Quando gli atti diventano scomodi arrivano le offese. Lettera aperta alla presidente del consiglio.
- Altvelox

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Dopo i dinieghi sugli atti, la Prefettura di Padova attribuisce all’Associazione «uso strumentale del diritto di accesso» e «meri intenti emulativi». ALTVELOX scrive alla Presidente del Consiglio e annuncia una nuova denuncia-querela.


La vicenda nasce dopo l’ennesimo incidente mortale verificatosi sulla S.S. 309 Romea. Anche in quella occasione alcuni amministratori locali, e in particolare il Sindaco di Codevigo, avevano nuovamente indicato nell’installazione di ulteriori autovelox una delle risposte da adottare per la sicurezza della strada. Prima di accettare dichiarazioni e numeri ripetuti pubblicamente senza la possibilità di verificarli, ALTVELOX aveva chiesto alla Prefettura e agli altri enti competenti i documenti relativi agli incidenti avvenuti sul tratto: numero e localizzazione dei sinistri, dinamiche e cause accertate, flussi di traffico, velocità rilevate, presenza di mezzi pesanti, relazioni tecniche e interventi programmati o già realizzati. Una richiesta nata, dunque, non da curiosità o da finalità moleste, ma dall’esigenza di comprendere se le nuove postazioni elettroniche invocate fossero sostenute da dati oggettivi e da un’istruttoria effettiva.
Quanto accaduto il 31 luglio 2026 non rappresenta pertanto una semplice divergenza sull’esercizio del diritto di accesso. La Prefettura di Padova poteva accogliere, limitare o respingere l’istanza presentata da ALTVELOX, adottando un provvedimento puntuale e assumendosi la responsabilità giuridica della decisione. Non era invece necessario attribuire all’Associazione un «uso strumentale del diritto di accesso» e «meri intenti emulativi», trasformando il diniego in un giudizio sulla correttezza e sulla buona fede di chi aveva chiesto di conoscere i fatti dopo una nuova morte sulla strada.
Queste espressioni, contenute nel provvedimento prot. n. 0079078 del 31 luglio 2026, non riguardano soltanto l’ammissibilità della richiesta. Incidono sulla correttezza e sulla buona fede del soggetto richiedente. Il documento è stato inoltre trasmesso al Comune di Codevigo, alla Provincia di Padova, ad ANAS e alla Polizia Stradale, determinando un effetto oggettivamente idoneo a delegittimare pubblicamente ALTVELOX presso le amministrazioni con le quali opera.
L’Associazione non ha mai mancato di rispetto alle istituzioni. Prima di formulare contestazioni chiede gli atti, acquisisce i dati sull’incidentalità, esamina le caratteristiche delle strade, verifica i provvedimenti autorizzativi, le relazioni tecniche e i pareri degli organi competenti. Soltanto dopo questa attività documentale promuove istanze di riesame, ricorsi, segnalazioni o denunce. Proprio tale metodo viene ora rappresentato come strumentale, quasi che domandare i documenti pubblici costituisca una condotta molesta.
Il contrasto con i principi proclamati dalle stesse istituzioni è evidente. ANAC, Autorità nazionale anticorruzione, ha proclamato molte volte l’importanza della trasparenza amministrativa, in molto documenti viene spiegato che la conoscenza dei documenti serve a creare un rapporto diretto tra cittadini e amministratori, fondato sulla fiducia e sulla responsabilizzazione. La trasparenza consente di conoscere le scelte pubbliche, formare un’opinione consapevole ed esercitare un controllo capace di prevenire la cattiva amministrazione. Lo stesso studio ricorda che l’accessibilità ai dati non può essere soltanto formale, ma deve consentire al cittadino di comprendere gli atti e verificare che le istituzioni operino nel rispetto del buon andamento e dell’imparzialità sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. La trasparenza, dunque, non è un fastidio da contenere né una benevola concessione dell’ufficio interessato.
Il 2 luglio 2026, a Milano, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando dei contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale, ha affermato che la democrazia può funzionare soltanto quando esiste un accordo minimo su cosa sia un fatto, su chi possa attestarlo e su dove possa essere contestato. Ha quindi definito tracciabilità e trasparenza «una condizione per la tenuta delle nostre democrazie».
Quelle parole non possono valere soltanto per l’intelligenza artificiale. Devono valere, prima di tutto, per l’amministrazione dello Stato. Senza documenti accessibili non è possibile verificare i fatti, controllare le decisioni o contestare consapevolmente un provvedimento.
ALTVELOX ha pertanto scritto alla Presidente del Consiglio, chiedendo un intervento istituzionale e un riscontro formale. Sarà inoltre presentata la terza denuncia-querela in meno di tre settimane nei confronti del Prefetto di Padova e del dirigente dell’Area III, dott. Carlo Franz Pretto. Spetterà all’Autorità giudiziaria valutare le espressioni utilizzate e le modalità della loro diffusione.
I dinieghi possono essere impugnati. Le offese e i tentativi di delegittimazione non saranno tollerati.



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