top of page

Countdown ai semafori: la norma esiste, gli obblighi pure. Ma nella realtà i Comuni preferiscono non contare i secondi

Il countdown semaforico non è un dettaglio estetico, né un gadget luminoso da città moderna. È uno strumento che rende visibile all’utente della strada il tempo residuo della fase semaforica e, in alcuni casi, diventa un vero presidio di sicurezza e di trasparenza. Soprattutto quando nello stesso incrocio sono installati sistemi automatici di rilevamento del passaggio con il semaforo rosso.


Il conta secondi limiterebbe a zero il passaggio col rosso
Il conta secondi limiterebbe a zero il passaggio col rosso

Il countdown semaforico non è un dettaglio estetico, né un gadget luminoso da città moderna. È uno strumento che rende visibile all’utente della strada il tempo residuo della fase semaforica e, in alcuni casi, diventa un vero presidio di sicurezza e di trasparenza. Soprattutto quando nello stesso incrocio sono installati sistemi automatici di rilevamento del passaggio con il semaforo rosso.


La questione, quindi, non è banale. Anzi, è una di quelle vicende in cui la sicurezza stradale viene evocata con grande solennità quando bisogna installare strumenti sanzionatori, ma diventa improvvisamente meno urgente quando si tratta di installare dispositivi che aiutano l’utente a capire, prevenire, fermarsi per tempo e non essere colto in errore da un impianto poco chiaro. Strana coincidenza, come spesso accade nel traffico normativo italiano, dove il cittadino deve rispettare tutto al secondo, mentre l’amministrazione pare vivere in una zona oraria più elastica.


Anche i rilevatori semaforici devono essere omologati
Anche i rilevatori semaforici devono essere omologati e dotati di sistema countdown

Il punto di partenza è l’articolo 41, comma 10, del Codice della Strada. La norma stabilisce che durante l’accensione della luce gialla i veicoli non devono oltrepassare i punti stabiliti per l’arresto, salvo che si trovino così prossimi al semaforo da non potersi arrestare in condizioni di sufficiente sicurezza. In quel caso devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza.


Il Codice, però, non indica un numero minimo di secondi per la durata del giallo. Questo è il nodo storico. E proprio su questo nodo, già nel 2009, la Regione Veneto aveva assunto una posizione netta con la deliberazione della Giunta regionale n. 989 del 21 aprile 2009, pubblicata sul BUR n. 45 del 2 giugno 2009. In quella sede veniva rilevato che non esisteva una vera e propria norma capace di definire in modo compiuto la durata del tempo di giallo e che i riferimenti tecnici del CNR, spesso richiamati in modo automatico, non potevano essere applicati “tout court”, ma dovevano essere valutati in concreto in base alle caratteristiche dell’intersezione, con apposito progetto e con l’obiettivo primario di garantire la sicurezza.


La stessa Regione Veneto richiamava l’esigenza che, in attesa di indirizzi ministeriali definitivi, la durata del giallo fosse adeguata a criteri oggettivi di sicurezza e comunque non inferiore a 8 secondi. È un dato politicamente e amministrativamente rilevante: la Regione aveva compreso il problema molto prima che la questione diventasse materia da ricorso seriale, da sentenza e da contenzioso diffuso.


Regione Veneto DGR 989/2009
Regione Veneto DGR 989/2009

Poi è arrivato il decreto ministeriale 5 settembre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 27 ottobre 2022, dedicato alla disciplina dei dispositivi countdown da applicare ai semafori stradali. Il decreto non si limita a dire che i countdown “si possono” installare. Stabilisce requisiti, modalità, ambiti possibili e casi di installazione obbligatoria.


La norma distingue con precisione. I countdown possono essere installati in abbinamento alle lanterne pedonali e ciclabili di luce gialla in presenza di attraversamenti pedonali, ciclabili o ciclopedonali. Possono essere installati con le lanterne veicolari rosse nei sensi unici alternati o in alcune intersezioni senza attraversamenti pedonali o ciclabili, quando la fase verde è attuata dalla presenza dei veicoli. Possono inoltre essere installati con le lanterne veicolari gialle in casi specifici, tra cui le intersezioni urbane nelle quali sono presenti sistemi di rilevamento delle infrazioni di passaggio con il semaforo rosso.


Il passaggio più significativo è l’articolo 4 del decreto. Qui il countdown non è più una scelta di cortesia amministrativa. Diventa obbligatorio in determinati casi: attraversamenti pedonali che richiedono tempi lunghi di attraversamento, attraversamenti ciclabili o ciclopedonali con tempi rilevanti, sensi unici alternati con fasi di rosso superiori a 120 secondi o sistemi attuati dal veicolo con rosso residuo superiore a 90 secondi. E, soprattutto, nelle intersezioni urbane dove sono installati sistemi di rilevamento delle infrazioni di passaggio con il semaforo rosso, quando la durata del giallo veicolare è impostata a un tempo inferiore a 5 secondi.


Questo è il punto che interessa direttamente gli utenti della strada. Se un Comune installa un sistema automatico per fotografare e sanzionare il passaggio con il rosso, e se il giallo è inferiore a 5 secondi, il countdown veicolare collegato al giallo non è una decorazione. È un obbligo normativo nei casi previsti dal decreto.


