Veneto Strade Spa cambia rotta sugli 875mila euro della tangenziale ma non consegna i documenti. Altvelox denuncia alla GdF e Corte dei Conti.
- Altvelox

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Dopo la diffida di Altvelox la società annuncia la futura consegna degli atti, ma ammette di dover chiedere al Comune l’origine e la destinazione della somma. Scadute le 48 ore, presentato un esposto alla Guardia di Finanza e alla Corte dei conti.

Dopo il primo diniego, Veneto Strade S.p.A. cambia posizione e comunica di avere avviato la ricerca della documentazione richiesta da Altvelox. Gli atti, tuttavia, non sono stati ancora consegnati e rimane priva di un immediato riscontro documentale la questione centrale: la destinazione dei 875.787,07 euro che il Comune di Treviso ha indicato, nella relazione relativa all’anno 2022, come somma destinata a Veneto Strade per lavori sulla tangenziale.
La vicenda nasce dall’istanza di accesso trasmessa da Altvelox il 1° giugno 2026, con la quale l’Associazione aveva chiesto di conoscere i rapporti amministrativi e contabili intercorsi tra il Comune di Treviso e Veneto Strade, gli interventi eseguiti sulla S.R. 53 “Postumia” e, in particolare, la sorte della somma di 875.787,07 euro proveniente dai proventi delle sanzioni stradali.
La richiesta riguardava documenti precisi: determinazioni, mandati di pagamento, quietanze, fatture, relazioni tecniche, stati di avanzamento, certificati di regolare esecuzione, collaudi e registrazioni contabili. Non veniva chiesta la formazione di nuovi atti, ma la consegna di documenti che, qualora la somma fosse stata effettivamente trasferita e utilizzata, avrebbero dovuto essere già presenti negli archivi degli enti interessati.

Il 30 giugno Veneto Strade aveva respinto integralmente la richiesta, contestando la legittimazione di Altvelox e qualificando l’accesso come eccessivamente oneroso. Il diniego, però, non forniva alcuna risposta puntuale sui 875.787,07 euro: non chiariva se la somma fosse mai stata richiesta, trasferita, incassata, contabilizzata o impiegata per lavori sulla tangenziale. Altvelox aveva quindi trasmesso una formale diffida, concedendo 48 ore, con scadenza il 3 luglio 2026, per la consegna della documentazione e per una risposta concreta sulla voce economica indicata dal Comune di Treviso.
Nella comunicazione ricevuta proprio il 3 luglio Veneto Strade ha mantenuto formalmente ferma la precedente posizione, ma ha contemporaneamente dichiarato di avere avviato la verifica della documentazione per procedere al successivo invio degli atti richiesti.
Un mutamento significativo rispetto al diniego iniziale, che conferma come la richiesta di Altvelox non fosse affatto generica o estranea alle finalità associative.
La società ha definito la documentazione “cospicua” e di non agevole individuazione. Il passaggio più rilevante riguarda però la somma dichiarata dal Comune di Treviso.
Veneto Strade ha riferito di avere contattato informalmente il Comune, il quale avrebbe spiegato che i 875.787,07 euro rappresentavano un vincolo di destinazione a favore della società, collegato a una quota del 30 per cento delle violazioni accertate mediante l’autovelox installato sulla S.R. 53. La stessa Veneto Strade ha tuttavia comunicato di avere chiesto al Comune di Treviso di precisare “l’esatta origine del dato economico attestato e la successiva destinazione”.

È questo il punto che richiede un accertamento indipendente.
Il soggetto indicato dal Comune come destinatario di quasi 876 mila euro non è stato in grado, nell’immediatezza, di documentare se la somma sia stata effettivamente trasferita, ricevuta, contabilizzata o utilizzata. Ha dovuto chiedere al Comune quale fosse l’origine esatta del dato e quale destinazione avesse avuto.
La risposta non dimostra, da sola, l’esistenza di un illecito e Altvelox non afferma che il denaro sia stato distratto o utilizzato per scopi diversi. Dimostra però che, a distanza di diversi anni, non risulta ancora immediatamente ricostruibile la sorte di una somma pubblica di rilevante entità, indicata in una relazione ufficiale relativa ai proventi delle sanzioni stradali.
La documentazione comunale riporta inoltre, per quella voce, una percentuale di realizzazione pari a zero. Occorre quindi verificare se si trattasse di una semplice destinazione programmatica, di un impegno di spesa, di una somma rimasta tra i residui, di un importo confluito nel fondo pluriennale vincolato oppure di denaro effettivamente trasferito a Veneto Strade.
Occorre anche accertare quali interventi siano stati concretamente realizzati sulla tangenziale di Treviso, con quali progetti, affidamenti, stati di avanzamento, fatture, certificati di regolare esecuzione e collaudi.
Le 48 ore indicate nella diffida sono scadute il 3 luglio senza che i documenti richiesti siano stati consegnati e senza che sia stata fornita una ricostruzione contabile completa della somma.
Altvelox ha quindi formalizzato un esposto-denuncia ai Comandi provinciali della Guardia di Finanza di Treviso e Belluno, al Comando regionale Veneto, alla Procura regionale della Corte dei conti e agli uffici competenti del Ministero dell’Interno. È stato chiesto di acquisire l’intero fascicolo amministrativo, tecnico e contabile, verificare l’eventuale emissione di mandati di pagamento, controllare le registrazioni di tesoreria e accertare se Veneto Strade abbia mai iscritto l’importo nei propri sistemi contabili. L’accertamento richiesto non riguarda soltanto il 2022. Altvelox ha chiesto di estendere le verifiche alle annualità dal 2021 al 2025, confrontando le relazioni trasmesse al Ministero dell’Interno con i bilanci, i rendiconti, i residui, i fondi vincolati e gli interventi realmente eseguiti.
Quando i proventi delle sanzioni vengono giustificati con la sicurezza stradale, la tracciabilità delle somme non può essere ricostruita soltanto dopo una diffida. Deve essere possibile sapere quanto è stato incassato, quanto è stato vincolato, quanto è stato trasferito, a quale soggetto e per quali lavori.
Veneto Strade ha deciso di collaborare. È un primo passo. Ma, allo stato, gli atti non sono stati consegnati e la sorte dei 875.787,07 euro indicati dal Comune di Treviso non è ancora documentalmente chiarita.
Saranno ora la Guardia di Finanza e la magistratura contabile a verificare la corrispondenza tra le dichiarazioni rese, le registrazioni contabili e gli interventi effettivamente realizzati sulla tangenziale.



Commenti