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Saonara (PD) velocità “folli” e morti sulla strada dei Vivai: Altvelox chiede gli atti ma Comune e Prefettura chiudono la porta. Denunciati.

Dopo le dichiarazioni sull’autovelox e sui presunti picchi oltre i 200 km/h, l’Associazione ha presentato accesso agli atti e oggi denuncia-querela alla Procura di Padova per verificare omissioni, dinieghi apparenti e mancata trasparenza documentale.


Dopo le dichiarazioni sull’autovelox e sui presunti picchi oltre i 200 km/h, l’Associazione ha presentato accesso agli atti
Dopo le dichiarazioni sull’autovelox e sui presunti picchi oltre i 200 km/h, Altvelox ha presentato accesso agli atti

La vicenda della strada dei Vivai, nel Comune di Saonara, nasce da una dichiarazione pubblica molto precisa: incidenti, morti, velocità “folli”, un presunto picco superiore ai 200 km/h e la richiesta di installare un autovelox al Prefetto di Padova. Una sequenza forte, di quelle che nell’opinione pubblica producono subito una conclusione: serve un misuratore elettronico di velocità. Fin qui, nulla di nuovo. In Italia basta evocare la sicurezza stradale e l’autovelox diventa quasi un sacramento amministrativo, con la differenza che almeno i sacramenti hanno un rito chiaro.



Basta incidenti e morti ma se chiedi i documenti non li consegnano
Credit Padova Oggi del 7 maggio 2026

Il problema, però, è un altro. Quando un’amministrazione afferma pubblicamente che su una strada vi sono condizioni di grave pericolo, velocità estreme e necessità di nuovi strumenti di controllo, quei dati devono essere documentati. Non basta dirlo. Occorre indicare da quali rilievi derivino, con quale strumento siano stati acquisiti, in quale periodo, in quale punto della strada, da quale soggetto, con quale validazione tecnica e con quali atti siano stati portati all’attenzione della Prefettura.


Per questa ragione Altvelox, Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada, in data 7 maggio 2026 ha presentato al Comune di Saonara, alla Prefettura di Padova, alla Provincia di Padova e alla Sezione Polizia Stradale di Padova un’istanza di accesso agli atti, accesso civico semplice e accesso civico generalizzato. L’istanza chiedeva i dati di incidentalità degli ultimi cinque anni sulla strada dei Vivai, i documenti relativi ai presunti rilevamenti di velocità, gli atti sul picco oltre i 200 km/h, la documentazione dello strumento eventualmente utilizzato, le relazioni tecniche, gli atti dell’incontro del 5 maggio 2026 in Prefettura e ogni documento connesso alla prospettata installazione del misuratore elettronico.


Basta incidenti e morti ma se chiedi i documenti non li consegnano
Basta incidenti e morti ma se chiedi i documenti non li consegnano

Altvelox non ha chiesto targhe non oscurate, immagini identificative, dati sanitari, credenziali, password o dettagli idonei a compromettere la sicurezza di eventuali sistemi. Ha chiesto atti amministrativi e tecnici. Esattamente ciò che dovrebbe esistere se una scelta pubblica viene motivata con dati pubblici.


La Prefettura di Padova, con nota prot. n. 0054940 del 26 maggio 2026, ha opposto diniego, richiamando l’asserita ampiezza della richiesta e la riconducibilità degli atti alla fase istruttoria di provvedimenti amministrativi di natura pianificatoria. Il Comune di Saonara, con nota prot. n. 0007265 del 4 giugno 2026, ha poi comunicato di non poter dare corso alla richiesta, dichiarando di aderire e condividere “in toto” quanto già comunicato dalla Prefettura.


Secondo Altvelox, questo non è un riscontro sufficiente. Il Comune era direttamente coinvolto, poiché le dichiarazioni pubbliche richiamavano analisi svolte con la Polizia Locale. Avrebbe quindi dovuto chiarire quali atti detenesse, quali non detenesse, quali potessero essere rilasciati con oscuramento e quali fossero eventualmente sottratti all’accesso con motivazione puntuale. Invece ha fatto propria la posizione prefettizia, senza esporre una autonoma istruttoria documentale.


Denuncia querela del 08.06.2026
Denuncia querela del 08.06.2026

Oggi Altvelox ha depositato denuncia-querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova, chiedendo di valutare eventuali profili penalmente rilevanti ai sensi degli artt. 328 e 479 c.p., oltre a ogni altra fattispecie ravvisabile dall’Autorità giudiziaria. La denuncia non afferma colpevolezze. Chiede accertamenti. In particolare, chiede di verificare se vi siano state omissioni o rifiuti di atti dovuti, riscontri solo apparenti, silenzi non giustificati, oppure attestazioni non corrispondenti alla reale attività istruttoria svolta.


Il punto resta elementare: controlli sì, ma regolari, documentati e verificabili. Se esistono incidenti, morti, velocità oltre i 200 km/h e atti tecnici a supporto della richiesta di autovelox, quei documenti devono essere indicati e resi accessibili nei limiti di legge. Se non esistono, deve essere dichiarato. La sicurezza stradale non può diventare una formula buona per giustificare ogni scelta e, nello stesso tempo, chiudere ogni accesso agli atti.


Perché quando si chiede ai cittadini di fidarsi, la prima risposta non può essere: fidatevi, ma i documenti non li vedete.

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