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Proventi della multe: Le Amministrazioni incassano e se ne infischiano della sicurezza.

Simone Baldelli – ex Vicepresidente della Camera – e primo firmatario di un DDL volto a multare i Comuni che non rispettano la destinazione corretta dei fondi ricavati dalle multe per le infrazioni del Codice della Strada oggi non è più in Parlamento ma la questione rimane aperta, se esisterà un altrettanto "coraggiorso ed onesto" erede politico.

Simone Baldelli
Simone Baldelli

Non è purtroppo, una novità.

Il modo di intendere le multe per le infrazioni del Codice della Strada da parte di molti Comuni d'Italia è uno solo: fare cassa. La legge, tuttavia, prevede una destinazione diversa rispetto all'uso oramai abituale di tali somme di denaro, ovvero l'impiego nelle opere di sicurezza stradale, come la manutenzione del manto stradale, degli arredi e della cartellonistica o infrasttrutture per la sicrezza anche dei ciclisti e dei pedoni.


Il deputato di Forza Italia, Simone Baldelli, chiede di abrogare le norme inserite nel decreto Semplificazioni sul Codice della strada, che permetterebbero ai comuni di fare cassa attraverso “multe a raffica” e “autovelox dappertutto”. Intervistato da Fanpage.it, Baldelli spiega che a suo parere c’è il rischio che in Italia scoppi una protesta simile a quella dei gilet gialli francesi.


Dopo l’inserimento nel decreto Semplificazioni di alcune norme riguardanti il Codice della strada, il deputato di Forza Italia, Simone Baldelli, ha presentato una proposta di legge per abrogare queste misure ed evitare di vessare i cittadini con l’erogazione di multe sempre più facili e l’installazione di autovelox in città. Baldelli spiega la sua proposta di legge e sottolinea che I cittadini non sono un bancomat, il governo sta sottovalutando le conseguenze sociali”.


Varie sono le norme contestate dal deputato azzurro: “A parte le biciclette contromano, che sono una cosa pericolosissima, multe per divieto di sosta a raffica da parte di chiunque: ausiliari del traffico, ausiliari della sosta, dipendenti delle società dei trasporti, addirittura la nettezza urbana. Tutto questo non migliora la vita dei cittadini e li mette sotto schiaffo e permette a chiunque voglia di fare multe a strascico, senza preavviso di notifica, senza nulla e massacrare i cittadini di multe. I cittadini che hanno la macchina, il motorino, la moto, non sono dei bancomat”.


Il governo permette ai comuni di fare più facilmente cassa, è l’accusa lanciata da Baldelli: “La lobby dei comuni che vuole far cassa con le multe è fortissima e sempre attiva. In questo caso è riuscita a introdurre al Senato una norma che permette loro di fare, come in un vecchio film, quel che si diceva ‘Scatenate l’inferno’. Il governo, invece di dare a questi comuni i soldi per fornire dei servizi ai cittadini, ha detto: Scatenate l’inferno, fate cassa come volete, non ci chiedete niente’, Io credo che si debba azzerare questo pasticcio e ripartire da zero”. E per farlo c’è una soluzione a portata di mano: “A Montecitorio in commissione Trasporti c’era una proposta di legge sul Codice della strada che era già partita. Quindi ripartiamo da lì, azzeriamo le norme inserite nel decreto Semplificazioni”.

Il timore di un fenomeno di protesta simile a quello dei gilet gialli viene sottolineato più volte da Baldelli: “In Francia si sono scatenati i gilet gialli, al di là dell’aumento delle accise del gasolio a cui pensa anche il governo italiano, perché nell’arco di poco tempo si sono moltiplicate per dieci le multe fatte ai cittadini. Attraverso le stesse norme inserite nel decreto Semplificazioni: le macchine radar, ossia la possibilità di prendere un dipendente di una società come l’Atac o l’Atm, metterlo in una macchina con le telecamere e andare in giro tutto il giorno per la città filmando ciò che trova e alla fine della giornata scaricare centinaia di multe, che pesano sulle tasche di cittadini e famiglie”.


“Anche gli autovelox messi dappertutto hanno creato le condizioni per rendere impossibile la vita degli automobilisti. Io sono convinto che si debba rispettare il Codice della strada ma che, per altri aspetti, si debba evitare di massacrare i cittadini di multe. Chi ha la macchina, lo scooter, non è un bancomat, non va trattato come un criminale".


