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Treviso e il tesoro delle multe: 24,8 milioni dal Codice della strada tra il 2021 e il 2025.

Secondo le dichiarazioni ministeriali del Comune di Treviso, tra il 2021 e il 2025 i proventi da sanzioni al Codice della strada raggiungono euro 24.815.779,73. Una parte rilevante deriva dalle violazioni dei limiti di velocità e risulta soggetta a vincoli di destinazione per sicurezza, manutenzione e controllo stradale. Altvelox chiede ora di verificare atti, impegni, trasferimenti, FPV e somme indicate a realizzazione zero, compresa la voce da euro 875.787,07 destinata a Veneto Strade per lavori in tangenziale.


Il Comune di Treviso, tra il 2021 e il 2025 ha incassato proventi da sanzioni al Codice della strada raggiungono euro 24.815.779,73
Il Comune di Treviso, tra il 2021 e il 2025 ha incassato proventi da sanzioni al Codice della strada raggiungono euro 24.815.779,73

Premessa tecnico-normativa


L’analisi riguarda i modelli di relazione previsti dall’articolo 142, comma 12-quater, del Codice della strada, relativi agli anni 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025 del Comune di Treviso. I modelli dichiarano i proventi derivanti dalle violazioni al Codice della strada e la loro destinazione ai sensi degli articoli 208 e 142, commi 12-bis e 12-ter, del Codice della strada.


Il decreto interministeriale 30 dicembre 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2020, disciplina la destinazione dei proventi derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità e il relativo modello di relazione. La Conferenza Stato-città, richiamando l’articolo 142, comma 12-quater, e il decreto interministeriale 30 dicembre 2019, ha ribadito che ciascun ente locale deve rendicontare annualmente i proventi di propria competenza, trasmettendo la certificazione tramite piattaforma TBEL, pubblicandola sul sito istituzionale entro 30 giorni dalla trasmissione, con applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 4 del decreto in caso di mancato o difforme adempimento.


Dal solo esame dei modelli trasmessi al Ministero dell'Interno, non possiamo confermare l’effettivo pagamento delle somme indicate, l’esecuzione dei lavori, la corretta conservazione dei vincoli o l’eventuale destinazione difforme delle risorse. Possiamo però rilevare anomalie oggettive, errori aritmetici o contabili apparenti, incongruenze di classificazione e voci che richiedono acquisizione documentale.


Quadro riepilogativo dei dati principali


Anno

Totale proventi Codice della strada

Proventi velocità art. 142, quadro 1, lett. B

Destinazione art. 142, quadro 3

Differenza tra B e quadro 3

Quota art. 142 non risultante completata o a 0%

2021

€ 4.211.184,74

€ 2.201.843,40

€ 1.251.030,90

€ 950.812,50

circa € 410.491,50

2022

€ 4.360.617,73

€ 2.723.991,79

€ 2.723.991,79

€ 0,00

€ 2.276.108,89

2023

€ 4.204.191,44

€ 2.856.032,31

€ 2.856.110,74

- € 78,43

€ 1.395.044,33

2024

€ 5.722.513,81

€ 2.897.752,11

€ 2.897.752,11

€ 0,00

€ 1.525.600,25

2025

€ 6.317.272,01

€ 2.888.104,79

€ 2.888.104,79

€ 0,00

€ 1.177.355,50

Nel quinquennio 2021-2025 il Comune dichiara proventi complessivi da sanzioni per € 24.815.779,73, di cui € 13.567.724,40 riferiti alle violazioni dei limiti massimi di velocità. Le somme destinate nel quadro 3 ex articolo 142 ammontano complessivamente a € 12.616.990,33, con una differenza complessiva di € 950.734,07 rispetto ai proventi indicati nel quadro 1, lett. B. Tale differenza è quasi integralmente concentrata nell’anno 2021.


Rilievi per anno


Per il 2021 emerge la prima anomalia strutturale. Il quadro 1 indica proventi da violazioni dei limiti di velocità per € 2.201.843,40, mentre il quadro 3 riporta destinazioni ex articolo 142 per € 1.251.030,90. La differenza è pari a € 950.812,50. Poiché le voci C e D risultano pari a zero, non emerge dal modello una spiegazione collegata a riparti verso altri enti o a proventi spettanti ad amministrazioni diverse. La voce richiede quindi una verifica sui capitoli di entrata, sui capitoli vincolati di spesa, sul rendiconto e sull’eventuale ragione contabile per cui una parte così rilevante dei proventi da velocità non compare nella destinazione ex articolo 142.


