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Autovelox illegittimi e archiviazioni sistemiche: Altvelox chiede l’avocazione dei procedimenti di Belluno.

Multe con strumenti privi di omologazione, ricorsi persi dal Comune, accesso agli atti negato, Prefetto fermo e Procura che archivia. Altvelox denuncia due pesi e due misure nella gestione dell’azione penale.


Il Sindaco e il Prefetto di Belluno al passo Giau
Il Sindaco e il Prefetto di Belluno al passo Giau

Il caso di Colle Santa Lucia non è un episodio isolato. È la fotografia molto concreta di come il sistema dei controlli stradali e quello della giustizia possano incepparsi quando a sollevare i problemi non sono i ministeri, ma i cittadini. Mentre si continuano a utilizzare apparecchi elettronici di controllo della velocità privi di omologazione in senso proprio, i procedimenti avviati sulle denunce dell’associazione finiscono sistematicamente in archiviazione presso la Procura di Belluno. Di fronte all’inerzia della magistratura locale e alla mancata vigilanza del Prefetto, Altvelox chiede l’avocazione dei fascicoli e l’invio di ispettori ministeriali per verificare come siano state gestite le querele presentate.


Una giustizia a due velocità: rigore e perquisizioni quando a denunciare è chi difende i cittadini, silenzi e chiusure quando sotto accusa ci sono amministratori che continuano a incassare con autovelox contestati.

Corriere delle Alpi 28.02.2023
Corriere delle Alpi 28.02.2023

Nonostante un quadro normativo e giurisprudenziale chiaro e inequivocabile, in questo piccolo Comune bellunese, mentre il panorama del Passo Giau attira turisti e fotografi, gli automobilisti continuano a essere sanzionati con apparecchi elettronici di controllo della velocità che l’associazione Altvelox ha provato essere privi di vera omologazione. Non un dettaglio tecnico, ma un punto centrale: manca un decreto formale di omologazione pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come chiede il Codice della strada e come hanno ricordato le più recenti decisioni della Corte di Cassazione.


L’amministrazione comunale prosegue sulla stessa strada. Il sindaco Paolo Frena, continua a legittimare l’uso degli autovelox contestati e le multe piovono sugli automobilisti. A quel punto inizia il percorso dei singoli cittadini: ricorsi al giudice di pace, istanze al Prefetto, udienze, memorie, spese. E qui emerge il paradosso. I ricorsi vengono accolti, il giudice di pace condanna il Comune alle spese in favore dei ricorrenti, il Prefetto lascia decorrere i termini e i procedimenti si estinguono. In pratica l’ente insiste a usare strumenti discussi, ma poi finisce sconfitto nelle aule di giustizia, con un costo economico che si scarica su tutta la comunità. E con un costo in termini di fiducia che non compare nei bilanci, ma pesa almeno quanto le cifre in euro.


Denuncia querela del 2.12.2025
Denuncia querela del 2.12.2025

Su questa situazione già fragile si innesta un secondo livello di criticità. Quello, ancora più delicato, della gestione dei proventi delle sanzioni. Altvelox, analizzando atti e scelte dell’ente, ha individuato alcune possibili anomalie, come la realizzazione di due posteggi finanziati proprio con i soldi delle multe. Non si tratta di una curiosità contabile. La legge impone vincoli precisi sulla destinazione delle entrate da sanzioni stradali e quando emergono dubbi l’unica risposta possibile è la trasparenza. Per questo, il 3 novembre 2025 l’associazione ha presentato una formale istanza di accesso agli atti, chiedendo bilanci, delibere e documenti contabili per capire come siano stati realmente impiegati quei proventi.


La risposta è arrivata il 28 novembre 2025. Ma non nella direzione attesa. Il Comune ha negato l’accesso ai documenti richiesti, richiamando norme in modo che Altvelox considera forzato e non coerente con i principi di pubblicità e accessibilità che dovrebbero governare l’uso di risorse pubbliche. Proprio nel settore delle multe, dove il legislatore ha posto vincoli di destinazione specifici, chiudere la porta a chi segnala possibili irregolarità sugli autovelox e sulla destinazione delle somme incassate è un segnale pesante. Soprattutto se si considera che parliamo di entrate che nascono da violazioni contestate come illegittime.


Nel frattempo, sul piano istituzionale, il quadro non migliora. Il Prefetto di Belluno, Antonello Roccoberton, pur informato della vicenda, non risulta avere adottato atti incisivi per sospendere o revocare l’autorizzazione agli apparecchi contestati, né per avviare verifiche approfondite sulla gestione dei proventi.


Sul fronte penale, la Procura di Belluno sembra orientata ad archiviare i procedimenti nati dalle denunce di Altvelox. Il risultato pratico è un clima di sfiducia, la sensazione di una diversa attenzione a seconda di chi siede dietro la scrivania e di chi firma la denuncia.


Per queste ragioni, il 2 dicembre 2025 Altvelox ha depositato una nuova denuncia, ipotizzando a carico del sindaco, del vicesindaco, del dirigente della polizia locale, del segretario generale del Comune di Colle Santa Lucia e del Prefetto di Belluno profili di omissione di atti d’ufficio e di falsità ideologica in atti pubblici. I fatti riguardano, da un lato, il mantenimento dell’autorizzazione all’uso degli autovelox contestati e, dall’altro, la mancata vigilanza sulla gestione dei proventi derivanti dalle sanzioni. Nella stessa denuncia l’associazione ha chiesto l’avocazione di tutti i procedimenti pendenti in capo alla Procura di Belluno e l’invio di ispettori ministeriali per verificare come siano state trattate le numerose querele presentate e rimaste, di fatto, senza un seguito efficace.



Poi c’è l’ultimo tassello, quello che rende il quadro ancora più inquieto. Mentre la procura archivia sistematicamente le denunce di Altvelox, parallelamente in pochissimi giorni, a seguito di una denuncia del Prefetto, è proprio Altvelox a essere raggiunta da una misura di perquisizione, con sequestro di computer e telefono disposta dalla stessa procura.


La sensazione è netta: quando a finire sotto la lente è l’associazione che denuncia, la reazione è immediata e energica; quando i soggetti indicati sono amministratori pubblici, l’esito è spesso l’archiviazione o il silenzio. Due pesi e due misure che pongono un problema serio di rispetto del principio di obbligatorietà dell’azione penale, di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge e di credibilità complessiva del sistema. È proprio questo squilibrio, prima ancora dei singoli autovelox, che Altvelox ha deciso di portare all’attenzione degli organi superiori di controllo, perché la giustizia non può cambiare tono e velocità in base al nome che compare in calce alla denuncia.

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