Il garante che guarda la firma e non i documenti: ALTVELOX contesta il comportamento del RPCT sul caso Rovigo.
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Davanti a richieste di accesso rimaste senza vera risposta, il Responsabile anticorruzione e trasparenza del Ministero non entra nel merito e si ferma su un rilievo formale... manca una firma. ALTVELOX replica: basta ostacoli, i cittadini non sono sudditi da respingere per sfinimento mediante rilievi seriali di mera cancelleria. Ora si provveda perchè il vaso è colmo.

Il Responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza svolge attività di controllo sull'adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs. n. 33/2013, come modificato dal d.lgs. n. 97/2016 da parte delle strutture centrali e periferiche del ministero dell’Interno, assicurando completezza, chiarezza e aggiornamento delle informazioni pubblicate.
Segnala i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione all'organo di indirizzo politico, all'Organismo indipendente di valutazione (Oiv), all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e, nei casi più gravi, all'ufficio di disciplina (articolo 43 del d.lgs. n. 33/2013, come modificato dal d.lgs. n. 97/2016).
Il RPCT del Ministero dell’Interno dovrebbe essere il presidio che rimette il procedimento sui binari della legalità quando l’amministrazione ritarda, omette o svuota il diritto di accesso. Invece, nei due casi seguiti da ALTVELOX contro la Prefettura di Rovigo, è accaduto il contrario: il merito è rimasto fermo e l’attenzione si è spostata su una questione puramente cartolare, cioè la mancanza di firma autografa sulla copia dell’istanza trasmessa dall’associazione. Le note ministeriali dell’11 e del 12 marzo 2026, contestate formalmente da ALTVELOX, mostrano proprio questo scarto: non il controllo sulla mancata ostensione dei documenti richiesti, ma il blocco del riesame per un profilo formale.
Ma facciamo un passo indietro. il 29 gennaio 2025 e 13 gennaio 2025 due nostri associati hanno inviato al Prefetto di Rovigo due distinti accessi agli atti unitamente al ricorso contro due sanzioni emesse dai comuni di Giacciano con Baruchella e Bosaro. Il Prefetto ha risposto parzialmente solo il 12 marzo 2026 senza inviare alcuno dei documenti richiesti e asserendo che i restanti potevano essere ricevuti da altri uffici direttamente interessati.
L’associazione ha quindi trasmesso al RPCT del Ministero dell’Interno, unitamente alle deleghe, un formale invito diffida corredato dalla documentazione e dai chiarimenti necessari a dimostrare con precisione chi fossero i richiedenti, quale fosse il loro interesse concreto e attuale e per quale ragione ALTVELOX li rappresentasse legittimamente. Nonostante ciò, il Prefetto Cananà, quale responsabile della trasparenza, invece di concentrarsi sulle omissioni reiterate e sul ritardo del collega di Rovigo nel dare pieno riscontro alle istanze, ha arrestato la propria attenzione su un rilievo meramente formale, relativo al fatto che la copia dell’istanza di accesso in possesso dell’associazione non recasse la firma autografa dei richiedenti. Si tratta, però, di un’obiezione inconsistente, perché quella trasmessa da ALTVELOX era la copia documentale disponibile presso l’associazione, mentre le istanze originarie erano state regolarmente inoltrate dai singoli associati alla Prefettura di Rovigo con sottoscrizione autografa. Sarebbe dunque bastato acquisire tale documentazione direttamente dall’ufficio prefettizio competente, invece di trasformare un obbligo di garanzia e verifica in un pretesto dilatorio privo di reale utilità istruttoria.
“L’arresto procedimentale così opposto appare ancor più ingiustificato se si considera che l’Amministrazione, anziché pronunciarsi nel merito sull’ostensione o sul diniego motivato dei documenti richiesti, ha scelto di fermarsi su un aspetto formale già sostanzialmente superato dalla documentazione versata in atti.”
“Una simile gestione del procedimento si pone in contrasto con i principi di buon andamento, proporzionalità, economicità, leale collaborazione procedimentale ed effettività della tutela amministrativa.”
“La misura è colma.”
“I cittadini non sono sudditi da respingere per sfinimento mediante rilievi seriali di mera cancelleria.”
“Non sarà ulteriormente tollerato un modo di procedere che tratta il cittadino come soggetto da respingere per logoramento invece che come titolare di diritti riconosciuti dall’ordinamento.”
“Ogni ulteriore ritardo o deviazione dal merito sarà valutato come fatto autonomamente rilevante nelle sedi competenti.”
Nelle repliche inviate ieri al Ministero, ALTVELOX ha contestato in modo netto questa impostazione, spiegando che la provenienza sostanziale delle istanze e la legittimazione del delegato risultano già documentalmente provate. Per questo la pretesa di una ulteriore copia firmata è stata qualificata per quello che è: un formalismo eccedente, inutilmente aggravatorio e con evidente effetto dilatorio.
Per questa ragione ALTVELOX ha scelto una linea precisa: nessuna ulteriore rincorsa a richieste ridondanti, nessuna disponibilità a legittimare rinvii artificiosi, ma diffida formale a dichiarare immediatamente procedibili le istanze e a provvedere senza ulteriore ritardo, con ostensione integrale dei documenti oppure con un provvedimento espresso e motivato nel merito. In più, le repliche precisano che la comunicazione firmata dal delegato vale anche come conferma, ratifica e rinnovazione della volontà già manifestata dai richiedenti. Dunque, nessun ostacolo serio esiste. Esiste soltanto una scelta amministrativa di non affrontare il punto vero.
La chiusura di ALTVELOX è altrettanto netta. Se entro cinque giorni non arriverà un riscontro concreto e conclusivo, l’associazione agirà in ogni sede competente per la tutela del diritto di accesso e per l’accertamento delle eventuali responsabilità, anche personali, che dovessero emergere dalla gestione del procedimento. Tradotto in termini semplici: il tempo dei formalismi usati per prendere fiato è finito.
Ora il RPCT faccia ciò che dovrebbe fare un garante vero. Guardi gli atti, non la scusa.





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