Giacciano con Baruchella, Altvelox torna in Procura: “Non basta annullare le multe, ora si verifichi tutta la filiera”
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Dopo l’annullamento di un nuovo verbale per autovelox solo approvato e non omologato, Altvelox chiede verifiche su Comune, Polizia Locale, Prefettura, Area III, spese legali pubbliche e posizione dell’avvocato incaricato, con esposto all’Ordine forense di Rovigo.


Altvelox ha predisposto una nuova denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Rovigo in relazione all’utilizzo dell’autovelox installato nel Comune di Giacciano con Baruchella lungo la SR 482, tratto già al centro di numerosi ricorsi e contestazioni. Al centro dell’atto vi è il verbale n. X-20876, prot. 2522976, del 12 dicembre 2025, notificato l’8 gennaio 2026 a una cittadina associata Altvelox, assistita dall’Associazione nella valutazione tecnica dell’atto e nella predisposizione del ricorso avanti il Giudice di Pace di Rovigo.
Il giudizio si è concluso con l’annullamento del verbale. Il Giudice di Pace ha rilevato che l’accertamento era stato effettuato con misuratore elettronico della velocità Autosc@n-Speed, matricola 2021.0008, indicato come approvato con decreto ministeriale n. 356 del 18 agosto 2021, ma non omologato. Un punto tutt’altro che secondario, perché l’art. 142, comma 6, del Codice della Strada parla di apparecchiature “debitamente omologate”, e la Corte di Cassazione, a partire dall’ordinanza n. 10505 del 18 aprile 2024, ha chiarito più volte che approvazione e omologazione non sono la stessa cosa.
Altvelox non si limita quindi a celebrare l’annullamento della singola sanzione. Nell’atto chiede alla Procura di verificare l’intera catena amministrativa, tecnica, contabile e processuale che ha consentito l’uso dello strumento e la prosecuzione dell’attività sanzionatoria. La richiesta riguarda il Sindaco pro tempore, la Polizia Locale, i responsabili del procedimento, la Prefettura di Rovigo, il Prefetto pro tempore e il Dirigente pro tempore dell’Area III, o comunque il funzionario responsabile dell’istruttoria prefettizia.
Il punto prefettizio è centrale. Il tratto SR 482 km 65+100 / km 65+400 risulta inserito nel decreto prefettizio del 4 luglio 2025, efficace dal 7 luglio 2025. Altvelox aveva già chiesto alla Prefettura, il 9 marzo 2026, sospensione cautelativa, riesame in autotutela e accesso agli atti. La risposta del 1 aprile 2026 ha sostenuto l’esistenza di una istruttoria completa e analitica, ma secondo l’Associazione gli atti non sono stati resi effettivamente verificabili. La solita trasparenza a intermittenza, comoda quando deve convincere, meno quando deve dimostrare.
La denuncia chiede anche di acquisire i contratti di fornitura, noleggio, manutenzione, taratura e gestione del dispositivo, l’elenco dei verbali elevati dal 18 aprile 2024, le somme incassate, annullate o rimborsate, nonché i rendiconti dei proventi ex artt. 142 e 208 Codice della Strada.

Altvelox solleva poi un ulteriore tema: la spesa pubblica per resistere nei giudizi. Il Comune, anche nel caso deciso dal Giudice di Pace di Rovigo, ha sostenuto la piena equipollenza tra approvazione e omologazione e ha chiesto il rinvio in attesa di un futuro decreto ministeriale.
Per l’Associazione questa linea difensiva, dopo il consolidamento della Cassazione e dopo i ricorsi accolti in sede locale, impone una verifica sulle spese legali sostenute dall’ente, sulle fatture pagate ai difensori, sulle determine comunali di incarico e sulle eventuali condanne alle spese subite.
Non si tratta, precisa Altvelox, di contestare il diritto di difesa del Comune. Si tratta di capire se sia legittimo usare denaro pubblico per sostenere una tesi già ripetutamente smentita dai giudici, mentre i cittadini sono costretti a impugnare verbali fondati su strumenti privi di omologazione.
La domanda resta semplice: controlli sì, ma regolari, documentati e rispettosi della legge. Quando invece la sanzione diventa sistema, la verifica non può fermarsi al singolo verbale.


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