SafeDrive, dati personali degli automobilisti e utilizzo gratuito del dispositivo privato: ALTVELOX contesta la Polizia Locale del Camposampierese
La Federazione conferma l'utilizzo del dispositivo di Sodi Scientifica nei mesi di luglio e agosto 2026, mentre MIT, Prefettura e Polizia Stradale dichiarano di non avere documentazione sulla sperimentazione. L'associazione chiede di accertare chi abbia autorizzato le prove, come sia stato impiegato il personale pubblico e quali dati siano stati trattati, investendo della vicenda anche il Garante per la protezione dei dati personali.

La vicenda del sistema SafeDrive, prodotto e commercializzato da Sodi Scientifica, assume contorni sempre più significativi dopo la risposta ufficiale trasmessa il 28 ottobre 2026 dal Comandante della Polizia Locale della Federazione dei Comuni del Camposampierese, Antonio Paolocci, che ha confermato l'effettivo utilizzo dell'apparecchiatura sulle strade pubbliche durante i mesi di luglio e agosto 2026, attraverso quattro prove sperimentali effettuate con la presenza di operatori del Corpo.
La comunicazione, registrata al protocollo n. 0033072, arriva dopo le richieste di accesso agli atti presentate da ALTVELOX e dopo la diffusione di una comunicazione pubblicitaria di Sodi Scientifica nella quale veniva presentata l'esperienza della Polizia Locale del Camposampierese come testimonianza positiva delle capacità del sistema di individuare possibili violazioni del Codice della strada.
Nel materiale promozionale, intitolato «I risultati SafeDrive raccontati da chi lo utilizza», la società riferiva che lo strumento aveva rilevato comportamenti riconducibili al mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, all'uso del telefono durante la guida e a irregolarità relative alla copertura assicurativa e alla revisione dei veicoli. La pubblicazione riportava inoltre una valutazione attribuita al Comandante della Polizia Locale, secondo la quale l'esperienza avrebbe dimostrato l'efficacia dell'apparecchiatura nel supportare gli operatori e nella programmazione dei servizi di controllo.

Il successivo riscontro amministrativo presenta tuttavia una descrizione assai più circoscritta dell'attività svolta, precisando che il dispositivo sarebbe stato utilizzato esclusivamente come ausilio visivo in tempo reale, senza registrare o conservare immagini, filmati o metadati, senza trasferire informazioni alla società produttrice e senza determinare la formazione di verbali di contestazione. La Federazione ha inoltre dichiarato che la sperimentazione sarebbe stata gratuita e che, al termine delle prove, avrebbe deciso di non acquistare l'apparecchiatura.
È proprio sulle modalità attraverso le quali un prodotto commerciale privato sia stato sperimentato impiegando personale della Polizia Locale che ALTVELOX ha concentrato la propria contestazione, chiedendo di conoscere chi abbia autorizzato le quattro prove, quali disposizioni di servizio siano state impartite, quanti operatori siano stati impegnati, per quante ore e con quali mezzi dell'amministrazione.
La gratuità della disponibilità del dispositivo, infatti, non esaurisce la questione economica, poiché l'impiego di personale pubblico, mezzi di servizio e risorse organizzative comporta attività delle quali deve essere verificata la destinazione istituzionale. Assume quindi particolare rilievo conoscere se gli agenti abbiano operato durante il normale servizio oppure attraverso prestazioni straordinarie, quali costi siano stati sostenuti e se la società produttrice abbia partecipato direttamente o indirettamente alle spese della sperimentazione.
Un ulteriore elemento riguarda la documentazione amministrativa. La Federazione ha dichiarato di non avere formato né detenere contratti di affidamento, atti di spesa, progetti, autorizzazioni di posa stradale, certificazioni ministeriali, protocolli operativi dedicati e accordi relativi al trattamento dei dati per conto dell'amministrazione. Rimangono da acquisire le disposizioni organizzative, le eventuali comunicazioni intercorse con Sodi Scientifica, i documenti relativi alla consegna e restituzione dell'apparecchiatura e le valutazioni che hanno portato alla decisione di non procedere al suo acquisto.
La vicenda presenta anche un aspetto istituzionale significativo, poiché la Sezione Polizia Stradale di Padova, con comunicazione firmata il 22 ottobre 2026 dalla dirigente Cinzia Serrano, aveva dichiarato di non disporre di documentazione o comunicazioni riguardanti l'installazione e l'utilizzo del SafeDrive nel territorio del Camposampierese. Analoga risposta era pervenuta dalla Prefettura di Padova il 23 ottobre 2026, con protocollo n. 0108324, attraverso la quale veniva riferita l'assenza di informazioni e documentazione sul dispositivo e sul suo impiego da parte della Polizia Locale.

Particolare attenzione viene riservata al trattamento delle immagini degli automobilisti, considerando che SafeDrive è presentato come una tecnologia capace di analizzare gli abitacoli e individuare comportamenti dei conducenti. La dichiarata assenza di registrazioni permanenti non elimina la necessità di verificare le operazioni di acquisizione ed elaborazione eventualmente effettuate durante il funzionamento, anche alla luce dell'articolo 4 del Regolamento europeo 2016/679, che ricomprende nella nozione di trattamento anche operazioni diverse dalla conservazione dei dati.
Per questa ragione ALTVELOX, con la contestazione del 28 ottobre 2026, protocollo associativo n. 2039/2026, ha interessato formalmente il Garante per la protezione dei dati personali, chiedendo di verificare le caratteristiche effettive della sperimentazione, le funzioni attivate, il coinvolgimento della società produttrice, gli adempimenti preventivi e le eventuali informazioni rese agli utenti della strada.
L'associazione ha inoltre diffidato la Federazione, il Comune di Camposampiero e il Comando di Polizia Locale a rendere disponibili entro 48 ore gli atti già formati e detenuti riguardanti le prove, l'impiego del personale, le risorse economiche, i rapporti con Sodi Scientifica e gli aspetti tecnici del dispositivo, chiedendo contestualmente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e agli organi della Polizia Stradale di dare seguito alle verifiche già sollecitate con la precedente istanza del 22 ottobre 2026.
«Quando un'amministrazione pubblica mette a disposizione uomini, mezzi e tempo di servizio per sperimentare un'apparecchiatura privata, deve essere possibile ricostruire attraverso documenti chi abbia deciso quell'attività, per quali finalità e con quali risultati. Nel Camposampierese abbiamo una società che pubblicizza positivamente l'esperienza, una Polizia Locale che conferma quattro prove su strada ma non consegna la documentazione richiesta e due autorità statali che dichiarano di non avere informazioni sull'impiego del sistema. È una situazione che richiede accertamenti puntuali, soprattutto perché riguarda l'utilizzo di risorse pubbliche e una tecnologia capace di analizzare il comportamento degli automobilisti», dichiara Gianantonio Sottile Cervini, presidente nazionale di ALTVELOX.
L'associazione intende ora ottenere la completa ricostruzione amministrativa e tecnica delle quattro prove e conoscere quali verifiche siano state effettivamente intraprese dagli organismi competenti, compreso il regime applicabile alle funzioni di rilevazione del dispositivo, affinché l'impiego sperimentale delle tecnologie destinate al controllo della circolazione stradale sia accompagnato da responsabilità individuabili, documentazione verificabile e adeguate garanzie per i cittadini.
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