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AUTOVELOX: PER FARE CASSA O PER FARE PREVENZIONE.

Incassi milionari per tante piccole realtà da Nord a Sud. In alcune località nel 2021 non si trovano altri incassi se non quelli da multe per eccesso di velocità.

PREMESSA

La velocità dei veicoli è al centro del problema degli incidenti stradali. Più in particolare, la velocità eccessiva o inappropriata è un fattore di rischio fondamentale delle lesioni stradali. L’eccesso di velocità si verifica quando un veicolo supera il limite di velocità fissato dalla legge per una determinata strada. Si parla invece di velocità inappropriata quando un veicolo viaggia entro i limiti di velocità, ma ad una velocità inadatta alle condizioni stradali, meteorologiche e/o del traffico.


La velocità eccessiva è un problema comune a tutti i paesi. Uno studio condotto tra i paesi dell’OCSE ha mostrato che in genere il 40-50% e fino all’80% dei conducenti guida a velocità eccessiva, una percentuale analoga ai paesi con redditi bassi e medi.

IN ITALIA SIAMO PIENI DI AUTOVELOX. Siamo il paese con più rilevatori elettronici in Europa. Il report evidenzia inoltre che l’Italia è il paese con il numero più elevato di autovelox, ben 8.073 un numero molto superiore ai 4.014 del Regno Unito i 3.813 della Germania e i 2.406 della Francia. La Slovacchia, invece, è il paese con il minor numero di autovelox in Europa: solo 13 in tutto il paese.

Entrando maggiormente nei dettagli di questo monitoraggio, al termine del 2021 l’Italia aveva attivi ben 14.297 sistemi di rilevamento: 11.426 autovelox, 304 sistemi Tutor e 2.567 telecamere posizionate a ridosso di semafori e incroci. Questi dati sono aumentati complessivamente del 40% negli ultimi tre anni, passando dagli 8.838 autovelox del 2019 ai 11.594 del 2020 fino ai quasi 15.000 attuali.


DOVE SONO POSIZIONATI? Il 76% degli autovelox italiani (più di 7.300) è presente nel Nord Italia secondo queste percentuali: Veneto (20,5%), Lombardia (17,4%), Piemonte (14,1%) ed Emilia Romagna (12%). In Toscana, Marche e Trentino-Alto Adige, invece, le postazioni sono inferiori alle 1.000 unità, mentre nelle regioni meridionali i dispositivi sono solo poche centinaia per una copertura complessiva del 6% sul totale.

E' APPURATO CHE GLI AUTOVELOX AUTOMATICI SENZA CONTESTAZIONE IMMEDIATA NON SERVONO ALLA PREVENZIONE.

Gli strumenti elettronici per il rilevamento del superamento delle velocità, i famosi autovelox, nascono al fine di "pizzicare" e giustamente sanzionare l'automobilista distratto o incoscente che esso sia, il quale volutamente o meno abbia superato i limiti di velocità imposti dal codice della strada in un tratto di strada.


E' evidente che gli abitanti di una certa zona andranno mano mano a conoscere le postazioni dei vari autovelox, frenando e rellantando in prossimità di essi ed accelerando nuovamente oltrepassato il pericolo. Ovvio che questa è una condotta pericolosa ed illegittima, ma che testimonia come questi autovelox senza la pattuglia che ferma l'automobilista indisciplinato servono solo ad incamerare soldi senza produrre quella educazione stradale per i quali sono stati pensati.


E se questo fine iniziale per cui sono nati gli autovelox lo appoggeremo all'infinito con tutte le nostre forze, oggi si constata invece che in Italia si è diffuso un paradigma pericoloso, ma sopratutto illegale: aumentano gli incidenti uguale a più autovelox sulle strade. Una dichiarazione del Prefetto di Belluno - Dr. Mariano Savastano, rilasciata al Corriere delle Alpi ha sostento proprio questo, sono aumentati gli incidenti nella Provincia di Belluno, bene aumenteremo gli autovelox sostenendo: "Non mancherà l’installazione di nuovi autovelox: «Molti sindaci ce li stanno chiedendo», rimarca Savastano. «Ad esempio nella zona della Val Rosna (Sovramonte) e sul ponte Cadore». Ma altre strade sono sotto osservazione per l’installazione di dispositivi contro l’alta velocità".


COME I COMUNI LI USANO PER FARE CASSA

Alcuni casi sembrano particolarmente sospetti. È il caso per esempio di due Comuni nella provincia di Taranto, ovvero di Leporano e di Pulsano, nel Salento. In questi casi, lungo strade che a prima vista potrebbero sembrare urbane – stando anche alla loro stessa segnaletica – sono stati piazzati cinque anni fa degli autovelox automatici i quali, visto il loro posizionamento anomalo, risultano “letali”.


Il microscopico Comune di Malpignano toccato dalle S.S. 16 Adriatica, molto trafficata e a doppia careggiata, dove superare il limite dei 90 chilometri orari è molto facile. Da qui la cifra astronomica dei proventi dalle multe degli autovelox per il Comune pugliese, pari a ben 4,98 milioni di euro. Nessun’altra multa risulta dai rendiconti: non una cintura slacciata, non un cellulare alla guida, non un divieto di sosta. Su Il Sole 24 Ore sottolineano quanto sia strano che le uniche multe siano quelle rilevate sulle strade extraurbane, frequentate dai turisti, mentre dall’abitato del centro, dove si muovono i local, non arrivano sanzioni.


