top of page

Taglio del nastro, ma occhi bendati: la viabilità delle Dolomiti è un disastro annunciato.

Mentre si inaugurano gallerie da 185 milioni per salvare la faccia olimpica dell’Italia, la Provincia di Belluno ignora da trent’anni l’obbligo di pianificare la sicurezza stradale. La frana di San Vito non ha insegnato nulla.


26 gennaio 2026 - Inaugurazione variante Tai di Cadore
26 gennaio 2026 - Inaugurazione variante Tai di Cadore

1. Festeggiamenti su asfalto fragile


Il 26 gennaio 2026, a dieci giorni dall’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, si è tagliato il nastro delle varianti di Tai e Valle di Cadore. Alla cerimonia Matteo Salvini e Alberto Stefani hanno promesso una “nuova era per la mobilità veneta”. Ma dietro le strette di mano e i sorrisi per la stampa, resta un’amara verità: si costruiscono gallerie a colpi di milioni mentre si continua a ignorare la pianificazione obbligatoria della sicurezza stradale, ferma nella provincia di Belluno dal 1993. Una provincia che esulta per opere nuove ma dimentica che un’opera, senza un piano di manutenzione e gestione dei rischi, è solo un'illusione infrastrutturale.


2. La frana che parla (e nessuno ascolta)


La frana di San Vito di Cadore, ben nota ai cittadini e agli esperti, è solo la punta visibile di un disastro più profondo. Un evento prevedibile, evitabile, ma che ha mostrato tutta la fragilità del sistema. In un territorio montano soggetto a eventi climatici estremi, la mancata programmazione e aggiornamento dei piani di sicurezza della viabilità è più di una negligenza: è una violazione sistematica del dovere pubblico. Nel 2024, 2025, e ora nel 2026, nessuno ha ancora redatto piani aggiornati. Ma le ruspe per le Olimpiadi hanno corso, anche tra piogge torrenziali, frane e... tutela dell’aglio selvatico. Il paradosso è servito.


3. I silenzi assordanti della Procura


Altvelox ha denunciato. Documentato. Esposto. Querele depositate presso la Procura della Repubblica di Belluno, che continua però a mostrare un disinteresse preoccupante. È legittimo domandarsi se la legge, in provincia di Belluno, abbia ancora un valore vincolante o sia solo un optional da invocare a piacimento. Dal 1993 la Provincia avrebbe dovuto redigere e aggiornare i piani per la sicurezza della SS51 Alemagna, arteria vitale e pericolosa. Non lo ha mai fatto. E nessuno, tra istituzioni e magistratura, ha mai mosso un dito. Il risultato? Una viabilità che sembra gestita più dal caso che da un ente responsabile.


4. Olimpiadi: vetrina di carta pesta?


Le nuove gallerie di Tai e Valle di Cadore erano previste già per i Mondiali di Sci del 2021. Sono arrivate in extremis, poco prima dell’accensione della fiaccola olimpica del 6 febbraio 2026. Ma il quadro completo è desolante: la variante di San Vito sarà pronta, forse, a fine 2026, Longarone è ancora al bando, Cortina nemmeno in discussione.Eppure, tutti sorridono davanti alle telecamere. Lo fanno con soldi pubblici, i nostri, per opere che servono a "fare bella figura" agli occhi del mondo, mentre i cittadini locali rischiano ogni giorno la vita su strade non monitorate, senza piani, senza prevenzione. “Siamo pronti per le Olimpiadi”, dicono. Noi chiediamo: siamo pronti per la prossima frana?


5. Appello civile: basta propaganda, vogliamo legalità


Non è più il tempo dei comunicati trionfalistici, dei selfie sotto gli striscioni “Fine Lavori”. È il momento di rispondere a una domanda semplice e legittima: chi controlla i controllori? Chiediamo che la Provincia di Belluno rispetti finalmente la legge, adottando e aggiornando i piani di sicurezza delle strade. Chiediamo che la Procura apra gli occhi e ascolti le voci dei cittadini che da anni denunciano. Chiediamo che si smetta di mettere il make-up su un territorio che chiede cura, non maquillage olimpico.Le opere sono solo l’inizio. La sicurezza è un dovere. E non può più aspettare.



 
 
 

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page