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Autovelox nel Nordest Vicentino: prima di chiedere nuove regole, i Comuni dimostrino di avere rispettato quelle già esistenti.

La recente iniziativa dei Sindaci del Nordest Vicentino, che hanno scritto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per chiedere regole chiare in materia di autovelox, merita attenzione. Non perché la sicurezza stradale non sia un tema serio. Lo è, e proprio per questo non può essere ridotta alla sola possibilità di installare o riattivare strumenti elettronici sanzionatori. Altvelox chiede i documenti ai sindaci.


Appello dei sindaci a Salvini. Vogliamo gli autovelox.
Appello dei sindaci a Salvini. Vogliamo gli autovelox.

Altvelox non contesta i controlli. Li ritiene necessari quando sono regolari, motivati, documentati e inseriti in una strategia pubblica verificabile. Il punto è un altro: prima di invocare l’autovelox come presidio principale della sicurezza stradale, ogni Comune dovrebbe poter dimostrare di avere adempiuto agli obblighi di pianificazione che il Codice della Strada pone direttamente a suo carico.


Per questa ragione Altvelox ha trasmesso ai Comuni interessati un’istanza di accesso agli atti finalizzata a verificare se ciascuna Amministrazione abbia adottato, aggiornato, pubblicato e reso operativi gli strumenti previsti dall’art. 36 del Codice della Strada. La richiesta riguarda i piani urbani del traffico, gli eventuali aggiornamenti biennali, gli atti di programmazione della sicurezza stradale, i dati sull’incidentalità degli ultimi cinque anni, l’utilizzo di strumenti elettronici sanzionatori e la destinazione dei proventi derivanti dalle sanzioni.


Video Credit Reteveneta 27.05.2026

L’art. 36 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, non è una norma decorativa. Disciplina i piani urbani del traffico e i piani del traffico per la viabilità extraurbana. Prevede l’obbligo per i Comuni con popolazione superiore a trentamila abitanti, ma estende tale obbligo anche ai Comuni con popolazione inferiore quando registrino particolare affluenza turistica, elevati fenomeni di pendolarismo o rilevanti problematiche di congestione della circolazione stradale.


La norma indica finalità precise: migliorare le condizioni di circolazione e sicurezza stradale, ridurre l’inquinamento acustico e atmosferico, favorire il risparmio energetico. Non solo. L’art. 36 richiama espressamente anche il ricorso ad adeguati sistemi tecnologici, su base informatica, di regolamentazione e controllo del traffico, nonché di verifica del rallentamento della velocità e di dissuasione della sosta.


Articolo 36 comma 4 CdS
Articolo 36 comma 4 CdS

Questo passaggio è centrale. Significa che la tecnologia può certamente far parte degli strumenti di governo della mobilità, ma non come misura isolata, sganciata da un piano pubblico. Gli autovelox e gli altri dispositivi elettronici non dovrebbero essere presentati come scorciatoia amministrativa o come unico presidio della sicurezza, bensì come tasselli di una pianificazione più ampia, fondata su dati, analisi dei flussi, incidentalità, manutenzione, segnaletica, protezione degli utenti vulnerabili, interventi infrastrutturali e controlli effettivi sul territorio.


Se i Sindaci chiedono al Ministro norme chiare per poter utilizzare gli autovelox, Altvelox chiede ai Sindaci una cosa ancora più semplice: mostrare gli atti. Non dichiarazioni generiche, non appelli alla sicurezza, non formule buone per ogni stagione. Servono documenti: piani adottati, aggiornamenti, delibere, relazioni tecniche, dati sui sinistri, investimenti reali, interventi programmati e rendicontazione dei proventi delle multe.


Prima chiediamo gli autovelox
Prima degli autovelox ci sono i piani. Prima delle sanzioni ci sono prevenzione, manutenzione e programmazione

La sicurezza stradale non può diventare una parola da usare solo quando si parla di sanzioni. Se una strada è pericolosa, occorre sapere perché lo è, quali incidenti si sono verificati, quali cause sono state rilevate, quali interventi sono stati programmati, quali somme sono state destinate alla prevenzione e quali controlli sono stati svolti anche senza strumenti automatici.


L’istanza di Altvelox non ha quindi carattere polemico, ma documentale. Mira a verificare la coerenza tra quanto viene pubblicamente affermato e quanto risulta dagli atti amministrativi. Perché se la sicurezza stradale viene invocata per chiedere al Ministro di intervenire sugli autovelox, allora la stessa sicurezza deve essere dimostrata anche attraverso il rispetto degli obblighi già previsti dal Codice della Strada. Prima degli autovelox ci sono i piani. Prima delle sanzioni ci sono prevenzione, manutenzione e programmazione. Prima delle lettere al Ministro ci sono gli atti comunali. Ed è da lì che Altvelox chiede di partire.



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