Sempre nel 2021, il quadro 5 indica “manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture viarie” per € 777.949,19 con percentuale di realizzazione pari al 61%, senza distinguere la quota realizzata dalla quota non realizzata, né qualificare la parte residua come FPV o avanzo vincolato. Inoltre, per il potenziamento dell’attività di controllo risultano € 365.990,39 al 100% e € 107.091,32 come avanzo vincolato al 0%. La struttura del modello rende quindi poco chiara la sorte della parte non completata, che dovrebbe essere ricostruita attraverso atti contabili e cronoprogrammi.



Per il 2022 la criticità principale resta la voce “Somma destinata a Veneto Strade per lavori in tangenziale” pari a € 875.787,07, indicata con realizzazione pari a 0,00%. Tale voce è collocata nella categoria 142-12ter-2, relativa al potenziamento delle attività di controllo e accertamento, comprese le spese di personale. La descrizione “lavori in tangenziale”, tuttavia, richiama interventi infrastrutturali o di messa in sicurezza, cioè la diversa categoria 142-12ter-1. L’incongruenza non è solo lessicale: incide sulla tracciabilità della destinazione vincolata.


Sempre nel 2022, sul totale di € 2.723.991,79 dei proventi ex articolo 142, risultano interventi completati per € 447.882,90, mentre € 2.276.108,89 risultano a realizzazione zero o comunque non completata. In questa massa rientrano € 975.719,82 di FPV per manutenzione e messa in sicurezza, € 13.066,20 di FPV per potenziamento dei controlli, € 875.787,07 per Veneto Strade e € 411.535,80 di avanzo vincolato Codice della strada. Il dato, da solo, non prova una destinazione illecita, ma impone di verificare se le somme siano state effettivamente vincolate, reimputate, trasferite o mantenute negli esercizi successivi.


Veneto Strade dove sono 875 mila euro per la sicurezza della tangenziale?
Veneto Strade dove sono finiti 875 mila euro per la sicurezza della tangenziale?


Per il 2023 emerge una difformità aritmetica di segno opposto. Il quadro 1 indica proventi da violazioni dei limiti di velocità per € 2.856.032,31, mentre il quadro 3 riporta un totale destinato ex articolo 142 pari a € 2.856.110,74. La destinazione supera quindi il dato dei proventi di € 78,43. L’importo è modesto, ma in una certificazione ministeriale non dovrebbe comparire una differenza neppure minima se non spiegata da arrotondamenti, rettifiche o partite contabili espressamente indicate.


Nel 2023 risultano inoltre € 1.395.044,33 come FPV per “manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture viarie”, con realizzazione pari a 0,00%. Si tratta di quasi la metà dell’intera destinazione ex articolo 142 dell’anno. Anche qui il dato non è automaticamente irregolare, ma richiede riscontro tramite atti di impegno, esigibilità, reimputazione e successiva realizzazione.



Per il 2024 il quadro 1 indica che i dati derivano da rendiconto approvato, ma non da verbale di chiusura. Questo elemento va chiarito, perché il modello è presentato come relazione su dati contabili dell’anno precedente e la mancanza del verbale di chiusura, pur non essendo di per sé prova di irregolarità, indebolisce il livello di verificabilità interna della certificazione.


Sempre nel 2024, i proventi ex articolo 142 ammontano a € 2.897.752,11. Di questi, € 1.525.600,25 risultano inseriti come FPV per interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, con realizzazione pari a 0,00%. La quota non completata rappresenta oltre metà della parte destinata alla manutenzione e messa in sicurezza. Il modello non consente di verificare quali opere siano state programmate, quali obbligazioni siano state assunte e se la spesa sia stata poi eseguita nell’esercizio successivo.



Per il 2025 si ripete la stessa criticità formale già vista nel 2024: rendiconto approvato “SI”, verbale di chiusura “NO”. I proventi complessivi da Codice della strada raggiungono € 6.317.272,01, il valore più alto del quinquennio, con una crescita di circa il 50% rispetto al 2021. I proventi da velocità restano molto elevati, pari a € 2.888.104,79.


Nel 2025 risultano € 1.173.204,68 come FPV per interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e € 4.150,82 come FPV per potenziamento delle attività di controllo, entrambi a realizzazione 0,00%. Anche l’articolo 208 presenta una voce FPV molto rilevante, pari a € 553.986,81, riferita ad “altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale”, anch’essa a realizzazione zero.



