Autovelox a Treviso: In fiduciosa attesa della Procura Altvelox denuncia il caso anche alla Corte dei conti.
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Dopo la pronuncia della Cassazione ottenuta contro lo stesso Comune, nuovi verbali sono stati annullati per mancata omologazione. L’Associazione chiede di verificare spese legali, costi amministrativi, rimborsi e gestione dei proventi delle sanzioni.

Altvelox ha trasmesso alla Procura regionale della Corte dei conti per il Veneto e alla Guardia di finanza di Treviso un esposto-segnalazione relativo alla prosecuzione degli accertamenti della velocità sulla S.R. 53, Tangenziale Sud di Treviso, mediante apparecchiature che, secondo le sentenze allegate, risultano approvate ma prive della prescritta omologazione.

L’iniziativa non contiene affermazioni anticipate di responsabilità personale. L’Associazione chiede agli organi competenti di ricostruire documentalmente le decisioni assunte dal Comune, i costi sostenuti e l’eventuale esistenza di un pregiudizio per le risorse pubbliche.
Il punto di partenza è l’ordinanza della Corte di cassazione, Sezione seconda civile, n. 10505 del 18 aprile 2024, pronunciata proprio su ricorso del Comune di Treviso. La Suprema Corte aveva rigettato la tesi sostenuta dall’Amministrazione comunale secondo cui approvazione e omologazione delle apparecchiature di rilevamento della velocità potessero essere considerate equivalenti.
La Cassazione aveva invece affermato che l’articolo 142, comma 6, del Codice della strada attribuisce valore probatorio alle risultanze delle apparecchiature debitamente omologate e che approvazione e omologazione costituiscono procedimenti distinti per funzione, struttura ed effetti. La decisione assume particolare rilievo perché il Comune di Treviso non era estraneo al procedimento, ma ne era parte ricorrente, assistita da difensori e direttamente coinvolta nella controversia.
Nuovi verbali annullati dopo la Cassazione
Secondo la documentazione allegata all’esposto, anche dopo la pubblicazione dell’ordinanza n. 10505/2024 sarebbero proseguiti gli accertamenti mediante dispositivi privi di omologazione. Altvelox richiama diverse pronunce del Giudice di pace di Treviso intervenute tra il 2025 e il 2026.

Con la sentenza n. 539/2025 sono stati annullati tre verbali emessi tra marzo e aprile 2025. Il Comune è rimasto contumace ed è stato condannato al rimborso delle spese vive.
Ulteriori ricorsi sono stati accolti nei procedimenti R.G. n. 4227/2025 e n. 3477/2025, entrambi definiti nel novembre 2025, ancora una volta per la mancata omologazione degli strumenti impiegati.
Il 28 maggio 2026 il Giudice di pace ha inoltre annullato un verbale emesso il 24 novembre 2025 sulla Tangenziale Sud mediante un dispositivo Autoscan-Speed, matricola n. 2022.0063, risultato approvato ma non omologato. Un’ulteriore sentenza del 25 giugno 2026 ha riguardato un verbale del 23 gennaio 2026, rilevato con la medesima apparecchiatura. Anche in questo caso il Comune è rimasto contumace ed è stato condannato al rimborso del contributo unificato.
Le sentenze depositate costituiscono, secondo l’Associazione, soltanto una parte dei procedimenti instaurati. Per questa ragione viene chiesta l’acquisizione dell’elenco completo dei ricorsi definiti, pendenti o rinunciati aventi a oggetto la mancata omologazione delle apparecchiature.
Le verifiche richieste
L’esposto chiede di accertare chi abbia disposto o consentito la prosecuzione degli accertamenti dopo la pronuncia della Cassazione, quali valutazioni tecniche e giuridiche siano state svolte e se siano stati acquisiti pareri interni o esterni. Dovrà inoltre essere verificato se i dirigenti e gli uffici competenti abbiano valutato la sospensione degli strumenti, l’annullamento in autotutela dei verbali o altre misure dirette a evitare l’aumento dei costi.
L’Associazione ha chiesto anche di chiarire le ragioni per cui il Comune sia rimasto contumace nei giudizi richiamati, senza depositare documentazione idonea a sostenere la legittimità delle apparecchiature utilizzate. La questione non riguarda il mancato incasso delle sanzioni annullate, che non viene indicato come danno per l’Ente.
Il possibile pregiudizio da verificare riguarda invece le spese processuali liquidate ai ricorrenti, i contributi unificati, i costi delle difese legali, le attività di stampa, notificazione, postalizzazione e riscossione dei verbali, nonché le spese di acquisto, manutenzione, taratura e gestione delle apparecchiature.
A queste voci potrebbero aggiungersi le somme restituite ai cittadini e l’impiego di personale comunale per procedimenti successivamente annullati. La loro effettiva esistenza e quantificazione dovranno essere accertate dalla Procura contabile e dalla Guardia di finanza attraverso l’esame degli atti amministrativi, contabili e contrattuali.

