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A Gaiba (RO) la sicurezza non si affida a un autovelox.

Lettera aperta ai cittadini della SR 6 che chiedono tutela per Gaiba diciamo che la vera prevenzione nasce da controlli regolari, strumenti urbanistici del traffico e attraversamenti pedonali sicuri, ben segnalati e realmente protetti. Altvelox rilancia una richiesta chiara: più presenza della Polizia locale, atti di pianificazione, segnaletica pedonale a norma e attraversamenti ben illuminati e riconoscibili anche nelle ore notturne.


Gli attraversamenti pedonali devono essere ben segnalati e perfettamente visibili di giorno e di notte
Gli attraversamenti pedonali devono essere ben segnalati e perfettamente visibili di giorno e di notte

LETTERA APERTA AI CITTADINI DI GAIBA


lo scorso 20 febbraio Altvelox ha raccolto il vostro appello per una maggiore sicurezza lungo la Strada Regionale 6 che attraversa e divide il centro abitato del vostro Comune. In quella stessa giornata abbiamo scritto al Sindaco, alla Prefettura di Rovigo e alla Sezione Polizia Stradale, non per negare il problema, ma per affrontarlo in modo serio, documentato e conforme alla legge.


Già nelle immagini del servizio televisivo richiamato nella nostra istanza emergevano criticità che non possono essere ignorate: attraversamenti pedonali con segnaletica orizzontale visibilmente usurata, problemi di percepibilità, un contesto delicato per chi attraversa a piedi, specie anziani, famiglie e residenti che ogni giorno devono passare da una parte all’altra della strada.


È proprio da qui che dovrebbe partire ogni seria politica di sicurezza: i passaggi pedonali devono essere ben segnalati di giorno e di notte, facilmente avvistabili, illuminati e protetti con soluzioni idonee a rallentare i veicoli e a mettere realmente in sicurezza il pedone. A Gaiba, invece, per quanto emerge dagli atti e dalle immagini sin qui considerate, il problema principale sembra essere stato lasciato lì, sotto gli occhi di tutti: strisce scolorite, protezione insufficiente e un attraversamento descritto dagli stessi residenti come pericolosissimo. Prima ancora dell’autovelox, servivano e servono interventi strutturali chiari, immediati e verificabili.


Sul piano normativo, l’impostazione si regge bene sull’art. 1 CdS, sull’art. 14 CdS per gli obblighi dell’ente proprietario o gestore, sull’art. 40 CdS per la segnaletica orizzontale e sulle regole del Regolamento di esecuzione relative a visibilità e manutenzione della segnaletica. Se vuoi, al prossimo passaggio te la fondo direttamente dentro l’intera lettera aperta in modo uniforme e senza cuciture visibili.



Per questo abbiamo scritto con un principio semplice: la sicurezza stradale non coincide con lo strumento sanzionatorio e, prima di invocare un autovelox, occorre verificare quali interventi concreti siano stati fatti o programmati per mettere in sicurezza il tratto. Nella nostra istanza abbiamo chiesto atti precisi.


  • Al Comune di Gaiba abbiamo domandato se esistano PUT o PGTU, oppure atti equivalenti di pianificazione; i dati completi dell’incidentalità dal 2021 al 2025, comprensivi non solo del numero dei sinistri ma anche delle cause codificate; tutti gli atti relativi a moderazione della velocità e sicurezza pedonale; gli ordini di servizio e i report aggregati dei controlli; il fascicolo del velobox fronte municipio; la nota istruttoria che spieghi perché il Comune sostenga oggi la “non possibilità” di eseguire controlli elettronici in centro abitato; infine la copia della richiesta inviata alla Prefettura per autorizzazioni o confronti operativi.

  • Alla Prefettura abbiamo chiesto la documentazione istruttoria e gli eventuali provvedimenti riferiti alla SR 6.

  • Alla Polizia Stradale abbiamo chiesto dati aggregati sui sinistri e ogni segnalazione sulla pericolosità del tratto.


Il Sindaco ha risposto il 20 marzo 2026, ma con una risposta che, allo stato, non chiarisce le questioni decisive. Il Comune ha dichiarato di non essere tenuto alla redazione del piano richiesto ai sensi dell’art. 36, comma 2, del Codice della Strada, quindi secondo lui la sicurezza serve solo per chiedere autovelox e comunque consigliamo di rileggersi la norma.


