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Autovelox, il dirigente MIT parla al Forum EGAF e compare come autore del libro. Ma sugli atti il Ministero alza il muro.

ALTVELOX aveva chiesto di chiarire in quale veste l’ing. Valentino Iurato, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e responsabile dell’ufficio competente in materia di circolazione stradale e omologazione dei dispositivi di controllo, avesse partecipato al Forum organizzato da EGAF sul nuovo decreto autovelox. Una domanda resa ancora più rilevante dal fatto che lo stesso dirigente risultava indicato dalla stessa società privata come coordinatore e autore del volume “Velox: disciplina 2026”, pubblicazione dedicata proprio alla materia rientrante nelle competenze dell’ufficio da lui diretto e promossa commercialmente dallo stesso editore.


In quale veste il Dirigente MIT Valentino Iurato ha partecipato al forum EGAF ?
In quale veste il Dirigente MIT Valentino Iurato ha partecipato al forum EGAF ?

Il 23 luglio 2026 EGAF Edizioni ha organizzato il webinar “Il Punto Live: Velox 2026, nuovo DM omologazione”. Tra i relatori figurava l’ing. Valentino Iurato, dirigente della Divisione 2 della Direzione generale per la sicurezza stradale e l’autotrasporto del MIT, struttura competente per la circolazione stradale e per l’omologazione dei relativi dispositivi di regolazione e controllo. Durante l’incontro il dirigente è intervenuto anche rispondendo a quesiti riguardanti il D.M. n. 125 del 2026, le procedure di omologazione, gli adempimenti degli organi accertatori e l’utilizzabilità dei dispositivi.Nulla di illegittimo veniva affermato da ALTVELOX. L’Associazione non ha mai sostenuto che la partecipazione fosse retribuita, né che esistessero compensi, royalties o altre utilità. Ha chiesto documenti proprio perché quei dati non erano conoscibili.

Locandina del Forum EGAF 23.07.2026
Locandina del Forum EGAF 23.07.2026

La questione diventava però più interessante osservando il contesto nel quale l’incontro si era svolto. Durante il webinar EGAF aveva presentato propri prodotti editoriali e formativi, compreso il volume “Velox: disciplina 2026”, dedicato proprio al nuovo decreto sull’omologazione. Nell’istanza ALTVELOX evidenziava inoltre che nel catalogo EGAF l’ing. Iurato risultava indicato sia nel coordinamento sia tra gli autori della pubblicazione, venduta dall’editore.Da qui la richiesta presentata al Ministero il 17 agosto 2026.


ALTVELOX chiedeva di conoscere gli eventuali inviti e le comunicazioni intercorse con EGAF, l’esistenza di incarichi, autorizzazioni, nulla osta o prese d’atto, e soprattutto se la partecipazione dell’ing. Iurato fosse avvenuta in rappresentanza del Ministero oppure a titolo personale.


Se l’intervento fosse stato personale, veniva chiesta l’eventuale preventiva informazione prevista dal Codice di comportamento integrativo del MIT per il dipendente che interviene su materie istituzionali facendo menzione della propria qualifica. Se invece fosse stato istituzionale, si chiedeva l’atto con il quale quella partecipazione fosse stata disposta o autorizzata.



La richiesta riguardava inoltre gli eventuali documenti detenuti dal Ministero sulla collaborazione editoriale con EGAF, sulla pubblicazione del volume, su eventuali compensi o diritti d’autore, sull’orario nel quale era stato svolto l’intervento, su eventuali missioni o spese sostenute dall’Amministrazione, sulle comunicazioni relative a possibili conflitti di interessi e sull’utilizzo della registrazione, delle dichiarazioni, delle slide e delle risposte fornite durante il webinar.La ragione era dichiarata apertamente: distinguere l’attività istituzionale del Ministero da quella eventualmente svolta dal dirigente a titolo personale.


Una immagine del dirigente MIT durante il Punto Live del 23.07.2026
Una immagine del dirigente MIT durante il Punto Live del 23.07.2026

Una distinzione tutt’altro che marginale quando chi parla dirige proprio la Divisione competente per l’omologazione dei dispositivi e interviene pochi giorni dopo la pubblicazione del nuovo decreto ministeriale, illustrandone contenuti e applicazione a operatori interessati alla materia.


Il Ministero ha però respinto integralmente la richiesta.


La Direzione generale sostiene innanzitutto che gli eventuali rapporti editoriali, contratti, compensi, royalties e diritti d’autore tra il dirigente ed EGAF riguarderebbero esclusivamente la sfera privata. Aggiunge che tali documenti non sarebbero stati formati, acquisiti o detenuti dal Ministero e che, proprio per questo, non potrebbero essere oggetto di accesso.Fin qui la posizione è chiara: ciò che il Ministero non possiede non può evidentemente consegnarlo.


