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Bologna incassa e la Prefettura oscura: La trasparenza finisce davanti all’autovelox. Altvelox scrive a Mattarella

Mentre Bologna sale al secondo posto nazionale per gli incassi da autovelox, con 9,2 milioni di euro nel 2025 e un aumento del 21,3% rispetto all’anno precedente, Altvelox denuncia il paradosso istituzionale richiamato anche nella lettera aperta inviata alle più alte cariche dello Stato: i cittadini pagano, i verbali producono effetti, i punti patente vengono toccati, ma gli atti tecnici, istruttori e amministrativi posti a base dei controlli restano dietro un muro di dinieghi. La domanda, a questo punto, non è più solo bolognese ma nazionale: in Italia la trasparenza amministrativa esiste davvero o resta sulla carta, buona per i principi generali e assente quando occorre mostrare i documenti che fondano milioni di euro di sanzioni?


in Italia la trasparenza amministrativa esiste davvero o resta sulla carta, buona per i principi generali e assente quando occorre mostrare i documenti che fondano milioni di euro di sanzioni?
In Italia la trasparenza amministrativa esiste davvero o resta sulla carta, buona per i principi generali e assente quando occorre mostrare i documenti che fondano milioni di euro di sanzioni?

Bologna è diventata un caso nazionale. Non per una nuova politica di sicurezza stradale documentata, non per una riduzione pubblicamente verificabile dell’incidentalità, non per una trasparenza esemplare sugli atti dei controlli elettronici. Bologna è finita al centro delle cronache perché nel 2025 il Comune ha incassato 9,2 milioni di euro da sanzioni elevate tramite autovelox, collocandosi al secondo posto in Italia dopo Firenze e davanti a Milano.


Corriere di Bologna 03.06.2026
Corriere di Bologna 03.06.2026

Il dato sarebbe già sufficiente per aprire una discussione seria. Ma il punto non è soltanto quanto si incassa. Il punto è con quali atti, con quali presupposti, con quali pareri, con quali dati di incidentalità e con quale verifica pubblica si costruisce un sistema sanzionatorio capace di incidere su migliaia di automobilisti.


Altvelox, Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada, da tempo chiede alla Prefettura di Bologna l’ostensione degli atti relativi ai sistemi di controllo elettronico della velocità. Non ha chiesto segreti investigativi. Non ha chiesto codici di sicurezza operativa. Ha chiesto documenti amministrativi: decreti, istruttorie, dati incidentologici, pareri della Polizia Stradale, atti degli enti proprietari, verbali dell’Osservatorio provinciale, relazioni tecniche, presupposti delle singole postazioni.



Già l’11 luglio 2024 Altvelox aveva chiesto la documentazione sui controlli elettronici nel Comune di Bologna. La Prefettura avrebbe osteso soltanto il decreto prefettizio del 20 luglio 2023, respingendo il resto. Successivamente, dopo il decreto prefettizio prot. interno n. 0157895 del 9 dicembre 2025, rettificato con decreto prot. interno n. 0002666 del 9 gennaio 2026, l’Associazione ha chiesto di conoscere gli atti richiamati dallo stesso decreto: dati, pareri, attività dell’Osservatorio, documentazione degli enti locali.


Bologna Today 03.06.2026
Bologna Today 03.06.2026

Altvelox ha quindi presentato nuove istanze alla Prefettura di Bologna, chiedendo di conoscere gli atti posti alla base dell’attivazione e dell’utilizzo delle postazioni fisse di controllo della velocità, compresa viale Sabena, nonché i documenti relativi al decreto prefettizio sui tratti stradali autorizzati e alla postazione della S.S. 9 Via Emilia, località Piratello, nel Comune di Imola. In particolare, l’Associazione ha chiesto dati di incidentalità, relazioni tecniche, pareri, verbali dell’Osservatorio, atti sulla segnaletica, provvedimenti sui limiti di velocità e documenti amministrativi necessari a verificare se quei controlli fossero davvero fondati su presupposti regolari e attuali.


