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"Mi dispiace... ma io so io e voi nun siete un cazzo" - Firmato il Marchese del Grillo.

Abbiamo depositato tutti gli atti alla Corte dei Conti così oggi vi raccontiamo il fatto realmente accaduto ad Arsiè (BL), degno di un film del grande Alberto Sordi. Peccato per lo sperpero di denaro pubblico che confidiamo venga risarcito dalla Amministrazione.

IL VIGILE

Nella città di Viterbo, il disoccupato Otello Celletti riesce a farsi assumere come vigile motociclista del comune, grazie ad un caso fortuito (suo figlio ha salvato dall'annegamento il figlio di un assessore comunale) e alla sua ossessiva insistenza col sindaco.


Ve la ricordere la trama del famigerato film di Alberto Sordi "IL VIGILE", era il 1960 e già si discuteva del potere della divisa. Nonostante il film uscisse con la dicitura "ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale", in realtà la pellicola si era ispirata ad un fatto di cronaca realmente accaduto nel luglio del 1959, quando il vigile Ignazio Melone, si era permesso di multare per un sorpasso vietato il Questore di Roma, Carmelo Marzano. Il Questore risentito per non essere stato preso in considerazione e perche secondo lui il sorpasso era permesso, promose la causa contro il vigile dove, sia nella realtà che nel film, uscirono gli "scheletri nell'armadio" del vigile.

Alberto Sordi Il Vigile
Il Vigile Otello Celletti

Noi non sappiamo ancora se sia più grave abusare del ruolo di Pubblico Ufficiale in modo consapevole e premeditato o abusarne per ingnoranza di leggi e regolamenti. In entrambi in casi vi stiamo raccontanto una storia a dir poco assurda e paradossale realmente accaduta ad Arsiè piccolo comune nella Provincia di Belluno molto presente con un autovelox illegale da oltre 1 milione di euro l'anno ed un Otello Celletti.


MA VENIAMO AL FATTO

Alla Polizia Locale del Comune di Arsiè (BL) lavora un un "Vigile Urbano" che tanto ci fa ricordare la famosa battuta resa famosa nel film Il Marchese del Grillo - "Io so io e voi nun siete un cazzo... ".


Il 21 luglio 2021, il Sig. Vittorio T. titolare della ditta Servizi e Trasporti Srl inviava alla ditta B.A. nel Comune di Arsiè (BL), un camion con bisarca per la consegna di 9 autovetture. Gli addetti del concessionario invitavano il conducente di posizionare il mezzo pesante nel posteggio libero tra la via Martiri e la via Caneval, sicuri di non creare alcuna turbativa o pericolo al traffico veicolare (anche se immaginerete quanto traffico possa esserci ad Arsie').


Tutto sembra andare al meglio, quando invece alle 10.30 arriva l'intransigente Vigile Otello Celletti, che eleva due verbali a carico del camionista e della bisarca condotta, per la violazione dell'articolo 21 comma 1 e 4 del Codice della Strada ovvero: "Chiunque esegue lavori o deposita materiali sulle aree destinate alla circolazione o alla sosta di veicoli e di pedoni deve adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidita' della circolazione e mantenerli in perfetta efficienza sia di giorno che di notte.".

Il Camionista cercava in tutti i modi di spiegare l'equivoco, ma non c'è stato modo alcuno di portare alla ragione il pubblico ufficiale del Comune di Arsiè, facendo ad egli presente che il piazzale della Ditta B.A. era occupato per dei lavori di manutenzione, che il camion era stato posteggiato per questo motivo in modo sicuro da non creare intralcio o pericolo per gli altri automobilisti e che la sanzione contestata non era secondo assolutamente corretta.


Al Signor Vittorio T. non restava altro che impugnare le due sanzioni illecite innanzi Prefetto di Belluno, "per errata indicazione norma di legge - per manifesta ingiustizia e per violazione del principio di ragionevolezza ai sensi dell'articolo 3 della Costituzione" che il Vigile di Arsiè evidentemente disconosce.


Il Prefetto di Belluno, senza neppure la presenza del ricorrente, ACCOGLIEVA IL RICORSO E ANNULLAVA LE DUE SANZIONI scrivendo. "VISTO li ricorso presentato da XXX SRL; CONSIDERATO che dall'istruttoria emergono elementi giustificativi per l'accoglimento dello stesso e per la conseguente improcedibilità dell'accertamento sanzionatorio, attesa l'errata indicazione della norma violata; DISPONE l'archiviazione del verbale di accertamento sanzionatorio in premessa, per le motivazioni summenzionate.

