Autovelox invocati ma documenti assenti. Altvelox diffida i Sindaci dell’Alto Vicentino.
- Altvelox

- 23 giu
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Dopo l’appello rivolto al Ministro per riattivare i controlli elettronici, quindici Comuni non hanno risposto all’accesso. Chiesto l’intervento della Prefettura e della Polizia Stradale. In caso di ulteriore silenzio gli atti saranno trasmessi alla Procura.

Ancora una volta gli autovelox vengono indicati come strumenti indispensabili per la sicurezza stradale. Quando però si chiede di conoscere gli atti che dovrebbero giustificarne l’installazione e l’utilizzo, le amministrazioni tacciono oppure rispondono soltanto in parte.
Alla fine di maggio i Sindaci dei diciassette Comuni aderenti al Consorzio di Polizia Locale Nordest Vicentino hanno rivolto un appello al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, chiedendo regole chiare sull’omologazione e la possibilità di utilizzare o rimettere in funzione gli apparecchi per il controllo della velocità. L’iniziativa è stata motivata richiamando esigenze di sicurezza, richieste dei residenti e investimenti già sostenuti dagli enti locali.
Proprio a seguito di quell’appello, il 29 maggio 2026 Altvelox ha presentato un’istanza di accesso ai Comuni interessati. Sono stati richiesti i piani del traffico, i dati sull’incidentalità, gli atti relativi agli impianti elettronici, i provvedimenti autorizzativi, le spese sostenute, la destinazione dei proventi delle sanzioni e la documentazione con cui ciascun Comune avrebbe aderito alla lettera inviata al Ministro.
Alla data della diffida sono pervenuti soltanto due riscontri. Il Comune di Fara Vicentino ha trasmesso alcune deliberazioni e documenti contabili, senza tuttavia rispondere compiutamente alle quindici categorie indicate. Il Comune di Dueville ha invece respinto l’istanza nella sua formulazione complessiva, richiamando la quantità degli atti e il carico di lavoro necessario per reperirli. Gli altri quindici Comuni non hanno fornito alcuna risposta.
Altvelox ha quindi notificato un invito-diffida, assegnando ventiquattro ore per comunicare lo stato dei procedimenti e trasmettere almeno i documenti già disponibili.
L’Associazione osserva che gli atti posti a fondamento dell’appello dovrebbero essere già formati e detenuti. Non appare coerente invocare pubblicamente autovelox, investimenti e criticità territoriali e poi sostenere che la documentazione necessaria per verificarli sarebbe difficile da individuare.
È stato chiesto anche l’intervento della Prefettura di Vicenza e della Polizia Stradale, affinché acquisiscano e controllino decreti prefettizi, titoli di omologazione, tarature, localizzazioni, segnaletica, condizioni per la contestazione differita e corrispondenza tra apparecchi utilizzati e autorizzazioni rilasciate.
In caso di ulteriore silenzio, risposte incomplete o dinieghi generici, Altvelox trasmetterà direttamente gli atti alla Procura della Repubblica, affinché valuti le condotte documentate. Controlli sì, ma regolari, trasparenti e fondati su documenti verificabili.
Sotto pubblichiamo la richiesta di accesso agli atti del 29 maggio e la diffida trasmessa oggi 23 giugno 2026.





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