top of page

Belluno. L’allarme incidenti e gli autovelox ma quando si chiedono i numeri, cala il silenzio.

allarme incidenti a belluno e i numeri smentiscono
quando si chiedono i numeri, cala il silenzio

Da settimane, nella provincia di Belluno, si assiste a un copione ormai noto. Alcuni sindaci denunciano un presunto allarme sicurezza sulle strade, invocano il ritorno degli autovelox, chiedono strumenti per sanzionare, parlano di incidenti, velocità, motociclisti, pericolo e sangue sull’asfalto. Il messaggio è semplice e di forte impatto: ci sono troppi incidenti, servono più controlli automatici, bisogna riaccendere gli autovelox.


Camillo De Pellegrin Sindaco di Val di Zoldo da il Gazzettino 18.04.2026
Camillo De Pellegrin Sindaco di Val di Zoldo da il Gazzettino 18.04.2026

Fin qui, nulla di nuovo. La sicurezza stradale è un tema serio e nessuno, tantomeno Altvelox, intende banalizzarlo. Ogni incidente è un fatto grave, ogni vittima è una sconfitta per tutti, ogni strada pericolosa merita interventi reali. Ma proprio perché il tema è serio, non può essere trattato con slogan, titoli emotivi o dichiarazioni pubbliche prive di riscontro documentale.


La domanda che Altvelox ha posto è molto semplice: quanti sono questi incidenti? Dove sono avvenuti? Quali dinamiche li hanno causati? Quanti sono riconducibili alla velocità? Quali documenti, report, statistiche o relazioni dimostrano che nella provincia di Belluno vi sia una recrudescenza tale da giustificare l’allarme pubblico e la richiesta di riattivare gli autovelox?


Domande normali, in un Paese normale. Peccato che la normalità amministrativa, quando si parla di accesso agli atti, sembri spesso una specie protetta.


Altvelox ha quindi chiesto formalmente alla Prefettura di Belluno e alla Sezione Polizia Stradale di Belluno i dati sulla sinistrosità stradale provinciale, le statistiche disponibili, i report, le tabelle, le estrazioni da banche dati, i prospetti riepilogativi, le relazioni e ogni documento già detenuto dagli uffici, con particolare riferimento al numero dei sinistri, dei deceduti, dei feriti, alle dinamiche degli eventi e all’eventuale correlazione con il fattore velocità. La richiesta non riguardava segreti operativi, password, turni riservati o informazioni tali da compromettere la sicurezza pubblica. Riguardava numeri. Numeri su incidenti stradali già avvenuti.


Leggete in fondo i documenti completi.


La risposta, però, non è stata la consegna dei dati. È stata il diniego.


Secondo il Prefetto non avremmo esplicitato l'interesse nella richiesta. Leggete voi il documento sotto
Secondo il Prefetto non avremmo esplicitato l'interesse nella richiesta. Leggete voi il documento sotto

La Prefettura ha respinto la richiesta richiamando, tra l’altro, la presunta assenza di interesse diretto, concreto e attuale, il divieto di controllo generalizzato sull’operato della pubblica amministrazione, la natura asseritamente riconducibile ad atti di pianificazione e programmazione e il carico di lavoro derivante da richieste ritenute reiterate. La Polizia Stradale ha adottato una linea analoga, aggiungendo richiami all’ordine e alla sicurezza pubblica, alla natura sensibile dei dati e al D.M. Interno 16 marzo 2022.

Il punto politico e civico è evidente: si può chiedere pubblicamente di riaccendere gli autovelox in nome degli incidenti, ma quando un’associazione chiede di vedere i dati sugli incidenti, quei dati non vengono consegnati. Si invoca l’emergenza, ma si impedisce di verificarla. Si parla di sicurezza, ma si nega la trasparenza. Un metodo comodo, certo. Pericoloso, però, per chi crede ancora che l’azione pubblica debba poggiare su atti e non su percezioni.