Sindaco di Arsiè Luca Strapazzon
Luca Strapazzon Sindaco di Arsiè

L'IMPUGNAZIONE AL TAR

Il Sindaco di Arsiè, LUCA STRAPAZZON, sicuramente mal consigliato, decide di impugnare il provvedimento del Prefetto di Belluno, innanzi al TAR VENETO che non può fare altro che rigettare scrivendo nella sentenza n°00372/2022 del 21.04.2022 in quanto: "...La competenza esclusiva dell'autorità giudiziaria ordinaria ad esaminare le controversie in materia di contravvenzioni al Codice della Strada e in ordine ai relativi provvedimenti prefettizi esclude la possibilità di ravvisare un concorrente potere di intervento della giurisdizione amministrativa. Ciò anche con riguardo al provvedimento di archiviazione emesso dal Prefetto ai sensi dell'art. 204, comma 1, sul ricorso proposto ex art. 203 dal presunto trasgressore, non potendo la giurisdizione amministrativa radicarsi in ragione del fatto che la norma non preveda espressamente che anche l'ordinanza di archiviazione possa essere impugnata con il rimedio dell'opposizione (T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. III, 31 luglio 2009, n. 4563; T.A.R. Lombardia, Brescia, Sez. I, 1 febbraio 2019, n. 104)".


Il TAR VENETO giustamente rigettava l'opposizione del Comune di Arsiè, in quanto non è esso competente, ovvero l'eventuale impugnazione doveva essere presentata al GIUDICE DI PACE DI BELLUNO.


L'ACCANIMENTO DAL GIUDICE DI PACE


Potrebbe finire qui ed invece il Sindaco LUCA STRAPAZZON incassata la sentenza negativa del TAR VENETO, decide di accanirsi ulteriormente e semore a spese dei contribuenti, nella sua battaglia d'onore e ricorre anche al GIUDICE DI PACE DI BELLUNO, contro Prefetto di Belluno, contro il Ministero dell’Interno e persino contro l'Avvocatura dello Stato (oltre ovviamente che avverso al primo ricorrente Signor Vittorio T.).


Peccato che però nel frattempo siano passati troppi mesi e il Giudice di Pace che a nostro parere avrebbe potuto rigettare direttamente l'impugnazione del Comune di Arsiè per decorsi termini previsti, decide di seguire il procedimento ed entrare nel merito, riconfermando, IN MODO DEFINITIVO l’annullamento dei verbali emessi dal Vigile di Arsiè "per la palese errata applicazione di articoli e sanzioni che nulla hanno a che vedere con la condotta del ricorrente".


L'ARROGANZA NON HA FINE


Ricapitolando, Il Vigile di Arsiè, redige "contra legem" due verbali a carico di un camionista che stava lavorando e che non aveva violato alcuna norma del codice della strada. Non sente ragioni e obbliga il cittadino ad impugnare le sanzioni con esborso di soldi, sanzioni che il Prefetto di Belluno annulla poichè ovviamente illegittime.


Il Sindaco di Arsiè (BL) nel pieno della sua "sicurezza istituzionale" a spese dei cittadini si rivolge al TAR VENETO che gli da torto per la seconda volta.


Non pago delle precedenti ed assurde azioni legali che hanno fatto spenderere chissà quanti soldi alla collettività, il Sindaco presenta un terzo ricorso al GIUDICE DI PACE DI BELLUNO che gli da torto per la terza volta.

LA CORTE DEI CONTI

Vogliamo essere ottimisti, questa paradossale storia riteniamo sia costata alla collettività non meno di € 10.000/15.000 tra parcelle di avvocati, contributi unificati, stipendi del Vigile Otello Celletti, varie ed eventuali...


Se "qualcuno" si era convinto che una simile vicenda non potesse, o dovesse essere resa pubblica si sbagliava. Noi la denunciamo con questo articolo e sicuramente con un ennesimo esposto (il terzo per il comune di Arsiè) alla CORTE DEI CONTI affinchè sia valutato, anche per questa storia assurda, come siano stati spesi i soldi dei cittadini e come tutto sia stato causato e dovuto da una palese "ignoranza giuridica" del Vigile.










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