Vi ricordate l'autovelox fatto saltare in aria a Cecina? Forse non è tutto come c'e lo hanno raccontato.
Dopo l’esplosione dell’autovelox di via Ginori, ALTVELOX ha chiesto gli atti al Comune di Cecina. Le risposte ufficiali raccontano una vicenda che, tra richieste dei residenti, incidenti stradali e danni economici, merita qualche chiarimento.

Il 12 settembre 2026 la notizia dell’autovelox distrutto con una carica esplosiva a Cecina aveva fatto il giro d’Italia. La sindaca Lia Burgalassi aveva condannato l’accaduto, parlando di un danno di circa 100.000 euro per la comunità e spiegando che l’apparecchio era stato installato su richiesta degli stessi residenti, preoccupati per le velocità eccessive e per la sicurezza della strada.
ALTVELOX, che condanna senza riserve qualsiasi atto di danneggiamento e ogni forma di violenza, ha deciso di verificare quelle dichiarazioni attraverso i documenti ufficiali. Il 13 settembre 2026 ha presentato un’istanza di accesso agli atti, alla quale il Comune ha risposto il 14 ottobre 2026, con nota prot. n. 60630 sottoscritta dal comandante della Polizia Locale, Armando Ore.
Ed è proprio esaminando i documenti trasmessi che emergono alcuni particolari piuttosto interessanti.
L'AUTOVELOX LO AVEVANO CHIESTO I CITTADINI? LE CARTE RACCONTANO ALTRO
Secondo quanto riportato dalla stampa, la collocazione dell'autovelox sarebbe stata sollecitata dagli stessi residenti di via Ginori.
Il Comune ha effettivamente trasmesso alcune comunicazioni dei cittadini, tra cui una del 18 aprile 2026 e una petizione del 26 luglio 2026, sottoscritta da 40 residenti, intitolata «Rendere più vivibile via Ginori».
Ma leggendo quella petizione si scopre che le principali preoccupazioni riguardavano il traffico pesante, le buche, il deterioramento della strada, il rumore, le vibrazioni, la mancanza di marciapiedi, l'illuminazione degli attraversamenti pedonali e gli allagamenti.

Non emerge, da quella petizione, una richiesta espressa di installare un autovelox quale soluzione ai problemi denunciati questione invece prospettata dal comune prima ancora di pensare alle buche.
Ancora più interessante è quanto dichiarato direttamente dal Comune al punto 5 della risposta del 14 ottobre 2026: «non vi sono atti amministrativi nei quali sono state richiamate le istanze, segnalazioni dei cittadini».

In sostanza, le proteste dei residenti esistevano, ma il Comune non ha individuato provvedimenti amministrativi nei quali quelle richieste siano state formalmente richiamate per giustificare la decisione. Una differenza non proprio trascurabile rispetto al racconto pubblico.
IL DANNO DA 100.000 EURO? I DOCUMENTI INDICANO CIFRE DIVERSE
La sindaca aveva parlato di circa 100.000 euro di danni per la comunità.
ALTVELOX ha quindi chiesto fatture, documenti di acquisto, schede inventariali, preventivi di sostituzione e atti assicurativi.