I dati oggi disponibili non raccontano una provincia precipitata nel caos. Secondo il Focus ISTAT sugli incidenti stradali in Veneto, nel 2024 la provincia di Belluno ha registrato 481 incidenti, 10 morti e 702 feriti. Nel 2023 gli incidenti erano stati 429, i morti 19 e i feriti 605. Il dato sugli incidenti aumenta, ma quello sulle vittime diminuisce in modo rilevante: meno 9 morti rispetto all’anno precedente. Nel 2022, sempre per Belluno, risultavano 427 incidenti, 16 morti e 564 feriti.


Questi numeri vanno letti con serietà. Non autorizzano facili trionfalismi e non cancellano il problema della sicurezza stradale. Ma non autorizzano nemmeno una narrazione emergenziale costruita come se lo spegnimento degli autovelox avesse prodotto automaticamente un’esplosione di incidenti. Se questa correlazione esiste, deve essere dimostrata con dati ufficiali, non suggerita attraverso dichiarazioni pubbliche.


Ed è proprio qui che la vicenda diventa centrale. Gli autovelox nella provincia di Belluno risultano spenti da giugno 2024. Se davvero la loro inattività avesse prodotto un aumento incontrollato degli incidenti, gli uffici avrebbero tutto l’interesse a mostrarlo con numeri chiari, tabelle, comparazioni, relazioni tecniche e dati oggettivi. Invece, davanti a una richiesta formale di trasparenza, la risposta è stata il rifiuto.


Nella provincia di Belluno gli autovelox sono spenti da giugno 2024
Nella provincia di Belluno gli autovelox sono spenti da giugno 2024

Altvelox non contesta i controlli. Lo ripetiamo fino alla noia, visto che evidentemente serve: controlli sì, ma regolari, motivati, documentati e verificabili. Quello che non può essere accettato è l’uso della sicurezza stradale come formula magica per giustificare qualsiasi scelta amministrativa, senza mostrare gli atti che dovrebbero sorreggerla. Se una strada è pericolosa, si interviene sulla strada. Se un tratto presenta criticità, si analizzano le cause. Se gli incidenti derivano da velocità, distrazione, fauna selvatica, condizioni del fondo, segnaletica carente, incroci mal progettati, illuminazione insufficiente o mancata manutenzione, lo si scrive negli atti e si adottano misure coerenti. L’autovelox non può diventare il sostituto universale della programmazione, della manutenzione, della prevenzione e della responsabilità amministrativa.


Il Prefetto di Belluno Roccoberton
Il Prefetto di Belluno Roccoberton

La sicurezza stradale non è una fotografia con il flash acceso solo quando serve a difendere una postazione sanzionatoria. È pianificazione, verifica, manutenzione, controllo umano, dati aperti, trasparenza, responsabilità degli enti proprietari delle strade e rispetto delle norme. Il Codice della Strada non conosce la sicurezza “a sentimento”. Conosce obblighi, atti, competenze, istruttorie e provvedimenti.


Per questo Altvelox continuerà a chiedere i dati. Non per curiosità, non per ostacolare gli uffici, non per fare un controllo generico sull’amministrazione, ma per verificare se l’allarme pubblico agitato da alcuni amministratori sia fondato su elementi oggettivi oppure su una narrazione utile a sostenere la riattivazione degli autovelox.


Perché la domanda resta lì, semplice e scomoda: se gli incidenti sono davvero così tanti e se davvero la causa principale è la mancanza degli autovelox, perché non consegnare i numeri?


La sicurezza stradale non ha paura della trasparenza. La propaganda sì.



Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione

ALTVELOX - ASSOCIAZIONE NAZIONALE
TUTELA UTENTI DELLA STRADA
C.F. 93064060259 - Reg. 35 Serie 3

VIA UFFICI DEL VICARIO N. 43 - 00186 ROMA

(uffici non aperti al pubblico)

  • Instagram
  • Facebook
  • X
  • Youtube
  • TikTok
  • LinkedIn

IBAN: IT23Q0814061310000012170886

bottom of page