Imola: valanga di multe e documenti negati. Il caso autovelox Piratello esplode.
- Altvelox

- 22 apr
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Il Comune di Imola sembra pronto a colpire i cittadini con migliaia di multe, ma non altrettanto disponibile a mostrare i documenti che dovrebbero giustificarle. Dal taglio del limite da 70 a 50 km/h alla raffica di verbali, fino al primo ricorso accolto e all’azione di Altvelox per ottenere gli atti, il caso Piratello solleva un problema concreto di trasparenza amministrativa. Il punto non è contestare i controlli in sé, ma pretendere ciò che la legge impone: atti chiari, documenti completi e risposte puntuali.

A Imola, in località Piratello, il caso autovelox non è più soltanto una polemica politica o una sequenza di lamentele individuali. È diventato un tema pubblico vero, perché i numeri hanno superato da tempo la soglia dell’ordinario. Dopo l’abbassamento del limite di velocità da 70 a 50 km/h e la ritaratura dei due autovelox, annunciata il 20 novembre 2025, il sistema sanzionatorio ha iniziato a produrre una quantità impressionante di verbali. Il dato che ha acceso il caso è quello dei primi mesi: oltre 15 mila multe in tre mesi secondo la stampa locale, poi salite oltre quota 20 mila con i dati di febbraio e metà marzo 2026.

Il salto è stato tanto brusco quanto eloquente. Il Resto del Carlino ha riportato 2.858 verbali a novembre, 7.232 a dicembre e 5.567 a gennaio, a fronte delle meno di 300 sanzioni mensili del periodo precedente. Lo stesso quotidiano ha inoltre riferito che, al 12 marzo 2026, l’importo delle sanzioni già accertate aveva superato 1,6 milioni di euro. Non serve romanzare i fatti. Bastano questi numeri per capire perché tanti cittadini abbiano iniziato a chiedersi se si sia trattato di una misura davvero calibrata sulla sicurezza o di un meccanismo divenuto, nei fatti, massivo e sproporzionato.
In questo contesto si è inserita Altvelox, che da febbraio 2026 sta assistendo centinaia di automobilisti e utenti della strada con ricorsi e attività di verifica tecnico-legale. Il primo dato concreto è arrivato il 13 marzo 2026, quando il Giudice di pace ha accolto il ricorso di un automobilista multato da uno dei rilevatori del Piratello per carenza della omologazione dello strumento, profilo che potrebbe aprire la strada ad altre contestazioni analoghe. Per ora il fatto certo è uno: il primo ricorso è stato accolto e la prima multa è stata annullata.
Ma Altvelox non si è fermata ai ricorsi individuali. Il 3 marzo 2026 l’associazione ha depositato una denuncia-querela chiedendo di verificare l’intera sequenza amministrativa che ha portato alla riduzione del limite, alla ritaratura degli impianti e all’intensificazione dei controlli nel tratto del Piratello. Pochi giorni dopo, il 23 marzo 2026, ha formalizzato una articolata istanza di accesso agli atti rivolta a Comune, Polizia Locale, Prefettura, Polizia Stradale e ANAS, chiedendo documenti su riduzione del limite, delimitazione del centro abitato, segnaletica, atti tecnici, autorizzazioni, fascicoli degli apparecchi e aggiornamento del PGTU. Nella stessa istanza si richiama espressamente la denuncia-querela già ratificata il 3 marzo.

La risposta arrivata il 21 aprile 2026 dal Corpo di Polizia Locale del Nuovo Circondario Imolese, però, non ha chiarito il quadro. L’ente ha definito l’istanza ampia e massiva, ha richiamato i limiti dell’accesso a fronte di atti di pianificazione e programmazione e ha trasmesso soltanto una cartella compressa con cinque file, oltre a dati parziali sui sinistri rilevati nel tratto considerato. In sostanza, un riscontro parziale, che non ha consegnato l’insieme degli atti richiesti da Altvelox per comprendere davvero come e perché sia stato costruito quel nuovo assetto sanzionatorio. In breve non ha consegnato i documenti che avrebbero potuto giustificare una simile mole di multe ai cittadini.
Per questo, lo stesso 21 aprile 2026, Altvelox ha notificato una diffida formale, intimando la trasmissione entro 48 ore di tutta la documentazione ancora non ostesa oppure, in alternativa, un provvedimento espresso, specifico e motivato atto per atto. Nella diffida l’associazione afferma che restano non consegnati, tra gli altri, gli atti sulla riduzione del limite da 70 a 50, quelli sulla delimitazione del centro abitato, la documentazione sulla segnaletica, i fascicoli tecnici completi e i carteggi tra enti. Ed è lì che compare il passaggio decisivo: in mancanza di adempimento, Altvelox ha preannunciato un nuovo esposto-denuncia alla Procura della Repubblica competente.
Non siamo rimasti a guardare. Il 3 marzo 2026 ALTVELOX ha già depositato una prima denuncia-querela per chiedere che venga verificata l’intera filiera amministrativa e tecnica che ha portato a questa raffica di sanzioni. Ieri, 21 aprile 2026, è stata poi notificata una diffida formale con termine di 48 ore al Comune di Imola e alla Polizia Locale affinché trasmettano integralmente i documenti richiesti, oppure assumano un provvedimento espresso, specifico e motivato sui singoli atti non consegnati. In mancanza di adempimento, seguirà una seconda denuncia-querela. Nel frattempo si avvicina anche un altro passaggio decisivo: il 23 aprile 2026 scade il termine per il riscontro da parte della Prefettura di Bologna, della Polizia Stradale e di ANAS, destinatarie della medesima richiesta di accesso agli atti, che allo stato non hanno ancora fornito alcuna risposta. A questo punto il tema non è più soltanto quello delle multe. Il tema è se, dietro migliaia di verbali, esistano davvero atti completi, trasparenti e verificabili, oppure se ai cittadini si continui a chiedere di pagare senza poter conoscere fino in fondo su quali documenti e su quali decisioni si regga l’intero impianto sanzionatorio.
I controlli di velocità sono legittimi solo se lo sono anche gli atti che li sorreggono. Nessuno chiede impunità per chi corre davvero. Si chiede però che i cittadini non vengano travolti da migliaia di verbali senza poter verificare, in modo pieno e trasparente, la regolarità dei provvedimenti, degli strumenti e dell’intera filiera amministrativa. A Imola, oggi, la questione è tutta qui. E non è affatto secondaria.


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