Quanto ai sinistri, è stata fornita una semplice tabella basata su elaborazioni del Servizio Statistica della Provincia di Rovigo su dati Istat-ACI: nel 2021 zero incidenti, nel 2022 un incidente con due feriti ma nessuno in tratto urbano, nel 2023 due incidenti con tre feriti di cui uno in tratto urbano, nel 2024 zero incidenti. In totale, per gli anni trasmessi, risultano tre incidenti, cinque feriti e nessun decesso, ma manca del tutto il 2025 e, soprattutto, non sappiamo dove esattamente quei sinistri si siano verificati né quale ne sia stata la dinamica: velocità, distrazione, mancata precedenza, investimento, perdita di controllo o altro. Senza questo dato causale, usare la statistica come prova definitiva a favore di una sola soluzione sarebbe improprio.


TGCOM 24 20.02.2026
TGCOM 24 20.02.2026

Il Comune ha inoltre indicato alcuni atti sulla sicurezza, ma senza trasmetterne il fascicolo integrale. Ha richiamato una delibera di indirizzo del 20 novembre 2025 per la presentazione di un’istanza di messa in sicurezza, una delibera del 13 marzo 2025 che concede patrocinio gratuito a un incontro sulla sicurezza e una delibera del 5 maggio 2022 relativa a un progetto di fattibilità per l’adeguamento e la messa in sicurezza di tratti di via Provinciale e via Nuova per la mobilità pedonale verso municipio, cimitero e complesso monumentale. Sono atti che vanno letti, valutati e contestualizzati, ma, così come trasmessi, non spiegano né se gli interventi siano stati realizzati, né con quali tempi, né con quali esiti.


Sui controlli di velocità, il Comune ha comunicato che in cinque anni risultano circa 95 servizi lungo la SR 6, con prevalenza di contestazioni ex art. 142 Codice della Strada, e circa 3.765 verbali per eccesso di velocità. Anche qui, però, il dato è rimasto grezzo: nessuna distribuzione per fasce di superamento, nessun report consuntivo, nessuna fascia oraria, nessuna documentazione aggregata utile a capire quando, come e con quali risultati si sia intervenuti. Ancora più significativo è il fatto che non risultino a protocollo attività inerenti controlli su attraversamenti pedonali, precedenze, sorpassi o altre condotte richieste nella nostra istanza.


Infine, i tre documenti allegati dal Comune non sono il cuore della sicurezza di Gaiba. Sono tre determinazioni di affidamento del servizio di noleggio strumentazione e servizi accessori per il rilevamento elettronico delle infrazioni: una del 21 giugno 2021, una del 10 agosto 2022 e una del 21 aprile 2023. La più recente affida anche software gestionale, data entry, stampa e postalizzazione dei verbali, rendicontazione delle notifiche e dei pagamenti, archiviazione documentale e supporto nel contenzioso. In altre parole, atti utili a capire come si organizza la macchina sanzionatoria, ma non sufficienti a dimostrare, da soli, la sicurezza del tratto, la correttezza dell’istruttoria o la fondatezza della tesi secondo cui oggi sarebbe impossibile controllare quel tratto in centro abitato.


Nel fascicolo è presente anche il decreto prefettizio prot. n. 36642 del 4 luglio 2025, che individua vari tratti della SR 6 tra quelli sui quali è possibile utilizzare o installare dispositivi di controllo a distanza, richiamando i presupposti normativi dell’incidentalità, della difficoltà di contestazione immediata e delle condizioni strutturali e di traffico. Ma proprio per questo Altvelox ha chiesto alla Prefettura non il solo decreto finale, bensì l’istruttoria, i pareri, i dati causali e gli atti specifici riferibili a Gaiba. Alla data della diffida del 20 marzo 2026, Altvelox ha formalmente rilevato il mancato autonomo e completo riscontro sia della Prefettura sia della Sezione Polizia Stradale di Rovigo.


Corriere del Veneto 19.02.2026
Corriere del Veneto 19.02.2026

Per questa ragione, ieri Altvelox ha inviato una diffida formale, assegnando 48 ore per l’integrale ostensione degli atti mancanti: dati completi dei sinistri anche per il 2025, fascicolo statistico di fonte, atti di pianificazione, report dei controlli, fascicolo del velobox, richiesta del Comune alla Prefettura, documentazione prefettizia e riscontro della Polizia Stradale. In difetto, sono state espressamente riservate le azioni davanti al RPCT, le azioni giudiziarie in materia di accesso e trasparenza e la trasmissione alla Procura della Repubblica per le valutazioni di competenza anche in ordine all’art. 328 c.p. Ai cittadini di Gaiba diciamo questo con chiarezza: Altvelox non è contro la sicurezza. È contro le scorciatoie, contro le risposte parziali e contro l’idea che un autovelox possa sostituire manutenzione, attraversamenti sicuri, istruttorie vere e atti trasparenti. La sicurezza si costruisce con documenti seri, opere concrete e controlli legittimi. Il resto è propaganda.



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