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Avvocato e clienti

Chi Siamo

ALTVELOX è una associazione nazionale senza scopo di lucro di tutela degli utenti della strada, con approccio tecnico e giuridico, nata per riportare i controlli su strada dentro regole chiare, verificabili e uguali per tutti.
 

Ci occupiamo di sicurezza stradale partendo dai presupposti che la legge impone agli enti proprietari e gestori delle strade e agli organi di polizia, in particolare pianificazione e organizzazione della circolazione (art. 36 Codice della Strada), corretto uso dei limiti e dei controlli di velocità (art. 142 Codice della Strada), e requisiti dei dispositivi e degli strumenti di accertamento (art. 45 Codice della Strada e d.P.R. 495/1992, Regolamento di esecuzione e di attuazione).
 

Svolgiamo attività di controllo civico e tecnico legale, analizziamo atti amministrativi, provvedimenti, contratti e procedure operative, e promuoviamo accessi documentali e civici generalizzati quando necessari (L. 241/1990; d.lgs. 33/2013), perché trasparenza e tracciabilità sono l’unico modo serio per misurare la legittimità di un accertamento.
Se manca il documento, manca anche la verifica.

 

Supportiamo cittadini e associati nella comprensione delle norme, nella ricostruzione dei fatti e nella raccolta ordinata delle prove, e segnaliamo alle Autorità competenti le criticità che emergono, sempre descrivendo atti e condotte e senza attribuire etichette alle persone.

 

Il nostro obiettivo è semplice e concreto: ridurre i rischi su strada, prevenire sanzioni illegittime e pretendere che la sicurezza non sia uno slogan, ma un dovere amministrativo misurabile.

Nel nome del Codice della Strada

“Nel nome del Codice della Strada” è finalmente disponibile su Amazon. Non è un romanzo di intrattenimento ma un racconto vero e documentato: come funzionano davvero certe dinamiche su controlli, sanzioni e gestione della sicurezza stradale.

Il libro parte da un punto semplice e scomodo: se pensi che la legge sia uguale per tutti, preparati a cambiare idea. Qui non si parla per sentito dire, si parla di fatti, atti, passaggi amministrativi e scelte operative che incidono sulla vita delle persone, spesso senza trasparenza e senza un controllo reale. Una frase lunga, perché il tema lo merita.

C’è una domanda che attraversa tutto il testo, ed è concreta: cos’è la vera sicurezza stradale, e quando invece diventa un alibi per sistemare i bilanci dei Comuni. Perché se la priorità è la prevenzione, allora contano pianificazione, segnaletica, interventi mirati e verifiche tecniche; se la priorità è l’incasso, allora cambiano i comportamenti, cambiano le motivazioni, cambiano perfino le “urgenze”.

Dentro trovi anche il capitolo sulle 200 denunce di Altvelox e sulla giustizia a due velocità: una lenta quando si chiedono verifiche e accertamenti su documenti e procedure, una rapida quando si colpisce chi insiste e pretende risposte. È un dato che si comprende solo guardando la sequenza degli eventi, con date e atti, non con slogan.

E c’è un passaggio che pochi raccontano apertamente: le perquisizioni e i sequestri subiti da Altvelox. Non come bandiera, ma come fatto, e come indicatore di quanto possa diventare “scomoda” la richiesta di legalità quando tocca equilibri consolidati.

“Nel nome del Codice della Strada” è su Amazon. Se ti interessa capire come stanno le cose, senza filtri e senza favole, questo è il libro giusto. I fatti raccontati in questo libro sono realmente accaduti, i nomi sono reali, gli atti esistono, i protocolli pure e le conseguenze le pagano persone vere. Se qualcuno si riconosce, tranquilli, non è un caso, è perché c’era davvero.

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