Oltre 5,7 milioni di euro da sanzioni per eccesso di velocità
L’esposto richiama anche le dichiarazioni annuali trasmesse dal Comune di Treviso ai sensi dell’articolo 142, comma 12-quater, del Codice della strada.
Nel biennio 2024-2025 il Comune avrebbe dichiarato complessivamente oltre 12 milioni di euro di proventi derivanti da sanzioni per violazioni del Codice della strada. Di questi, circa 5,78 milioni di euro sarebbero riferiti agli accertamenti delle violazioni dei limiti di velocità.
I dati disponibili sono tuttavia aggregati e non consentono di stabilire quale quota provenga dalle postazioni presenti sulla Tangenziale Sud né di distinguere gli importi per modello, matricola o singola apparecchiatura.
Altvelox ha pertanto chiesto di ricostruire il numero dei verbali emessi dopo il 18 aprile 2024, gli importi incassati, annullati, rimborsati o ancora pendenti e i relativi costi amministrativi. L’esposto richiama inoltre alcune somme destinate alla manutenzione e alla sicurezza stradale, ma imputate al Fondo pluriennale vincolato con percentuale di realizzazione indicata pari a zero. Tale circostanza non viene indicata come irregolarità automatica, ma come elemento che richiede l’acquisizione di impegni di spesa, contratti, cronoprogrammi, stati di avanzamento e mandati di pagamento.
L’accesso a Veneto Strade
Altvelox riferisce inoltre di aver presentato, il 1° giugno 2026, un’istanza di accesso a Veneto Strade S.p.A., inviata per conoscenza anche al Comune, alla Prefettura e alla Provincia di Treviso. La richiesta riguarda gli interventi di manutenzione, messa in sicurezza e finanziamento della S.R. 53 negli anni dal 2022 al 2026.

Particolare attenzione è stata rivolta alla somma di 875.787,07 euro indicata nella relazione comunale del 2022 come destinata a Veneto Strade per lavori sulla tangenziale, con percentuale di realizzazione pari a zero. Alla data del 28 giugno 2026, secondo quanto riportato nell’esposto, non sarebbe pervenuto alcun riscontro. Anche questo profilo è stato sottoposto agli organi competenti, affinché acquisiscano direttamente la documentazione e verifichino la destinazione effettiva delle risorse.
Altvelox: «Occorre ricostruire chi ha deciso e quanto è costato»
L’Associazione precisa che l’individuazione di eventuali responsabilità non potrà essere fondata sulle sole qualifiche formali.
Dovranno essere ricostruiti i concreti poteri decisionali, gli atti adottati, le comunicazioni ricevute, i pareri acquisiti e le condotte tenute dai responsabili dei procedimenti, dai dirigenti, dagli uffici legali e finanziari e dagli organi politici, nei limiti delle rispettive competenze.
«Non spetta ad Altvelox stabilire se esista un danno erariale o chi ne debba rispondere. Spetta però agli organi competenti verificare perché gli accertamenti siano proseguiti nonostante una pronuncia della Cassazione resa contro lo stesso Comune e quanto questa scelta sia costata alla collettività», dichiara il presidente Gianantonio Sottile Cervini.
L’Associazione ha chiesto alla Guardia di finanza e alla Procura regionale della Corte dei conti di acquisire i fascicoli amministrativi e giudiziari, i contratti relativi agli strumenti, i pareri legali, le spese processuali e i dati analitici dei verbali emessi sulla Tangenziale Sud.
Solo attraverso tale ricostruzione sarà possibile verificare se la prosecuzione degli accertamenti abbia prodotto costi evitabili per l’Amministrazione comunale e se siano state adottate tempestivamente le misure necessarie per impedire l’eventuale aggravamento del pregiudizio economico.



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