Dalla risposta comunale emerge che l'Autovelox 106 della Sodi Scientifica era stato acquistato nel 2021 per 44.591 euro IVA compresa, mentre nel 2022 erano state acquistate quattro strutture Autobox per complessivi 45.219,66 euro.
Attenzione però: si trattava di quattro contenitori destinati ad altrettante postazioni, utilizzati con un unico misuratore elettronico trasferibile.
Il dato più interessante riguarda il preventivo della stessa Sodi Scientifica, offerta n. 2026/T/648 del 16 settembre 2026, che quantifica la sostituzione dell'apparecchiatura, degli accessori e del contenitore in 59.035,80 euro IVA compresa.
Dove nasce, allora, la cifra di 100.000 euro?
Nei documenti esaminati non risulta una perizia definitiva che giustifichi tale importo. La pratica assicurativa era stata aperta e la quantificazione del danno risultava ancora da definire. Non possiamo escludere ulteriori costi, ma neppure considerare dimostrata una somma che gli atti finora trasmessi non documentano.
LA SICUREZZA STRADALE E GLI INCIDENTI: COSA DICONO I NUMERI
Sulla pericolosità di via Ginori ALTVELOX ha voluto verificare non soltanto quanti incidenti si siano verificati, ma soprattutto quali siano state le cause accertate e quanti risultino effettivamente collegati al superamento del limite di velocità di 50 km/h.
Nella proposta trasmessa alla Prefettura il 21 marzo 2022, il Comune dichiarava 21 incidenti nel quinquennio precedente, di cui 12 con lesioni. Successivamente, nella relazione prot. n. 34421 del 28 giugno 2025, integrata e sostituita dalla relazione prot. n. 75596 del 14 novembre 2025, il Comando di Polizia Locale ha indicato 13 incidenti nel periodo 2020-2024, di cui 9 con lesioni. Un'ulteriore relazione, trasmessa con prot. n. 59543 dell'8 ottobre 2026, riporta altri 6 incidenti avvenuti nel 2025, di cui 5 con lesioni.
Complessivamente, dunque, per il periodo 2020-2025 il Comune dichiara 19 incidenti, di cui 14 con lesioni. Il precedente dato di 21 sinistri riguarda un diverso periodo di osservazione e non deve essere sommato agli altri.
Ma è esaminando le cause dei singoli incidenti che emerge l'aspetto più interessante.
Nella relazione del novembre 2025, a fronte dei 13 incidenti dichiarati per il quinquennio 2020-2024, sono descritti analiticamente 11 sinistri, identificati con numero, data, luogo e circostanze. Le ricostruzioni riguardano prevalentemente mancate precedenze agli incroci, tamponamenti, urti con veicoli in sosta, perdita del controllo del mezzo e manovre non corrette. Alcuni episodi richiamano l'articolo 141 del Codice della strada, relativo alla regolazione della velocità e al controllo del veicolo, ma nessuno dei casi descritti riporta una contestazione dell'articolo 142 per superamento del limite massimo consentito.

