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Imola il caso Piratello si allarga: Altvelox scopre carte bollenti sull’autovelox della S.S. 9

Imola e il caso Piratello: centro abitato spostato da ANAS e Comune, ma la Prefettura non rinnova l’istruttoria. Dopo gli ultimi documenti trasmessi dal Nuovo Circondario Imolese, Altvelox annuncia per domani una seconda denuncia querela. Al centro vecchi decreti prefettizi, centro abitato spostato, limite ridotto da 70 a 50 km/h e omologazione non detenuta dall’Ente.


Domani seconda denuncia querela sul caso Imola.
Domani seconda denuncia querela sul caso Imola.


Il caso dell’autovelox del Piratello, lungo la S.S. 9 “Via Emilia” a Imola, non è più soltanto una questione di multe. È diventato un caso documentale, amministrativo e istituzionale. Altvelox sta ricostruendo, atto dopo atto, la filiera che ha consentito il mantenimento in esercizio della postazione fissa di rilevamento della velocità, e domani depositerà una seconda denuncia querela alla Procura della Repubblica di Bologna.


Il punto emerso dagli ultimi documenti è semplice, persino troppo semplice per essere ignorato. Nel pomeriggio del 28 aprile 2026, il Corpo di Polizia Locale del Nuovo Circondario Imolese ha trasmesso ad Altvelox un ulteriore riscontro documentale, allegando, tra l’altro, la nota NCI prot. n. 9924/2024 del 3 maggio 2024, il riscontro della Prefettura di Bologna del 30 agosto 2024, il manuale utente del sistema K53800_SPEED Project Automation e alcune dichiarazioni di conformità. Nello stesso riscontro il Nuovo Circondario ha dichiarato che il decreto di omologazione ministeriale non risulta detenuto dall’Ente e che il libretto metrologico e la certificazione di verifica CE non risultano acquisiti né rinvenibili tra gli atti detenuti. Dettagli? No. Qui i dettagli diventano sostanza.


Il sindaco di Imola Marco Panieri e l'autovelox in loc. Piratello
Il sindaco di Imola Marco Panieri e l'autovelox in loc. Piratello

La nota NCI del 3 maggio 2024 è il documento che cambia il quadro. In quell’atto si legge che il Comune di Imola, con deliberazione di Giunta n. 94/2023, in accordo con ANAS S.p.A., aveva modificato la delimitazione del centro abitato in località Piratello, spostandola dal km 80+792 al km 82+385 della S.S. 9. La stessa nota precisava che le postazioni fisse autorizzate con i decreti prefettizi n. 7409/2009 e n. 3452/2011, prima collocate fuori dal centro abitato con limite massimo di 70 km/h, sarebbero risultate, per effetto della modifica, dentro il centro abitato, con limite massimo di 50 km/h.

Non è quindi Altvelox a inventarsi il problema. È la stessa amministrazione procedente ad aver chiesto alla Prefettura se quei vecchi decreti fossero ancora validi oppure se servisse un nuovo provvedimento autorizzativo. E qui arriva il punto più delicato: la Prefettura di Bologna, con nota prot. uscita n. 0102261 del 30 agosto 2024, ha risposto che le postazioni dovevano ritenersi tuttora valide “a condizione che non sia stata modificata la collocazione chilometrica”.


 centro abitato spostato da ANAS e Comune, ma la Prefettura non rinnova l’istruttoria
 Centro abitato spostato da ANAS e Comune, ma la Prefettura non rinnova l’istruttoria

Secondo Altvelox, questa risposta non basta. Non basta perché l’autorizzazione prefettizia alla contestazione differita non vive solo di chilometri e coordinate. Vive di presupposti: natura del tratto, classificazione della strada, limite applicato, segnaletica, incidentalità, condizioni di traffico, sicurezza del fermo e pareri tecnici aggiornati. Se un tratto passa da fuori centro abitato a dentro centro abitato, e il limite scende da 70 a 50 km/h, il problema non può essere liquidato come se si trattasse di controllare che il palo sia rimasto nello stesso posto. La burocrazia del righello, per una volta, non può sostituire l’istruttoria.


La seconda denuncia querela che Altvelox depositerà domani chiederà quindi alla Procura di Bologna di accertare se, dopo lo spostamento del centro abitato del Piratello e la riduzione del limite da 70 a 50 km/h, la Prefettura avesse l’obbligo di adottare un nuovo provvedimento autorizzativo o almeno un atto espresso di conferma, fondato su nuova istruttoria e pareri aggiornati. Chiederà inoltre di verificare la posizione documentale dell’Ente utilizzatore rispetto all’omologazione, al libretto metrologico, alla certificazione CE e agli atti tecnici essenziali.


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