Romea e Codevigo: quanto i titoli corrono più veloci dei dati reali.
- Altvelox

- 6 ago
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Le vittime della strada meritano rispetto. Proprio per questo non possono essere utilizzate per sostenere, senza una verifica puntuale, qualsiasi scelta amministrativa compiuta lungo decine di chilometri della SS 309 Romea. I documenti forniti dal Comune di Codevigo raccontano poi una realtà che merita di essere conosciuta.

Roma - 6 agosto 2026.
Nei giorni scorsi i giornali hanno parlato di quattro morti sulla Romea, di una “strage continua” e della necessità di interventi immediati. Le tragedie sono reali e non devono essere minimizzate. Ma dagli stessi articoli emerge che gli incidenti espressamente localizzati sono avvenuti in territori diversi e, in particolare, a Lova di Campagna Lupia e a Sant’Anna di Chioggia. L’ultimo incidente descritto dalla stampa è avvenuto all’immissione di via Vecchia Romea, tra Sant’Anna e Chioggia. L’automobile è uscita autonomamente dalla carreggiata e ha urtato un albero. Lo stesso articolo richiama, soltanto come ipotesi, un possibile colpo di sonno o una distrazione. Non viene riportato alcun accertamento tecnico che individui la velocità come causa principale o concorrente.
I documenti forniti dal Comune di Codevigo raccontano poi una realtà che merita di essere conosciuta.
Nel prospetto degli incidenti rilevati dalla Polizia locale compaiono 15 eventi tra il 2021 e il primo semestre del 2026, con zero morti e 18 feriti. Nessuno dei 15 eventi indicati è registrato sulla SS 309. Sei riguardano la SS 516, cinque la SP 53 dell’Arzaron, uno la SR 105 Cavarzese-Romea, che è una strada diversa dalla statale 309, uno la SP 4 Porto e due la viabilità urbana.

Il dato non può essere però considerato completo. Manca l’intero anno 2024 e sono riportati soltanto gli eventi rilevati dalla Polizia locale. Non compare neppure l’incidente dell’aprile 2025 che, secondo una determinazione dello stesso Comune, avrebbe danneggiato il palo del rilevatore al km 103. Prima ancora di discutere i numeri, sarebbe quindi necessario disporre di una banca dati completa, comprendente gli interventi della Polizia stradale, dei Carabinieri e degli altri organi intervenuti.

Anche il Piano della sicurezza stradale predisposto dal Comune, pur risalendo a dati ormai lontani, non descrive un rischio limitato alla Romea. Per il 2013 riportava cinque incidenti, nessun morto e dieci feriti sulla SS 309. Nello stesso anno risultavano invece 14 incidenti e 25 feriti sulla SS 516, oltre a 20 incidenti e 39 feriti sulle strade provinciali SP 4, SP 53 e SP 59.
Il Piano parlava infatti di “rischio diffuso” e indicava criticità riguardanti la larghezza delle carreggiate, i margini stradali, la scarsa visibilità, gli accessi, gli incroci, le fermate degli autobus e la tutela di pedoni e ciclisti. Per la stessa Romea proponeva interventi sulle barriere laterali, la razionalizzazione degli accessi secondari, la protezione delle fermate del trasporto pubblico, la modifica delle intersezioni e la realizzazione di una rotatoria a Conche. Il rilevatore di velocità era soltanto una delle misure considerate, non la soluzione dell’intero problema.
Il decreto prefettizio del 13 giugno 2025 ha individuato un tratto molto ampio della SS 309, dal km 95+635 al km 105+450, nel quale possono essere impiegati dispositivi per l’accertamento a distanza. Tuttavia, per il Decreto interministeriale 11 aprile 2024, la scelta deve essere sostenuta da almeno una condizione documentata: incidentalità elevata analizzata nel quinquennio precedente, impossibilità o difficoltà della contestazione immediata oppure velocità operative mediamente superiori al limite.
Negli atti consegnati non è presente il modulo compilato con i dati relativi al km 103, né una relazione che indichi il numero, la tipologia e le cause degli incidenti verificatisi nel quinquennio, specificando in quanti casi la velocità sia stata accertata come causa o concausa. L’assenza di tale documentazione nel fascicolo fornito non prova da sola l’illegittimità del decreto, perché le condizioni previste sono alternative. Dimostra però che, allo stato, i cittadini non sono stati messi nelle condizioni di verificare su quale preciso presupposto tecnico sia stata fondata la scelta.

Nel dicembre 2025 il Comune ha inoltre affidato a un professionista esterno, per complessivi 19.349,20 euro, le verifiche sulle barriere di sicurezza, sulle condizioni geotecniche e sulla conformità del riposizionamento. Il 23 aprile 2026 ANAS chiedeva ancora l’integrazione della pratica con il decreto prefettizio, la documentazione tecnica e il modulo di verifica previsto dal decreto del 2024, precisando che i lavori non avrebbero potuto iniziare senza un formale provvedimento autorizzativo.
Non stiamo negando la pericolosità della Romea. Stiamo chiedendo che non vengano confusi incidenti avvenuti in Comuni e tratti differenti per giustificare automaticamente una specifica postazione a Codevigo.
ALTVELOX chiede la pubblicazione integrale dei dati relativi all’ultimo quinquennio, con l’indicazione puntuale del luogo di ciascun incidente, dell’organo intervenuto, della dinamica ricostruita, delle conseguenze, delle cause accertate e dell’eventuale incidenza della velocità. Chiede inoltre il modulo tecnico compilato, il parere della Polizia Stradale, gli atti dell’Osservatorio provinciale e il provvedimento definitivo di ANAS relativo al riposizionamento del dispositivo.
ANAS, Prefettura di Padova e Polizia Stradale hanno tuttavia negato l’accesso agli atti, sostenendo che ALTVELOX non avrebbe titolo per acquisire la documentazione. Una posizione che impedisce ogni verifica pubblica proprio sui dati utilizzati per giustificare le scelte in materia di sicurezza e controllo della velocità.
La vicenda, unitamente ai dinieghi ricevuti e alla mancata consegna degli atti richiesti, formerà oggetto di esposto-denuncia all’Autorità giudiziaria nel mese di settembre, alla ripresa dell’attività giudiziaria, affinché siano accertate le condotte e le eventuali responsabilità, senza anticipare conclusioni che competono esclusivamente agli organi competenti.
La sicurezza stradale si costruisce con dati completi, barriere adeguate, incroci sicuri, illuminazione, manutenzione e tutela delle utenze più esposte. Non negando i documenti e neppure trasferendo una tragedia da un Comune all’altro per adattarla al titolo del giorno.


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