Rilievi trasversali


Il primo rilievo riguarda la persistenza, in tutti gli anni esaminati, dell’indicazione pari a zero nei quadri C e D, relativi ai riparti con altri enti. Questo dato è formalmente coerente solo se tutti i proventi da velocità siano riferibili a strade di competenza comunale o in concessione al Comune e non ricorrano ipotesi di riparto con enti proprietari o con organi accertatori diversi. La voce Veneto Strade del 2022, riferita a lavori in tangenziale, rende però necessario verificare la titolarità, la gestione e il regime giuridico della tangenziale interessata, perché il modello dichiara zero riparti ma contemporaneamente indica una destinazione molto rilevante a favore di un soggetto esterno.


Il secondo rilievo riguarda l’elevato volume di somme non completate o a realizzazione zero. Nel quinquennio, assumendo la percentuale di realizzazione come indicatore dello stato di esecuzione, risultano circa € 6.784.600,47 di proventi ex articolo 142 non completati, rinviati, accantonati o indicati a realizzazione zero. La cifra rappresenta oltre la metà delle destinazioni ex articolo 142 riportate nei quadri 3 e 5. Questa non è automaticamente una violazione, ma è un’anomalia amministrativa da verificare con gli atti di bilancio. La carta, da sola, può sostenere qualsiasi cosa; i mandati di pagamento, invece, sono meno inclini alla fantasia.


Il terzo rilievo riguarda l’uso ripetuto di descrizioni generiche: “potenziamento delle attività di controllo”, “attività per il miglioramento della sicurezza stradale”, “altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale”, “manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture viarie”. Descrizioni di questo tipo, se non accompagnate da determine, capitoli, CUP, CIG, contratti, stati di avanzamento, certificati di regolare esecuzione e mandati, non consentono di verificare se le risorse siano state realmente impiegate per finalità coerenti con il vincolo imposto dagli articoli 208 e 142 del Codice della strada.


Il quarto rilievo riguarda la voce Veneto Strade del 2022. L’importo di € 875.787,07 rappresenta circa il 32,15% di tutti i proventi da velocità dichiarati per il 2022 e circa il 58,34% della categoria 142-12ter-2, nella quale è stato inserito. Non risulta dal modello se la somma sia stata trasferita, impegnata, accantonata, reimputata o semplicemente programmata. Non posso confermare che Veneto Strade abbia ricevuto tale importo; posso però affermare che il modello ministeriale del Comune di Treviso lo indica come somma “destinata” a Veneto Strade per lavori in tangenziale e con realizzazione pari a zero.


Altvelox ha segnalato tutto alla Guardia di Finanza e Corte dei Conti
Altvelox ha segnalato tutto alla Guardia di Finanza e Corte dei Conti

La vicenda assume particolare rilievo proprio con riferimento alla somma di euro 875.787,07 indicata nel modello ministeriale 2022 come “destinata a Veneto Strade per lavori in tangenziale”, ma riportata con percentuale di realizzazione pari a zero. Allo stato, dai soli atti esaminati, non è possibile confermare se tale importo sia stato effettivamente trasferito, impegnato, liquidato o soltanto indicato come destinazione contabile. Proprio questa incertezza rende indispensabile una verifica completa, perché una somma di tale entità, proveniente da sanzioni irrogate agli utenti della strada e soggetta a vincoli di destinazione, non può restare sospesa in una formula generica, priva di atti immediatamente riscontrabili, senza che sia chiarito dove sia stata allocata, con quale titolo, per quale intervento e con quale risultato concreto.


Altvelox continuerà a esercitare la propria attività di vigilanza civica, tecnica e documentale affinché ogni euro riscosso nel nome della sicurezza stradale sia tracciato, giustificato e destinato alle finalità previste dalla legge. La sicurezza non può essere utilizzata come argomento pubblico quando si incassa e diventare materia opaca quando si devono mostrare gli atti. Quando la rendicontazione espone milioni di euro, FPV rilevanti, somme a realizzazione zero e una voce così significativa riferita a Veneto Strade, il problema non è più soltanto contabile, ma riguarda la trasparenza dell’azione amministrativa e la fiducia dei cittadini.


In questo quadro si profila il rischio che l’interesse economico alla prosecuzione del sistema sanzionatorio abbia assunto un peso prevalente rispetto al dovere di trasparenza, verifica e rendicontazione puntuale. Non si contesta la necessità di garantire sicurezza sulle strade, ma si chiede che la sicurezza non venga invocata come formula di copertura per sottrarre alla conoscibilità pubblica la destinazione effettiva dei proventi. Se i cittadini sono chiamati a pagare nel nome del Codice della strada, gli enti devono essere chiamati a dimostrare, con atti e non con dichiarazioni generiche, come quelle somme siano state impiegate.



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