La risposta della Prefettura, però, non ha distinto tra le diverse richieste e non ha indicato in modo analitico quali documenti fossero detenuti, quali fossero ostensibili, quali potessero essere consegnati con eventuali oscuramenti e quali fossero realmente sottratti all’accesso. Tutto è stato trattato come un blocco unico. Il risultato concreto è stato un diniego generalizzato: molti documenti essenziali per verificare la legittimità dei controlli non sono stati consegnati.


La motivazione si è fondata sul richiamo alla mole della documentazione, alla natura programmatoria del decreto prefettizio e alla presunta sottrazione degli atti all’accesso. Secondo Altvelox, però, proprio questo è il punto più grave: una norma nata per proteggere specifiche categorie di documenti non può essere utilizzata in modo automatico e indistinto per oscurare l’intero fascicolo, comprese informazioni tecniche e amministrative che incidono direttamente su migliaia di cittadini sanzionati. Invocare quella disciplina come una barriera totale appare fuorviante, perché evita la verifica documento per documento e impedisce di capire quali atti possano essere realmente consegnati.


Altvelox si è quindi rivolta al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Ministero dell’Interno e alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anche in quelle sedi, tuttavia, la questione non è stata risolta. Il riesame è stato respinto e la Commissione ha ritenuto decisivo il richiamo della Prefettura alla normativa sulle esclusioni dall’accesso, rinviando di fatto l’Associazione all’Autorità giudiziaria. Per Altvelox resta così aperto il nodo centrale: i cittadini pagano sanzioni fondate su atti che l’Amministrazione richiama, ma che poi non rende concretamente verificabili.



Il punto, però, resta intatto. Una cosa è proteggere atti realmente sensibili. Altra cosa è trasformare una categoria di esclusione in una saracinesca amministrativa capace di coprire tutto: dati di incidentalità, pareri tecnici, provvedimenti sui limiti, atti ANAS, istruttorie locali, documenti su postazioni operative e segnaletica.


Quando Bologna incassa milioni dagli autovelox, la trasparenza non può essere trattata come una gentile concessione. È il minimo sindacale della legalità amministrativa. Se gli atti sono regolari, devono poter essere verificati. Se non vengono mostrati, il problema non è chi li chiede, ma chi pretende di sanzionare senza consentire un controllo effettivo.


La vicenda è stata portata da Altvelox all’attenzione delle più alte cariche dello Stato con una lettera aperta indirizzata, tra gli altri, al Presidente della Repubblica, alla Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, al Ministro dell’Interno, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ad ANAC, al Garante per la protezione dei dati personali, all’Ispettorato Generale di Amministrazione del Ministero dell’Interno e alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Non è un dettaglio formale.


Nel messaggio rivolto ai Prefetti d’Italia in occasione del 2 giugno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il compito delle istituzioni di rendere vivi i principi costituzionali, assicurando effettiva pienezza dei diritti, servizi efficienti, legalità e sicurezza. Ha inoltre indicato i Prefetti come soggetti chiamati, in ogni provincia, a essere motore della cooperazione istituzionale e qualificati artefici di dialogo e mediazione, promuovendo concretamente imparzialità e buon andamento.


Proprio per questo il caso Bologna non può essere liquidato come una normale controversia sull’accesso agli atti: se i Prefetti sono chiamati a garantire legalità, dialogo istituzionale e buon andamento, non è compatibile con tali principi una gestione che, davanti a richieste puntuali su atti tecnici, dati di incidentalità, pareri e presupposti dei sistemi sanzionatori stradali, si traduca in dinieghi cumulativi, non analitici e privi di reale ostensione almeno parziale.



Per tutto questo Altvelox ritiene necessario investire ancora una volta la Procura di Bologna con denuncia-querela, chiedendo l’acquisizione integrale dei fascicoli amministrativi e la verifica della corrispondenza tra i dinieghi opposti, i documenti realmente detenuti e la concreta possibilità di ostensione almeno parziale. Nessuna anticipazione di responsabilità personali. Solo una domanda, molto semplice e molto scomoda: in Italia esiste ancora la trasparenza, oppure vale solo finché non disturba gli incassi?


messaggio del Presidente Mattarella ai Prefetti in occasione della Festa della Repubblica
Stralcio del messaggio del Presidente Mattarella ai Prefetti in occasione della Festa della Repubblica

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