D.M. MIT n.265/2022 del 05.09.2022
D.M. MIT n.265/2022 del 05.09.2022

Il decreto disciplina anche i tempi di attuazione. Per gli impianti esistenti, nei casi di installazione obbligatoria, i dispositivi devono essere installati entro due anni dall’approvazione del Programma triennale dei lavori pubblici o del Programma biennale per l’acquisizione di forniture e servizi dell’ente proprietario o gestore della strada. Tali programmi devono essere redatti o aggiornati tenendo conto delle disposizioni del decreto e approvati entro due anni dalla sua entrata in vigore. Per gli impianti di nuova progettazione, invece, i countdown devono essere previsti contestualmente al progetto delle lanterne semaforiche.


La domanda allora è semplice: perché, nella realtà quotidiana, questi dispositivi risultano ancora così poco presenti proprio dove servirebbero di più?


Non si può affermare senza un censimento ufficiale che nessun Comune li installi. Sarebbe una scorciatoia, e le scorciatoie lasciamole a chi confonde la comunicazione istituzionale con la prova documentale. Si può però affermare una cosa molto più seria: ogni incrocio dotato di sistema automatico di rilevamento del rosso dovrebbe essere verificato, atto per atto, per comprendere se il countdown fosse obbligatorio, se sia stato previsto, se sia stato finanziato, se sia stato inserito nei programmi dell’ente e, in caso contrario, per quale ragione sia stato omesso.


Le possibili ragioni della mancata installazione sono più amministrative che tecniche. Il countdown rende visibile il tempo. E quando il tempo diventa visibile, diventa anche verificabile. L’utente vede quanti secondi restano. Il verbale può essere discusso su basi più concrete. Il progetto semaforico deve essere coerente. La durata del giallo non può rimanere un numero nascosto dentro un regolatore, conosciuto solo dall’ente, dal manutentore e dal gestore dell’impianto. In pratica, il countdown toglie opacità al sistema. E l’opacità, nel mondo delle sanzioni automatiche, sembra avere una resistenza biologica notevole.


La Regione Veneto DGR 989/2009 impone un tempo minimo di 8 secondi
La Regione Veneto DGR 989/2009 impone un tempo minimo di 8 secondi

C’è poi un secondo aspetto: installare countdown significa progettare. Non basta piazzare una telecamera, collegarla a un gestionale e attendere che il cittadino sbagli. Occorre verificare attraversamenti, tempi di sgombero, flussi, corsie, lunghezze, tempi di rosso, tempi di giallo, condizioni dell’intersezione, dispositivi compatibili, dichiarazioni di prestazione, requisiti tecnici e modalità di posa. Insomma, bisogna lavorare sugli atti. Una fatica inaccettabile, pare, quando l’alternativa è limitarsi a spedire verbali.


Il terzo profilo riguarda la coerenza finanziaria. Se un ente riesce a reperire risorse per installare e gestire sistemi automatici di accertamento, deve spiegare perché non riesca a programmare anche gli strumenti che rendono più leggibile e sicura la fase semaforica. La sicurezza stradale non può essere invocata solo quando produce entrate. Se è sicurezza, deve valere prima della sanzione, non dopo.


Altvelox ritiene quindi necessario aprire un fronte documentale specifico sui countdown semaforici. Ogni Comune che utilizza sistemi automatici per il rosso semaforico dovrebbe rendere disponibili almeno gli atti di progettazione dell’impianto, la durata delle fasi semaforiche, la documentazione tecnica del regolatore, gli atti di omologazione del dispositivo di rilevamento, le verifiche periodiche, le tarature ove previste, la motivazione dell’installazione, i dati di incidentalità, l’eventuale valutazione sull’obbligo di countdown e gli atti di programmazione dei lavori o degli acquisti.


Un countwown semaforico
Un countwown semaforico

La domanda finale è quindi inevitabile: se il countdown aumenta la chiarezza, aiuta l’utente, rende più trasparente il controllo e in alcuni casi è obbligatorio, perché molti impianti sanzionatori ne sono privi? La risposta non può essere affidata alle dichiarazioni generiche. Deve stare negli atti. Perché in materia di sicurezza stradale non basta dire “lo facciamo per tutelare i cittadini”. Bisogna dimostrarlo. Con documenti, progetti, tempi corretti, dispositivi conformi e scelte verificabili.


Controlli sì, ma regolari, motivati, documentati e rispettosi delle norme. Anche quando contare i secondi diventa scomodo.


@Riproduzione Riservata.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione

ALTVELOX - ASSOCIAZIONE NAZIONALE
TUTELA UTENTI DELLA STRADA
C.F. 93064060259 - Reg. 35 Serie 3

VIA DEGLI UFFICI DEL VICARIO N. 43 - 00186 ROMA

(uffici non aperti al pubblico)

  • Instagram
  • Facebook
  • X
  • Youtube
  • TikTok
  • LinkedIn

IBAN: IT23Q0814061310000012170886

bottom of page