La situazione non cambia esaminando i 6 incidenti del 2025. La relazione comunale descrive collisioni in rotatoria, mancate precedenze, tamponamenti e l'investimento di un pedone. Particolarmente significativo è che quattro incidenti vengono localizzati dallo stesso Comune a circa un chilometro dalla postazione autovelox, un quinto a circa 600 metri e soltanto uno viene indicato nelle immediate vicinanze dell'apparecchiatura. Anche in questi sei casi non risulta contestata alcuna violazione dell'articolo 142 e neppure dell'articolo 141.
Eppure la Prefettura di Livorno, con nota prot. n. 0061348 del 6 agosto 2024, aveva chiesto ai Comuni di documentare espressamente l'elevato livello di incidentalità causata dalla velocità nel tratto adiacente alla postazione, con riferimento al quinquennio precedente.
La risposta del Comune merita attenzione. Nelle relazioni del giugno e novembre 2025, il Comando di Polizia Locale sostiene infatti che, anche in assenza di specifiche contestazioni dell'articolo 141, la velocità non adeguata alla situazione sarebbe sempre una concausa degli incidenti stradali. Una valutazione generale che, tuttavia, non equivale all'accertamento tecnico delle cause di ciascun sinistro e soprattutto non dimostra che gli incidenti siano avvenuti per il superamento del limite di 50 km/h.
Lo stesso Comune, nella relazione del novembre 2025, dichiara di non essere riuscito a calcolare il livello di incidentalità di via Ginori rapportato ai flussi di traffico, per la mancanza di rilevazioni sufficientemente prolungate.
E le velocità effettivamente registrate? Il monitoraggio effettuato tra il 27 settembre e il 7 ottobre 2024, riportato nella medesima relazione, aveva rilevato 48.953 transiti, dei quali 4.347 tra 51 e 70 km/h, 280 tra 71 e 95 km/h e nessuno oltre 96 km/h. Circa il 90 per cento dei veicoli aveva quindi rispettato il limite.
C'è infine un ulteriore particolare. La Sezione Polizia Stradale di Livorno, nel parere del 5 aprile 2022, aveva considerato la postazione di via Ginori n. 24 nei limiti della normativa allora applicabile. Tuttavia, nella risposta ad ALTVELOX del 20 ottobre 2026, la stessa Sezione ha comunicato che le valutazioni tecniche sulla contestazione immediata e sulla sicurezza stradale sono ancora oggetto di un procedimento prefettizio, differendo l'accesso a quella parte della documentazione fino alla conclusione dell'istruttoria.
Nessuno intende negare la gravità degli incidenti o l'esigenza di tutelare pedoni, ciclisti e automobilisti. Resta però una differenza sostanziale tra dichiarare che una strada presenta problemi di sicurezza e dimostrare, attraverso accertamenti specifici, che quegli incidenti siano stati provocati dal superamento del limite di velocità.
I documenti comunali confermano gli incidenti, ma non dimostrano che siano stati causati dal superamento dei 50 km/h. Presentare il numero complessivo dei sinistri come prova della necessità dell'autovelox, senza spiegare la natura degli eventi, la loro localizzazione e le cause effettivamente accertate, rischia di offrire ai cittadini una rappresentazione incompleta della situazione.
E POI CI SONO LE DATE CHE NON TORNANO
Nella risposta del 14 ottobre 2026, il Comune dichiara che la postazione era stata riattivata il 12 luglio 2026. La deliberazione della Giunta n. 221, relativa al mantenimento delle postazioni fisse, è però dell'11 agosto 2026, mentre il verbale di verifica funzionale dell'apparecchiatura porta la data del 31 agosto 2026.
Si tratta di atti che possono riguardare operazioni differenti, ma che richiedono una ricostruzione precisa della data dalla quale il dispositivo abbia effettivamente iniziato a rilevare violazioni.
Il comandante Ore dichiara inoltre che, alla data del danneggiamento, erano stati effettuati 1.662 accertamenti, ancora in fase di verifica e redazione dei verbali.
Resta quindi da conoscere quanti siano stati effettivamente trasformati in sanzioni e sulla base di quali verifiche tecniche.
COSA RESTA DEL RACCONTO INIZIALE?
Rimane un fatto gravissimo: qualcuno ha utilizzato esplosivo per distruggere un apparecchio destinato al controllo stradale, mettendo potenzialmente in pericolo persone e cose. Una condotta che ALTVELOX condanna senza alcuna esitazione. Resta però anche una documentazione comunale che racconta una vicenda meno semplice rispetto a quella presentata all'opinione pubblica.
I cittadini chiedevano soprattutto una strada più sicura e vivibile, ma il Comune dichiara di non avere atti amministrativi che richiamino formalmente le loro segnalazioni. Il danno annunciato di 100.000 euro non trova ancora una corrispondente quantificazione definitiva negli atti trasmessi. Gli incidenti esistono, ma le relazioni non dimostrano che fossero riconducibili specificamente al superamento del limite massimo di velocità.

Non possiamo affermare che vi sia stata una manipolazione intenzionale delle informazioni. Possiamo però constatare che la rappresentazione pubblica ha privilegiato alcuni elementi, lasciandone in ombra altri che emergono con chiarezza dai documenti ufficiali.
Ed è proprio per questo che ALTVELOX continuerà a chiedere trasparenza, perché la sicurezza stradale non si misura attraverso le dichiarazioni pubbliche, ma attraverso dati verificabili, decisioni motivate e interventi realmente capaci di ridurre i pericoli.
I documenti amministrativi acquisiti dall'Associazione consentono oggi ai cittadini di conoscere anche la parte della vicenda che non era emersa nei primi resoconti giornalistici.




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