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Provincia di Treviso: Sicurezza stradale a due velocità, in TV gli annunci ma gli atti restano chiusi nei cassetti.

Il presidente Marco Donadel invoca autovelox, bandi e “vittime zero”. ALTVELOX chiede i piani del traffico extraurbano, i dati sugli incidenti e gli atti di programmazione, ma la Provincia contesta l’accesso. Inviata oggi una richiesta urgente di riesame con termine di 48 ore.


Il presidente Marco Donadel invoca autovelox, bandi e “vittime zero”.
Il presidente Marco Donadel invoca autovelox, bandi e “vittime zero”.

Lo scorso 6 luglio il presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel, è intervenuto ai microfoni di Antenna Tre per parlare della recente sequenza di incidenti sulle strade trevigiane. L’emittente, ancora una volta puntualissima nel riportare la voce degli amministratori, nel servizio esaminato non ha però formulato domande sui piani di sicurezza delle strade extraurbane obbligatori dal 1993, sui dati utilizzati dalla Provincia o sugli atti amministrativi posti a fondamento delle dichiarazioni. Donadel è presidente della Provincia dal febbraio 2026.


Donadel ha sostenuto che negli ultimi due o tre anni sarebbero aumentate la “fatalità” e le segnalazioni, collegando tale situazione al mancato impiego dei telelaser e allo spegnimento degli autovelox. Ha riferito inoltre che numerosi sindaci si rivolgerebbero settimanalmente alla Provincia per conoscere gli interventi utilizzabili contro l’eccesso di velocità, soprattutto sulle strade provinciali che attraversano i centri abitati. Secondo il presidente, in alcuni punti «l’autovelox può essere un deterrente importante».


Il presidente ha poi annunciato un bando da circa 6,8 milioni di euro destinato ai Comuni per piccole opere lungo la rete provinciale, comprese piste ciclopedonali e interventi diretti a ridurre incidenti e mortalità. Ha richiamato le campagne nelle scuole e indicato come obiettivo quello delle “vittime zero”. Nello stesso intervento, tuttavia, ha prima parlato di fatalità aumentata e successivamente di morti diminuite «in maniera importante» negli ultimi anni.



Una contraddizione almeno apparente che avrebbe meritato una domanda semplice: quali dati, suddivisi per strada, tratto, anno e causa, sostengono queste affermazioni?


ALTVELOX non ha voluto assumere una posizione sulla base di un’intervista televisiva. Il 7 luglio ha quindi chiesto alla Provincia i piani del traffico per la viabilità extraurbana, gli atti di adozione e aggiornamento, le intese con gli altri enti proprietari, gli studi sui flussi, i dati di incidentalità, l’individuazione dei tratti critici, i criteri di priorità e lo stato degli interventi. Sono stati richiesti anche gli atti relativi all’eventuale collocazione o riattivazione degli strumenti elettronici di controllo della velocità.

Il 5 agosto la Provincia ha formalmente dichiarato di accogliere l’istanza “nei limiti” indicati nel provvedimento, ma ha sostanzialmente negato la quasi totalità della documentazione, contestando anche la legittimazione dell’Associazione. La richiesta è stata qualificata come massiva, generica, esplorativa e perfino abusiva. Il risultato, al netto dell’abbondante burocrazia lessicale, è stata la consegna di un solo atto del 2017 relativo alla classificazione della rete stradale.



La Provincia ha inoltre dichiarato di non avere redatto il piano del traffico extraurbano, sostenendo che non sarebbero state emanate le necessarie direttive ministeriali. Ha quindi rinviato al programma triennale dei lavori pubblici, che è però un atto diverso per fonte, contenuto e finalità e non può sostituire la pianificazione richiesta dal Codice della strada.


L’articolo 36, comma 3, del Codice della strada stabilisce che le Province provvedono all’adozione dei piani del traffico per la viabilità extraurbana, d’intesa con gli altri enti proprietari delle strade interessate. Il comma 4 impone che tali piani perseguano il miglioramento della circolazione e della sicurezza, fissando priorità e tempi degli interventi. Il comma 10 prevede persino l’intervento sostitutivo nei confronti degli enti inadempienti.


Il MIT dichiara che i piani del traffico sono vigenti e non sono stati modificati
Il MIT dichiara che i piani del traffico sono vigenti e non sono stati modificati

La pianificazione, dunque, non è un affare interno della Provincia. Richiede il coinvolgimento coordinato di ANAS, Veneto Strade, Regione, Comuni e degli altri enti proprietari o gestori delle strade. Ad oggi non è stato prodotto alcun documento che attesti l’adozione del piano, l’avvio dell’intesa o una programmazione organica fondata sui dati di incidentalità. Obblighi che, per quanto emerge dagli atti consegnati, non risultano adempiuti né documentati.


ALTVELOX ha ricordato anche la nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 0017914 del 7 agosto 2023, con la quale è stato confermato che l’articolo 36 non ha subito modifiche ed è tuttora vigente nella formulazione originaria, compreso l’obbligo provinciale relativo alla viabilità extraurbana.

Oggi ALTVELOX ha inviato al presidente Donadel, al dirigente del Settore Viabilità e al responsabile della trasparenza una richiesta urgente di riesame e di ritiro o rettifica del provvedimento in autotutela. Sono state concesse 48 ore per trasmettere gli atti immediatamente disponibili o indicare un calendario certo e ravvicinato di consegna.


In mancanza, l’Associazione attiverà i rimedi amministrativi e giudiziari previsti e depositerà la documentazione presso la Procura della Repubblica, affinché siano valutate la correttezza dell’istruttoria, la corrispondenza della risposta agli atti effettivamente detenuti e l’eventuale rilevanza delle condotte. La sicurezza stradale non può vivere soltanto nei servizi televisivi. Prima degli annunci vengono i dati, i piani obbligatori e gli atti amministrativi.



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