELOX ED INVITAVA GLI AUTOMOBILISTI A FARE RICORSO", ma poi all'articolo 6 sugli autovelox apre le porte agli abusi prevedendo di usarli senza omologazione: "a) all’articolo 142, comma 6, dopo le parole debitamente omologate sono inserite le seguenti: o, nelle more dell'emanazione di un regolamento specifico, approvate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”. Se passasse questo principio, tutti gli autovelox sarebbero legalmente esenti dalla vera omologazione prevista dalla normativa in materia di metrologia legale, come invece esserci per le bilance, cronotachigrafi e molti altri strumenti di misura, che devono essere sottoposti a questo sacrosanto obbligo tecnico a tutela e garanzia del cittadino.

VIA LA PATENTE ANCHE CON TEST RAPIDO POSITIVO

Anche chi si mette alla guida a distanza di giorni dall’assunzione di droghe potrebbe essere condannato. In base al DDL Salvini esaminato dal Governo, verrebbe rimossa la garanzia che finora ha reso poco frequenti i controlli: per essere condannati basterebbe risultare positivi a un test (cosa possibile anche a distanza di giorni dall’assunzione della sostanza), mentre attualmente occorre dimostrare anche che il conducente è sotto effetto (che può invece cessare nel giro di ore). Non sarebbe dunque necessario provare l’alterazione, basterebbe risultare positivi al test rapido su strada per incorrere nella sospensione e successiva revoca della patente con divieto di conseguirla per tre anni. Un minorenne che guida senza patente e sotto l’effetto di droghe non potrebbe prendere la patente fino ai 24 anni.

E su questo potremmo anche essere favorevoli, ma essendo noi "avvocati del diavolo" ci domandiamo, o meglio domandiamo al Parlamento, "Dov'è la garanzia per l'automobilista che le prove fatte su strada con i test veloci siano realmente attendibili". Ricordiamo infatti di aver dimostrato tecnicamente e legalmente che lo stesso Etilometro, apparecchio sicuramente più evoluto del test veloce, non e' esente da frequenti errori e violazioni sulle misurazioni.


Insomma al momento vediamo sola tanta propaganda politica e tanta confusione, non entriamo nello specifico delle altre norme che si vorrebbero modificare. Sono previste, nuove norme sui MONOPATTINI, con l'obbligo di casco, targa e assicurazione. Quelli in sharing non potranno funzionare al di fuori delle aree consentite. Seppur sia il casco senza alcun dubbio uno strumento essenziale per la sicurezza, vediamo molto difficile che il Parlamento lo possa rendere obbligatorio.


Maggiori garanzie anche per i CICLISTI, con la disciplina del sorpasso in sicurezza sia su strade urbane che extraurbane, prevedendo - ove possibile - almeno 1,5 metri di distanza nell'effettuare la manovra. Siamo assolutamente favorevoli alla distanza di almeno un metro e mezzo per il loro superamento, ma al contenpo sarebbero altrettanto utili degli obblighi chiari e delle sanzioni altrettanto pesanti, che impediscano ai ciclisti di pedalare sulle strade affiancati, norma che già esisterebbe, ma mai o poco messa in pratica dai "controllori".

I NEOPATENTATI non potranno mettersi alla guida di veicoli di grossa cilindrata prima dei tre anni dal momento del conseguimento della patente. Severe sanzioni per la sosta selvaggia, per la guida in CONTROMANO e su strade extraurbane particolarmente trafficate e pericolose. SAFETY CAR in caso di incidente potranno rallentare il traffico e fruire da deterrente per ulteriori incidenti. Più controlli e segnaletiche ai passaggi a livello. E infine, vengono introdotte nuove norme sulla disciplina delle zone a TRAFFICO LIMITATO, che dovranno essere usate con il criterio del massimo buon senso.


Insomma, abbiamo la sensazione che difficilmente tutto ciò possa essere realmente in vigore entro il prossimo autunno.








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