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Maser (TV): Altvelox presenta reclamo al Garante Privacy sul sistema semaforico. Chieste verifiche su informativa, accessi, conservazione dei dati e tutela dei terzi ripresi.

Nel mirino non c’è soltanto il verbale, ma l’intero trattamento dei dati personali effettuato dal Comune attraverso l’impianto fisso di rilevazione. Il punto è capire se immagini, accessi, ruoli, log e rapporti con eventuali soggetti esterni siano stati gestiti nel rispetto del GDPR e del Codice Privacy.


Altvelox presenta reclamo al reclamo al Garante Privacy sul sistema semaforico.
Altvelox presenta reclamo al reclamo al Garante Privacy sul sistema semaforico.

Non si discute soltanto di una sanzione per presunto passaggio con luce rossa. A Maser, in provincia di Treviso, la questione si sposta su un piano più ampio e delicato: quello della liceità del trattamento dei dati personali effettuato mediante un sistema fisso di rilevazione semaforica installato all’intersezione tra la S.P. 248 “Schiavonesca Marosticana”, via De Gasperi e via Caldiroro. È questo il cuore del reclamo presentato da ALTVELOX al Garante per la protezione dei dati personali, con cui l’associazione chiede una verifica puntuale sulla conformità dell’intero assetto organizzativo, documentale e tecnico che ruota attorno all’impianto AGUIA-T5-5-HR1.


Nel reclamo si chiarisce subito un punto essenziale, che troppo spesso viene confuso nel dibattito pubblico: l’istanza rivolta al Garante non chiede l’annullamento del verbale e non pretende una pronuncia sulla validità della sanzione sotto il profilo del Codice della Strada. Quella resta materia distinta, già dedotta in altra sede. Qui si chiede invece di accertare se il Comune abbia trattato i dati personali in modo lecito, trasparente, proporzionato e documentato, come impongono il Regolamento UE 2016/679 e il d.lgs. 196/2003.


Secondo quanto accertato e scoperto da ALTVELOX, il Comune avrebbe fornito solo in ritardo e in modo incompleto la documentazione richiesta con formale accesso agli atti, senza mettere a disposizione, per quanto qui rileva, la documentazione privacy di sistema, l’eventuale valutazione d’impatto, gli atti di nomina dei soggetti autorizzati, i contratti con eventuali responsabili esterni del trattamento, i log di accesso, le policy di conservazione e cancellazione delle immagini e gli atti relativi alla gestione concreta dei flussi e delle estrazioni. Ed è proprio questo il punto critico. Quando un’amministrazione utilizza un sistema che acquisisce immagini in area pubblica per finalità sanzionatorie, non basta richiamare genericamente la sicurezza stradale. Deve dimostrare, con atti e tracciabilità, chi accede al sistema, in base a quale titolo, per quanto tempo i dati sono conservati, con quali cautele e con quali limiti.


Il reclamo insiste poi su un ulteriore profilo tutt’altro che secondario. Dalla documentazione fotografica rilasciata dalla Polizia Locale di Maser, in più occasioni emergerebbe che i fotogrammi panoramici non ritraggono solo il veicolo oggetto di verbalizzazione, ma anche ulteriori veicoli presenti nell’area dell’intersezione e nelle corsie limitrofe. In altri termini, il trattamento non riguarderebbe in concreto soltanto il soggetto sanzionato, ma anche utenti della strada terzi, estranei al procedimento, quantomeno potenzialmente identificabili in via diretta o indiretta in relazione al contesto della ripresa. Da qui il tema della minimizzazione del dato, dell’angolo di ripresa, dell’eventuale oscuramento dei mezzi terzi e della prova documentale delle misure tecniche adottate. Senza documenti, tutto resta affidato a dichiarazioni di principio. E le dichiarazioni, da sole, non bastano.


ALTVELOX richiama inoltre il regolamento comunale sulla videosorveglianza, che prevede segnaletica dedicata, limitazione delle riprese ai soli elementi necessari, oscuramento di soggetti non pertinenti, disciplina contrattuale dei soggetti esterni ai sensi dell’art. 28 GDPR, conservazione limitata dei dati e disponibilità di un’informativa completa. Tuttavia, secondo quanto dedotto nel reclamo, sul sito istituzionale del Comune risulterebbe presente al 19 marzo 2026, solo una privacy policy generale, ma non una informativa di secondo livello specifica e chiaramente accessibile riferita al sistema semaforico sanzionatorio in questione. Né sarebbe stata resa conoscibile una valutazione d’impatto specifica sull’impianto.


Le richieste rivolte al Garante sono perciò nette: acquisire tutta la documentazione utile, verificare se il trattamento sia stato o sia tuttora svolto in violazione della normativa privacy e, in caso positivo, adottare misure correttive concrete, comprese l’ingiunzione di conformare il trattamento, la predisposizione di una informativa realmente accessibile, la regolarizzazione dei rapporti con eventuali soggetti esterni e, se necessario, la limitazione del trattamento per i profili non conformi.


ALTVELOX ha richiamato, quale precedente utile per analogia metodologica e istruttoria, il provvedimento del Garante del 12 febbraio 2026 relativo al Comune di Mazara del Vallo, nel quale l’Autorità ha ritenuto illecito un trattamento di dati personali effettuato mediante sistema video in presenza, tra l’altro, di informativa inidonea, informativa di secondo livello omessa o non facilmente raggiungibile e mancata valutazione d’impatto. Il richiamo è svolto non per sovrapporre automaticamente fattispecie differenti, ma per evidenziare che, anche in ambito di videosorveglianza stradale e accertamento di illeciti amministrativi, gli obblighi di trasparenza e accountability restano pienamente operanti e devono essere concretamente dimostrati dal titolare del trattamento.


Provvedimento del Garante del 12 febbraio 2026
Provvedimento del Garante del 12 febbraio 2026

La questione, in definitiva, va oltre il singolo verbale. Quando un sistema pubblico acquisisce immagini, genera dati e produce effetti sanzionatori, la legalità non può fermarsi alla superficie. Deve entrare dentro il funzionamento del sistema, nella filiera degli accessi, nei tempi di conservazione, nelle responsabilità, nelle cautele verso i terzi. È lì che si misura la serietà dell’azione amministrativa. Ed è lì che ora si attende una verifica effettiva.

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