Gaiba (RO): Sicurezza a parole e zebre scolorite. Prima la manutenzione, poi i controlli.
- Altvelox

- 21 feb
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Il Sindaco di Gaiba (RO) Nicola Zanca invoca l'autovelox e “norme complesse”, ma dalle immagini emergono attraversamenti poco visibili e carenze di protezione: accesso agli atti per capire cosa è stato fatto davvero negli ultimi 5 anni su piani del traffico, incidentalità e misure di prevenzione.

In recenti dichiarazioni rese alla stampa, il Sindaco Nicola Zanca ha ricondotto l’attuale criticità della sicurezza stradale lungo la Strada Regionale 6, indicata anche come “via Provinciale” nel tratto che attraversa e divide il centro abitato di Gaiba, all’assenza di controlli elettronici della velocità e alla pretesa “messa fuori gioco” del velobox già posizionato in prossimità del Municipio.
La sicurezza stradale, però, non coincide con lo strumento sanzionatorio ma con azioni politiche e tecniche come ad esempio i piani del traffico obbligati dall'articolo 36 del CdS anche per comuni con meno di 30mila abitanti che devono fare fronte a particolari problematiche di traffico.
Dalle immagini del servizio televisivo andato in onda il 20 febbraio 2026, ripreso poi anche da testata giornalistica nazionale, si osservano attraversamenti pedonali con segnaletica orizzontale visibilmente usurata e, più in generale, elementi di infrastruttura e presegnalazione che appaiono suscettibili di verifica sotto il profilo della conformità e dell’adeguata percepibilità per l’utenza, specie in un contesto di traffico misto e presenza di pedoni.
Questo dato, che attiene ai presìdi minimi di prevenzione, chiama direttamente in causa gli obblighi dell’ente proprietario e del Comune in materia di manutenzione, gestione e messa in sicurezza della sede stradale e della segnaletica, ai sensi dell’art. 14 del Codice della Strada, nonché la disciplina della segnaletica orizzontale e della sua funzione regolatoria ex art. 40 CdS e relativo regolamento attuativo.
In altri termini: prima di invocare “autorizzazioni” per nuovi controlli o il ripristino di dispositivi, è doveroso documentare se e quali interventi strutturali e manutentivi siano stati pianificati o eseguiti, perché l’effetto deterrente non è credibile se il contesto mostra criticità elementari e immediatamente percepibili, come l’usura della segnaletica di attraversamento o l’assenza di soluzioni protettive per l’attraversamento in tratti sensibili.

Gaiba conta circa 900 residenti, eppure la narrazione pubblica finisce per poggiare su una spinta di circa 100 firmatari, cioè una minoranza numericamente limitata, che appare orientata a invocare come soluzione principale l’autovelox, spesso senza piena consapevolezza di come la sicurezza stradale si costruisca davvero con interventi strutturali, manutenzione e organizzazione della circolazione, prima ancora che con strumenti sanzionatori. Questo dato non delegittima le preoccupazioni dei residenti, ma impone rigore: se l’obiettivo è “tutelare i cittadini”, l’Amministrazione deve dimostrare atti, piani e interventi, non affidarsi alla leva emotiva delle firme.
Sul piano oggettivo, inoltre, l’installazione e l’uso di dispositivi di controllo della velocità non è un atto “a richiesta” né un automatismo politico, perché oggi è subordinato a presupposti e procedure puntuali dettati dalla normativa vigente, in particolare dal D.M. MIT 11 aprile 2024, e soprattutto deve essere coerente con la logica della prevenzione basata su dati e istruttoria. In assenza, per fortuna, di un quadro di elevata incidentalità accertata e documentata, la pretesa di risolvere tutto con un autovelox rischia di essere, oltre che tecnicamente fragile, anche destinata a restare una promessa che non si tradurrà in atti concreti, mentre ciò che è immediatamente esigibile e doveroso è la messa in sicurezza reale della tratta, a partire da segnaletica, attraversamenti e protezioni per l’utenza debole.
Proprio per evitare che una questione oggettiva, la sicurezza, venga ridotta a percezioni o a soluzioni uniche e “automatiche”, la presente istanza di accesso è finalizzata ad acquisire gli atti di pianificazione e le evidenze istruttorie, i dati di incidentalità e l’elenco delle iniziative concretamente poste in essere negli ultimi anni, così da verificare se l’Amministrazione abbia agito prima sui doveri primari di messa in sicurezza e solo dopo, e coerentemente, sulla leva dei controlli.



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