Migliaia di telefonate e percentuali precise, ma i dati restano senza risposta: ALTVELOX porta il caso Antenna Tre all’Autorità giudiziaria.
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Dire in televisione che sono arrivate “migliaia di telefonate” è semplice. Comunicare un risultato preciso al decimale, con il 57,7 per cento favorevole e il 42,3 per cento contrario, lo è altrettanto. Molto meno semplice, a quanto pare, è spiegare quante fossero realmente quelle telefonate, quanti voti siano stati considerati validi e attraverso quale sistema siano state ottenute quelle percentuali. Dopo quasi due mesi di richieste rimaste senza risposta da parte dell’emittente, ALTVELOX chiude ogni ulteriore interlocuzione e procede con la trasmissione della vicenda all’Autorità giudiziaria.

Roma 1 settembre 2026. La consultazione televisiva di “Ring” sugli autovelox era stata presentata come un “sondaggio”, accompagnata dall’affermazione che stavano arrivando migliaia di telefonate. ALTVELOX ha chiesto semplicemente di poter verificare quei numeri. Antenna Tre non ha risposto. Il CORECOM Veneto ha acquisito la registrazione e mantiene aperta l’istruttoria. Ora gli atti saranno sottoposti anche alle competenti Autorità perché l’informazione, soprattutto quando utilizza statistiche per orientare un dibattito pubblico, deve poggiare su dati controllabili.
La vicenda nasce dalla puntata di “Ring” trasmessa da Antenna Tre Veneto il 7 luglio 2026. Nel corso della trasmissione venne proposta ai telespettatori una consultazione sul tema “autovelox sì, autovelox no”, più volte definita come un “sondaggio”. Durante la puntata venne affermato che stavano arrivando “migliaia di telefonate” e, poco dopo, furono comunicati i risultati: 57,7 per cento favorevoli e 42,3 per cento contrari. Numeri precisi, apparentemente inequivocabili. Proprio per questo ALTVELOX ha ritenuto necessario comprendere da dove provenissero.
L’11 luglio l’Associazione ha quindi chiesto ad Antenna Tre, ad AGCOM e al CORECOM Veneto di conoscere il numero effettivo delle telefonate ricevute, quante fossero state considerate valide, quanti fossero i voti favorevoli e contrari in termini assoluti, quale fosse la base numerica utilizzata per calcolare le percentuali e quali sistemi fossero stati adottati per evitare duplicazioni o chiamate multiple.
Non è mai stato affermato che quei risultati fossero falsi. La richiesta era molto più semplice: dimostrare che fossero veri e verificabili.
Perché tra affermare che sono arrivate “migliaia di telefonate” e poter documentare quante telefonate siano effettivamente confluite nella consultazione esiste una differenza sostanziale. Una percentuale, presa da sola, dice pochissimo se non si conosce il numero sul quale è stata calcolata. Il 57,7 per cento può rappresentare poche decine, centinaia o migliaia di risposte. Senza conoscere la base numerica, la statistica offre al telespettatore un’impressione di precisione che non consente però alcuna verifica esterna.
La questione diventa ancora più delicata quando quei numeri vengono utilizzati all’interno di una trasmissione dedicata a un argomento sensibile come la sicurezza stradale, l’incidentalità e l’utilizzo degli autovelox. Una redazione è naturalmente libera di sostenere una posizione editoriale, invitare chi ritiene e impostare un confronto secondo le proprie scelte. Diverso è il terreno dei dati numerici presentati come risultato di una rilevazione. Quando un numero viene proposto al pubblico come fatto, dovrebbe essere possibile ricostruirne almeno l’origine e il metodo di formazione.
Antenna Tre aveva ricevuto la richiesta dell’11 luglio. Dopo oltre un mese senza alcun riscontro, il 18 agosto ALTVELOX ha inviato un nuovo atto, chiedendo ancora una volta chiarimenti e preannunciando che, in assenza di risposta, l’intera documentazione sarebbe stata sottoposta alla competente Autorità giudiziaria. Anche questo secondo atto non ha prodotto, da parte dell’emittente, alcuna spiegazione sui dati.

Ad oggi ALTVELOX non ha quindi ricevuto da Antenna Tre il numero delle telefonate effettivamente pervenute, il numero dei voti validi, la base matematica delle percentuali comunicate, i criteri utilizzati per impedire eventuali duplicazioni, l’indicazione di chi abbia materialmente effettuato o validato il conteggio e neppure un chiarimento definitivo sulla qualificazione della consultazione rispetto alla disciplina applicabile.
Il CORECOM Veneto, al contrario, ha comunicato il 19 agosto di avere preso in carico la segnalazione, di avere già acquisito integralmente la registrazione della trasmissione mediante il proprio sistema di videoregistrazione e di avere tuttora in corso l’attività istruttoria, anche attraverso interlocuzioni con AGCOM. Ha inoltre precisato che l’istanza di accesso agli atti sarà trattata secondo i termini previsti dalla legge. ALTVELOX attenderà quindi le determinazioni del CORECOM e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ma considera conclusa la fase delle richieste rivolte direttamente all’emittente. Non verranno inviati altri solleciti.
La questione sarà ora sottoposta anche all’Autorità giudiziaria attraverso la documentazione raccolta, lasciando esclusivamente alla magistratura ogni valutazione sulla rilevanza dei fatti e delle condotte risultanti dagli atti. Non spetta ad ALTVELOX formulare anticipatamente conclusioni di natura penale, né sarebbe corretto farlo in assenza degli accertamenti che competono agli organi preposti. Resta però un problema che va ben oltre questa singola trasmissione.
Nell’informazione moderna i numeri hanno acquistato una forza enorme. Una percentuale mostrata sullo schermo sembra immediatamente autorevole, soprattutto quando contiene anche un decimale. Ma proprio quella precisione rende ancora più necessario poter verificare come sia stata ottenuta.
Non può diventare normale diffondere una statistica e considerare chiusa la questione nel momento in cui qualcuno domanda semplicemente di vedere i dati sui quali quella statistica è stata costruita. ALTVELOX non ha chiesto numeri telefonici, nomi dei telespettatori o informazioni personali. Ha chiesto dati aggregati, metodo di conteggio e documentazione capace di dimostrare la corrispondenza tra quanto realmente raccolto e quanto comunicato al pubblico.
Se quei dati esistono, mostrarne la consistenza dovrebbe essere il modo più semplice per chiudere ogni discussione. Il fatto che, nonostante le richieste formali, Antenna Tre abbia scelto fino ad oggi di non fornirli ad ALTVELOX è una circostanza documentale che sarà ora rappresentata nelle sedi competenti.
La libertà di informazione merita tutela proprio perché ha un peso enorme nella formazione dell’opinione pubblica. Quella stessa forza impone però una responsabilità altrettanto semplice: quando si comunicano fatti e numeri, devono poter essere verificati.
Le opinioni possono essere diverse. I numeri, invece, devono avere una fonte, un metodo e una base concreta. Altrimenti non siamo più davanti a una statistica controllabile, ma soltanto a una percentuale apparsa su uno schermo.
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