La proposta di legge presentata dal gruppo di Forza Italia, capeggiato proprio da Baldelli, prevede di “cancellare tutte le norme inserire indebitamente nel decreto". Ovviamente ha un elemento transitorio che protegge le vittime di abusi in questo periodo. Ciò che diciamo ai colleghi è di ripartire dalle norme del codice della strada su cui abbiamo lavorato. Prendiamo le norme condivise e mettiamoci a lavorare su quello”. Altro tema è quello della riforma del Codice della strada, un testo ora tornato in commissione Trasporti alla Camera. Anche in questo caso il deputato forzista ribadisce le richieste del suo gruppo: “La nostra proposta è quella di lavorare su temi condivisi. Noi abbiamo detto: mettiamo il casco ai minori che vanno in bicicletta sotto i 12 anni, imponiamo l’obbligo di cintura di sicurezza ai 12mila scuolabus che vanno a prendere e riportano a casa i nostri ragazzi, facciamo cose condivise, normiamo i monopattini, che sono pericolosissimi nelle città mescolati al traffico delle grandi strade ad alto scorrimento, insieme alle macchine, agli autobus. Evitiamo di creare situazioni in cui ci sia più rischio per la sicurezza stradale e magari cerchiamo di trovare dei punti condivisi, pochi, e di correggere i pasticci introdotti nel decreto Semplificazioni”.


Lo stesso ex Parlamentare, qualche giorno fa ha pubblicato un suo ennesimo intervento dal titolo LA GIUNGLA DEGLI AUTOVELOX che testualmente riportiamo: "Da 13 anni mancano regole certe e chiare sull'utilizzo degli autovelox. Questo ha permesso e permette a diverse amministrazioni locali di usare questo strumento più per fare cassa che per fare sicurezza stradale. Dopo anni di battaglie e di annunci disattesi da parte dei governi precedenti, si spera che l'attuale governo abbia la forza e la determinazione per varare finalmente il decreto ministeriale necessario a regolare questa materia senza farsi bloccare dagli enti locali. Anche per quanto riguarda gli incassi è arrivato il momento di iniziare a sanzionare, come prevede il codice della strada, gli enti locali che, entro il 31 maggio di ogni anno (sarà interessante vedere fra qualche settimana i nuovi dati), non dichiarino gli introiti di queste multe e come usino quei soldi. L'alternativa a questa situazione di stallo potrebbe altrimenti essere radicale: cambiare le norme e destinare tutte le risorse provenienti dalle multe fatte con gli autovelox delle amministrazioni locali a un fondo nazionale che finanzi iniziative di formazione, informazione e prevenzione sulla sicurezza stradale".


«Ho presentato una mozione sottoscritta da colleghi di moltissimi gruppi parlamentari, da SEL a Lega Nord, passando per Scelta Civica e Forza Italia. Vogliamo impegnare il Governo a stabilire sanzioni reali per i comuni inadempienti». «I soldi destinati alla sicurezza stradale devono essere impiegati nella sicurezza stradale. Le multe dei comuni, quando non rispettano gli obblighi di legge, sono una truffa: gli autovelox sono un modo per mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Se un cittadino viola il codice della strada, è giusto che gli venga recapitata una multa, ma lo stesso deve avvenire anche per i comuni, ma fino ad ora non si è indagato e non è stato sanzionato alcuno.»

Polizia Stradale
Polizia Stradale

Più che agire per la sicurezza effettiva dei cittadini, si tratta di un modo come un altro per mettere le mani su un bottino importante.

«Si tratta veramente di una quantità di denaro impressionante. Stiamo assistendo ad un comportamento illecito ma non sanzionabile da parte dei comuni. Tutti questi soldi sono sottratti alla sicurezza stradale: alla manutenzione del manto, dei cartelli, dei guard rail, dei controlli di varia natura. Ne fanno irrimediabilmente le spese gli automobilisti. I soldi ricavati dalle multe vanno verso una direzione sbagliata: sagre di paese, cene, fondazioni o opere di consiglieri di maggioranza. La maggior parte dei comuni sembrano infischiarsene della sicurezza, la vedono non come uno strumento per proteggere la comunità, bensì per guadagnarci. Se lo Stato o le Regioni tagliano loro dei fondi, che si lamentino con il Governo


Si ringrazia per i contributi AutoMoto.it e FanPage.it






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