Ma il sospetto che gli autovelox svolgano il ruolo di bancomat per le casse comunali c’è anche in parecchie località del nord. Proventi importanti si trovano per esempio anche a Quero Vas, Arsiè e Colle Santa Lucia, nel Bellunese, dove si passa per raggiungere il passo Pordoi. Tre piccoli Comuni che assieme fanno 5000 abitanti, nel 2021 hanno incamerato una piccola finanziaria di 1.640.132,81 Euro... non male diremmo se non fossero soldi dei contribuenti. Anche in queste realtà i vigili non hanno visto nemmeno una cintura slacciata o un guidatore che parlava al cellulare, parcheggiava in modo vietato, si prendeva una precedenza non dovuta o commetteva qualsiasi altra infrazione stradale. A Colle Santa Lucia accade infatti che non risulta incassare un euro, nemmeno da chi è uscito fuori strada rovinando un guard-rail – caso in cui scatterebbe in automatico una multa di 42 euro per “danneggiamento di opere o piantagioni” in base all’articolo 15 del Codice della strada – in un incidente rilevato dalla Polizia Provinciale.


Al netto delle peculiarità del traffico locale di Comuni così piccoli, sembra effettivamente poco credibile che i vigili non rilevino infrazioni nemmeno quando sono chiamati a rilevare un incidente.

Il Sole 24 ore ha anche riconosciuto che a forza di tagli ai trasferimenti di soldi dallo Stato, non pochi Comuni non hanno risorse per tenersi a galla, così come va pure riconosciuto che a livello di sicurezza qualcosa è migliorato negli ultimi due decenni, come dimostrano le statistiche su incidenti e mortalità. Ma anche la necessità di rinfoltire gli organici dei corpi di polizia locale visto che alcuni Comuni non hanno nemmeno un vigile e si affidano a collaborazioni con i Comuni vicini.


Ed allora sorge un dubbio legittimo del perche i Prefetti (Commissari di Governo) autorizzino a spada tratta nuove installazioni autovelox in luoghi privi di requisiti di legge o anche dove, come nel caso di Torri del Benaco (VR), bellissimo paese sulle sponde del Lago di Garda, il Sindaco Stefano Nicotra, con avallo del Prefetto e di Veneto Strade Spa, la scorsa estate, seppur in assenza dei minimi requisiti di legge, sia riuscito ad installare un autovelox automatico in pieno centro della Località Pai. Risultato: cittadinanza in rivolta, Sindaci limitrofi arrabbiati, 9500 multe nei soli primi due mesi ad oggi una media di 200 sanzioni al giorno e il 95% sono violazioni che superano il limite da 1 a 5 km/h, 170 ricorsi al Giudice di Pace di Verona.


LA CORTE DI CASSAZIONE

Ma per fortuna se vi sono Prefetti "miopi" e convinti che gli autovelox vengano utilizzati dalle Amministrazioni per la sicurezza stradale, interviene la Cassazione che pochi mesi fa ha confermato il sequestro di alcuni autovelox che venivano utilizzati in maniera impropria occultandoli al solo fine di procucare denari alle casse publiche, equiparando questa prassi del FARE CASSA al REATO DI TRUFFA [vedi articolo].


LA VERA PREVENZIONE

Le strade urbane ed extraurbane spesso non sono in buone condizioni, anzi, con buche sull’asfalto e marciapiedi dissestati che provocano incidenti, dossi e fossati bordo strada. Vi sono diverse ragioni che compromettono la qualità del manto stradale e la viabilità: l’escursione termica, le radici degli alberi particolarmente robuste, la ripetuta circolazione stradale di mezzi pesanti, oltre all’eventuale scarsa manutenzione degli amministratori che hanno la responsabilità di tutelare l’ambiente e mantenere in buone condizioni le strade. Un problema che riguarda non solo automobili e motociclette, ma anche pedoni e ciclisti.


Secondo l’articolo 2051 del Codice Civile, infatti: "ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia e le strade appartengono ai comuni di riferimento, in qualità di ente pubblico che deve garantire il monitoraggio e gli interventi di manutenzione." Così il Comune deve assicurare la manutenzione delle proprie strade, corsie asfaltate destinate alla circolazione dei veicoli ma anche le vie destinate solamente al transito dei pedoni e i marciapiedi, e avere cura che esse non possano essere causa di danni a terzi. Tuttavia la legge non ritiene il Comune responsabile in caso di incidente fortuito, ossia un evento del tutto imprevedibile e indipendente dalla volontà del custode, al verificarsi del quale si ritiene che non debba sussistere alcuna responsabilità in quanto non c’è colpa per i danni causati a terzi.

Ovunque andiamo ci possiamo redendere conto di come la rete viaria sia trascurata, cartelli assenti e spesso vecchi, il catasto della cartellonistica che sarebbe obbligatorio risulta inesistente quasi ovunque, guard-rail stile anteguerra rotti e arrugginiti, che con i mezzi attuali in caso di sinistro non tratterebbero il mezzo sulla carreggiata e spesso come detto addirittura mancanti, come abbiamo scritto ieri per la S.S.50 dove però il Comune di Belluno persiste ad utilizzare l'autovelox anche'esso ubicato su strada che non permette il suo utilizzo.


IN CONCLUSIONE

Abbiamo coinvolto per le questioni anche qui trattate, seppur in forma generica, vari Parlamentari di tutte le aree politiche al fine di capire dove si voglia arrivare e quanto le Amministrazioni Locali possano essere lasciate ancora libere di "spremere" i cittadini come limoni, oltre a quanto già sono chiamati a fare con le tasse. Il rispetto del codice della strada e delle regole di prudenza non sono qui in discussione, sono alla base del nostro impegno sociale e per tale le faremo sempre rispettare. Le Istituzioni Locali e Nazionali non possono ignorare il problema, devono comprendere che la legge vale anche per loro e noi saremo sempre la loro spina sul fianco, affichè gli autovelox non siano lo strumento per accontentare questo o quel Sindaco in nome della sicurezza.








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