Treviso sanziona, non si presenta in udienza e perde: Altvelox annuncia una nuova denuncia-querela
- Altvelox

- 30 mag
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Il Giudice di Pace di Treviso, Avv. Cristina Torin, annulla un altro verbale per mancata omologazione dell’apparecchiatura. Per Altvelox non è più solo un problema di ricorsi, ma di responsabilità istituzionale.

Mario Conte Sindaco di Treviso continua a emettere sanzioni per eccesso di velocità mediante strumenti elettronici, ma davanti al Giudice di Pace il quadro torna a essere quello che Altvelox denuncia da tempo: l’apparecchiatura utilizzata per l’accertamento non risulta omologata e il verbale viene annullato.
La circostanza ancora più grave, sotto il profilo istituzionale, è che il Comune di Treviso non si è nemmeno costituito in giudizio. Ha emesso la sanzione, ha costretto il cittadino a proporre opposizione, ma poi non si è presentato davanti al giudice per difendere il proprio operato. Il risultato è una nuova decisione sfavorevole all’Ente, con annullamento del verbale e condanna al rimborso del contributo unificato.

La sentenza è stata pronunciata dal Giudice di Pace di Treviso, Avv. Cristina Torin, all’udienza del 28 maggio 2026. Nel provvedimento si legge che il ricorso deve essere accolto perché la violazione è stata accertata mediante apparecchiatura fissa di rilevamento della velocità che, pur risultando approvata e sottoposta a taratura annuale, non risulta essere stata oggetto di omologazione.
Il passaggio è centrale. Non si discute qui se i controlli stradali siano utili o meno. I controlli servono, ma devono essere regolari, documentati, verificabili e conformi alla legge. La sicurezza stradale non può diventare una formula buona per ogni comunicato pubblico e poi sparire quando il cittadino chiede al giudice di verificare la legittimità dell’accertamento. La sicurezza non si difende con strumenti giuridicamente fragili. Si difende rispettando le norme, prima di pretendere che le rispettino gli utenti della strada.
Il Giudice richiama l’art. 142, comma 6, del Codice della Strada, secondo cui le risultanze delle misurazioni della velocità costituiscono fonte di prova solo se ottenute mediante apparecchiature debitamente omologate. Viene inoltre richiamato l’orientamento della Corte di Cassazione, in particolare le ordinanze n. 10505 del 18 aprile 2024 e n. 26315 del 9 ottobre 2024, che hanno ribadito la distinzione tra approvazione e omologazione. Due procedure diverse, con funzioni diverse, che non possono essere confuse per comodità amministrativa o per salvare verbali già emessi.
La questione, quindi, non è marginale e non è una sottigliezza da addetti ai lavori. Se lo strumento non è omologato, manca il presupposto necessario affinché la misurazione possa essere utilizzata come prova legale della violazione. Lo dice il Codice della Strada, lo ha ribadito la Cassazione e ora lo conferma anche questa decisione del Giudice di Pace di Treviso.
Altvelox ritiene che il dato più rilevante sia la reiterazione. Non siamo davanti a un episodio isolato, né a un dubbio sorto ieri mattina, mentre la macchina amministrativa prendeva il caffè. Da mesi il tema dell’omologazione degli strumenti elettronici sanzionatori è al centro di decisioni giudiziarie, ricorsi, accessi agli atti, denunce e richieste documentali. Continuare a sanzionare senza affrontare in modo trasparente il nodo della reale omologazione degli apparati significa esporre i cittadini a procedimenti che potrebbero risultare illegittimi e, al tempo stesso, esporre l’Ente a ulteriori conseguenze patrimoniali e procedimentali.

Per questo Altvelox presenterà una nuova denuncia-querela alla Procura della Repubblica competente, affinché siano valutati, nelle sedi proprie e senza anticipare giudizi personali, gli eventuali profili di rilevanza penale e amministrativa connessi alla prosecuzione degli accertamenti, alla formazione e notificazione dei verbali, all’eventuale consapevolezza della carenza di omologazione e alla gestione del contenzioso. L’iniziativa non è diretta contro la sicurezza stradale. È l’esatto contrario. Altvelox chiede che la sicurezza stradale venga finalmente sottratta alla logica dell’incasso automatico e riportata dentro il perimetro della legalità, della prevenzione e della responsabilità amministrativa. Le pattuglie su strada sono diventate rare, i controlli vengono sempre più spesso delegati a dispositivi elettronici e, nello stesso tempo, molti Enti continuano a ignorare gli obblighi di pianificazione previsti dall’art. 36 del Codice della Strada.
La domanda, allora, è semplice: se un Comune è convinto della legittimità dei propri strumenti, perché non si presenta in giudizio a difendere i verbali che emette? Altvelox continuerà a chiedere atti, a verificare documenti e a impugnare gli accertamenti quando emergano profili di illegittimità. Controlli sì, ma regolari. Sanzioni sì, ma fondate su strumenti realmente conformi alla legge. Sicurezza sì, ma non usata come etichetta per coprire procedure che i giudici continuano ad annullare.



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