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Nel nome del Codice della Strada. Una sfida civile al sistema delle regole stradali.

Tra qualche giorno sarà disponibile su Amazon, in copertina rigida e in formato digitale, “Nel nome della sicurezza stradale”, con un sottotitolo che non lascia spazio a equivoci: una sfida civile al sistema delle regole stradali. Non è un romanzo, non è una raccolta di sfoghi, non è un manuale per “fare ricorsi”. È il racconto, con atti e passaggi verificabili, di come in Italia si sia costruito un sistema dove la regola viene spesso trattata come un’opzione, e il cittadino come un numero, utile finché paga e fastidioso quando chiede prove.


Se pensate che la legge sia uguale per tutti preparatevi ad una doccia fredda
Se pensate che la legge sia uguale per tutti preparatevi ad una doccia fredda

Il primo passaggio, quello che nel libro ritorna più volte, è banalissimo: quando lo Stato sanziona, deve poter dimostrare. Sembra ovvio, ma nella pratica diventa una lotta. Altvelox nasce proprio qui, su una richiesta semplice e concreta: documenti. Non interpretazioni, non link, non frasi generiche, non “si rinvia al sito”, ma atti, decreti, certificazioni, presupposti tecnici, istruttorie, verbali completi, allegati integri. La strada è fatta di fatti, e la legalità amministrativa si misura così.


Il secondo passaggio è il muro. Quando un cittadino, o un’associazione, chiede trasparenza, la risposta troppo spesso è una sequenza già vista: dinieghi fotocopia, richiami a norme usate come scudo, risposte fuori termine, documenti “non ostensibili” senza spiegazione specifica, oppure consegne parziali che lasciano fuori proprio ciò che conta. È qui che la partita cambia, perché non stai più discutendo “se” una sanzione è giusta, stai verificando “se” l’amministrazione sta rispettando i doveri minimi di motivazione, istruttoria, e accessibilità degli atti. In altre parole, stai chiedendo allo Stato di comportarsi da Stato.


Il terzo passaggio è il cortocircuito tra sicurezza e bilancio. Il libro lo dice chiaro, senza moralismi: quando lasci agli enti la scelta tra legalità e incasso, troppo spesso vince l’incasso. Non per cattiveria, per comodità, e per abitudine. Il risultato è un sistema che parla di sicurezza stradale, ma spesso ragiona da ragioniere, spostando l’attenzione dall’obiettivo (prevenire incidenti, gestire la viabilità, pianificare) allo strumento più semplice (sanzionare). Il tema non è “fare multe” o “non fare multe”, il tema è fare controlli legittimi, su basi tecniche certe, con una filiera amministrativa pulita, e con la possibilità, per il cittadino, di verificare davvero.


Un capito è dedicato alla perquisizione e seguestro che abbiamo subito
Un capito è dedicato alla perquisizione e seguestro che abbiamo subito

Il quarto passaggio è il lavoro sporco, quello che non si vede. Il libro racconta la parte più concreta: accessi agli atti, richieste di documentazione, protocolli, attese, risposte, controdeduzioni, ricorsi, e poi denunce quando i documenti mancano, o quando emergono contraddizioni che non possono essere archiviate con una frase. È qui che nasce il capitolo sulle circa 200 denunce di Altvelox. Non è un numero da esibire, è la fotografia di un problema generalizzato, e del fatto che, in troppi casi, la normalità amministrativa non regge una verifica seria.

Retro copertina
Retro copertina

Il quinto passaggio, quello che fa male perché è semplice, è la “doppia velocità” della giustizia. Da una parte ci sono denunce documentate che restano senza riscontro sostanziale percepibile, ferme, diluite, o chiuse senza un accertamento che affronti davvero il merito; dall’altra, in un diverso procedimento, quando l’attenzione si concentra sulla tutela dell’istituzione, l’intervento investigativo si attiva con immediatezza, fino a perquisizione e sequestro. Non è una teoria. È un paradosso che chiunque capisce, e che in un Paese serio imporrebbe una domanda: perché?


Questo libro non chiede fiducia. Porta carte, nomi, atti, protocolli, e conseguenze reali, perché dietro ogni verbale c’è una persona vera, e dietro ogni diniego c’è un diritto che si restringe. Se qualcuno si riconosce, tranquilli, non è un caso. È perché c’era davvero.


A breve su Amazon, copertina rigida e digitale


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