Il problema nasce con tutto il resto. ALTVELOX non aveva chiesto soltanto contratti privati o dati economici. Aveva chiesto anche eventuali comunicazioni interne, informative preventive, atti di servizio e documenti amministrativi che avrebbero potuto chiarire se il dirigente avesse informato l’Amministrazione, se l’attività fosse stata svolta durante il servizio e quale fosse stata la valutazione del Ministero.


Su questi documenti la risposta cambia registro.


Diniego del MIT del 04.09.2026
Diniego del MIT del 04.09.2026

Il Ministero sostiene che le eventuali informative preventive e comunicazioni interne riguarderebbero esclusivamente la gestione del rapporto di lavoro, sarebbero prive di efficacia esterna e non potrebbero essere conosciute da ALTVELOX perché l’Associazione non avrebbe un interesse diretto, concreto e attuale. Per l’accesso civico generalizzato viene invece invocata la tutela della riservatezza e dei dati personali del dipendente.


Anche la possibilità di consegnare documenti oscurando i dati personali viene esclusa. Secondo la Direzione generale, gli elementi personali e professionali sarebbero così strettamente collegati da rendere impraticabile l’ostensione parziale, con conseguente necessità di un diniego integrale.


Ma è proprio qui che emerge il nodo della vicenda.


La stessa risposta ministeriale entra infatti nel merito della partecipazione. La qualifica come attività scientifica e occasionale, afferma che non si sarebbe trattato di una collaborazione professionale, esclude rapporti negoziali o poteri autoritativi specificamente esercitati nei confronti di EGAF, afferma che il dirigente non avrebbe mai svolto funzioni di RUP né gestito appalti, affidamenti o convenzioni riferibili alla casa editrice ed esclude perfino l’esistenza di una situazione di conflitto di interessi, anche potenziale.


Quanto all’intervento pubblico, il Ministero sostiene inoltre che sarebbe stato svolto a titolo personale, con carattere scientifico e divulgativo, senza spendita del nome dell’Amministrazione e senza esercizio di poteri rappresentativi del MIT. Ed è esattamente ciò che ALTVELOX voleva verificare attraverso i documenti. Non si tratta quindi di affermare che la ricostruzione del Ministero sia falsa o illegittima. Gli atti oggi disponibili non consentono una simile conclusione. Il punto è diverso e molto più semplice: l’Amministrazione fornisce nella risposta una serie di conclusioni precise sulla natura dell’attività, sui rapporti con il soggetto privato, sull’assenza di conflitti e sulla corretta osservanza delle regole interne, ma nega contemporaneamente l’accesso alla documentazione interna che potrebbe consentire al richiedente di verificare su quali elementi quelle conclusioni siano fondate.



ALTVELOX aveva persino precisato di non chiedere al Ministero di creare nuovi documenti o svolgere nuove indagini. Aveva chiesto soltanto gli atti già esistenti e detenuti, prevedendo espressamente l’oscuramento dei dati non necessari e chiedendo, in caso di inesistenza o mancata detenzione, che ciò fosse dichiarato. La risposta finale è invece un rigetto pieno sia dell’accesso documentale sia dell’accesso civico generalizzato.



Ed è qui che torna un problema che ALTVELOX incontra sempre più frequentemente quando prova a verificare atti e procedure riguardanti autovelox, omologazioni e sicurezza stradale. La trasparenza sembra funzionare perfettamente finché l’Amministrazione deve spiegare le proprie conclusioni. Diventa improvvisamente molto più complicata quando qualcuno chiede di vedere i documenti che permetterebbero di controllarle.


Un dirigente pubblico può certamente partecipare a incontri scientifici e svolgere attività editoriale nei limiti consentiti dall’ordinamento. Nessuno sostiene il contrario. Ma quando quel dirigente dirige proprio l’ufficio competente sulla materia discussa, viene presentato attraverso la sua qualifica ministeriale e interviene sull’interpretazione di una disciplina appena adottata dal Ministero, chiedere di conoscere dove finisca l’attività istituzionale e dove inizi quella personale non appare una curiosità privata.


È una questione di trasparenza. Una trasparenza che non può funzionare a intermittenza, accesa quando l’Amministrazione parla e spenta quando il cittadino chiede di vedere gli atti che consentirebbero di verificare quanto viene affermato. Per questo ALTVELOX impugnerà il diniego davanti alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, affinché venga valutata, sulla base degli atti e senza anticipare alcuna conclusione, la correttezza della gestione della vicenda e delle determinazioni assunte dal Ministero.

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