Stragi sulle strade riaccendere tutti gli autovelox? Altvelox chiede trasparenza sul sondaggio televisivo di Antenna Tre.
- Altvelox

- 13 lug
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Altvelox - Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada ha trasmesso ad Antenna Tre Veneto, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e al CORECOM Veneto una richiesta formale di chiarimenti sulla consultazione telefonica proposta durante la trasmissione “Ring” del 7 luglio 2026.

Dalla trasmissione “Ring” di Antenna Tre Veneto emerge una linea editoriale precisa: gli autovelox vengono presentati come strumenti necessari per salvare vite e la loro riattivazione come una risposta concreta al problema delle vittime sulle strade. Nel corso della puntata, il giornalista Luigi Bacialli Arboit ha riferito che il 57,7 per cento dei partecipanti alla consultazione si sarebbe espresso a favore della riaccensione degli apparecchi. Altvelox non condivide questa impostazione, che tende a ricondurre una questione complessa a un’alternativa semplificata tra autovelox accesi e sicurezza stradale, ma ne prende atto nel pieno rispetto della libertà editoriale dell’emittente.
Il punto, tuttavia, non è contestare l’opinione espressa, bensì comprendere quale consistenza reale abbia quel 57,7 per cento. Una percentuale, senza il numero assoluto delle risposte, non consente di sapere se il risultato corrisponda a poche decine, centinaia o migliaia di persone. Sul sito dell’emittente non risultano reperibili dati utili sul numero delle telefonate ricevute, sui voti validamente conteggiati, sulle eventuali duplicazioni, sul periodo di raccolta o sul metodo utilizzato per elaborare il risultato. Prima che quel dato venga presentato come orientamento dei cittadini sulla sicurezza stradale, è quindi necessario chiarire da quante persone sia stato effettivamente espresso e con quali modalità sia stato formato.
Nel corso della puntata, l’iniziativa è stata presentata come un “sondaggio” sul quesito “Stragi sulle strade riaccendere tutti gli autovelox?”. Il conduttore ha parlato di “migliaia di telefonate” e, successivamente, sono stati comunicati i risultati: 57,7 per cento favorevole e 42,3 per cento contrario.
Altvelox non contesta la libertà editoriale dell’emittente, le opinioni espresse dagli ospiti o il diritto dei telespettatori di partecipare alla trasmissione. L’intervento riguarda esclusivamente la trasparenza del metodo utilizzato e la verificabilità delle informazioni quantitative diffuse al pubblico.
L’Associazione ha quindi chiesto di conoscere il numero effettivo delle telefonate riferibili allo specifico quesito, i voti considerati validi, le eventuali risposte escluse, i criteri adottati per evitare chiamate multiple e la base numerica sulla quale sono state calcolate le percentuali. È stato inoltre chiesto di individuare chi abbia materialmente effettuato e validato il conteggio e se esistano registri, prospetti o estrazioni informatiche capaci di documentare il risultato.
La normativa AGCOM distingue infatti il sondaggio d’opinione, realizzato mediante criteri metodologici e campionari, dalla semplice manifestazione spontanea delle opinioni dei telespettatori. Quest’ultima non ha valore scientifico, non può essere generalizzata alla popolazione e deve essere presentata al pubblico con un’avvertenza chiara sulla propria natura.
Una percentuale, da sola, non spiega quante persone abbiano partecipato, come siano state selezionate le risposte e se ogni utenza abbia potuto esprimere uno o più voti. Eppure questi dati possono influenzare il dibattito pubblico e perfino essere richiamati per sostenere decisioni amministrative in materia di controlli stradali.
L’attività di Altvelox consiste proprio nel trasformare dichiarazioni, numeri e rappresentazioni mediatiche in questioni documentabili. L’Associazione acquisisce gli atti, verifica la correttezza delle informazioni, segnala agli organismi competenti eventuali profili da approfondire e rende pubblici i documenti, affinché cittadini e utenti della strada possano formarsi un’opinione sulla base di dati controllabili.
La sicurezza stradale merita un confronto serio.
Anche i sondaggi, quando vengono utilizzati per orientarlo, devono essere trasparenti, tracciabili e correttamente qualificati.




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