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Olimpiadi, doppia batosta per Salvini e Zaia: a Cortina saltano la variante da 600 milioni di euro e la foresteria degli atleti

17 minuti fa
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Dopo anni di annunci e promesse, Cortina ripensa la variante da quasi 600 milioni di euro, mentre il rischio alluvionale ferma il progetto della foresteria olimpica. ALTVELOX richiama le responsabilità della programmazione pubblica e denuncia le carenze nella pianificazione della viabilità e della sicurezza stradale lungo la SS51 di Alemagna.


Cortina saltano la variante da 600 milioni di euro e la foresteria degli atleti
Cortina saltano la variante da 600 milioni di euro e la foresteria degli atleti

A nove mesi dalle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, alcune delle infrastrutture presentate come parte dell’eredità dei Giochi si trovano davanti a un radicale ripensamento. La grande variante stradale destinata ad aggirare Cortina d’Ampezzo, attraverso una galleria di quattro chilometri e mezzo sotto il massiccio delle Tofane, non è più considerata una priorità dall’amministrazione comunale, mentre il progetto della foresteria destinata agli atleti dello Sliding Centre “Eugenio Monti” si è scontrato con le prescrizioni relative al rischio alluvionale dell’area individuata per la sua costruzione.


Due vicende differenti, accomunate da un interrogativo che riguarda la programmazione delle opere pubbliche, l’utilizzo delle risorse statali e soprattutto la capacità delle amministrazioni di individuare preventivamente le reali necessità del territorio. Per anni la realizzazione delle infrastrutture olimpiche è stata sostenuta politicamente dall’ex presidente della Regione Veneto Luca Zaia e dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, con la prospettiva di lasciare al Cadore collegamenti più moderni, sicuri e funzionali anche dopo la conclusione dei Giochi. Oggi, invece, proprio una delle opere economicamente più impegnative viene rimessa in discussione dalle stesse istituzioni chiamate a programmarne il futuro.



Il cambiamento è emerso durante il Consiglio comunale di Cortina, riunito per approvare gli atti urbanistici necessari alla realizzazione del Lotto 1 della variante, una bretella di accesso all'abitato del valore complessivo di circa 63,2 milioni di euro. L'intervento, per il quale SIMICO ha pubblicato la gara il 19 ottobre 2026, prevede lavori destinati a proseguire ben oltre la conclusione delle Olimpiadi, con un termine indicato per il maggio 2029.


Nel corso della seduta, il sindaco Gianluca Lorenzi e l'assessore Stefano Ghezze hanno però espresso una posizione assai diversa sul Lotto 2, il collegamento sotterraneo che avrebbe dovuto consentire di superare il centro abitato attraverso una galleria tra la zona meridionale di Cortina e Fiames.

Il costo previsto nel Piano delle opere olimpiche era di 483,2 milioni di euro, ma le valutazioni economiche più recenti riferite durante il dibattito politico parlano di circa 500 milioni, mentre alcune ricostruzioni giornalistiche prospettano una spesa prossima ai 600 milioni. Un incremento che impone di comprendere se l'opera sia ancora sostenibile e, soprattutto, se rappresenti davvero la risposta più adeguata ai problemi della viabilità ampezzana.


Il sindaco ha precisato che il Lotto 2 non è stato formalmente bocciato, ma ha riconosciuto la necessità di rivalutarne l'utilità, tenendo conto dell'impatto ambientale e del rischio che il nuovo collegamento possa attirare ulteriore traffico pesante lungo la SS51 di Alemagna. Il Comune sta quindi discutendo con la Regione Veneto e il Ministero delle Infrastrutture la possibilità di privilegiare interventi differenti, a partire dal passante di Zuel, dove da anni persistono problemi di attraversamento, congestione e sicurezza.


Il sindaco ha precisato che il Lotto 2 non è stato formalmente bocciato
Il sindaco ha precisato che il Lotto 2 non è stato formalmente bocciato

Si tratta di un cambiamento politico e amministrativo rilevante. Le criticità che oggi vengono richiamate per giustificare il ripensamento della grande galleria non sono infatti sorte improvvisamente dopo le Olimpiadi. La particolare conformazione della valle, i flussi turistici, il transito dei mezzi pesanti e le conseguenze che nuove infrastrutture possono produrre sulla circolazione rappresentano elementi che avrebbero dovuto essere esaminati fin dall'origine, attraverso studi trasportistici e strumenti di pianificazione adeguati.


Anche la questione finanziaria richiede una spiegazione. Durante il confronto comunale è stata richiamata la disponibilità di circa 220 milioni di euro rispetto a un costo ormai vicino al mezzo miliardo, ma il 13 giugno 2026 lo stesso Ministero delle Infrastrutture aveva annunciato nuove risorse destinate al completamento del finanziamento di diverse opere olimpiche, comprendendo anche la variante di Cortina. È quindi necessario chiarire quali stanziamenti siano effettivamente disponibili, quali impegni siano stati formalizzati e quali atti amministrativi occorrerebbero per destinare parte delle risorse a interventi alternativi.


La seconda vicenda riguarda la foresteria prevista nei pressi dello Stadio Olimpico, destinata ad accogliere gli atleti delle nazionali impegnate negli allenamenti sulla nuova pista di bob, skeleton e slittino. L'intervento, del valore di circa 4,8 milioni di euro, prevedeva una struttura articolata in quattro corpi edilizi, con 40 camere doppie per una capacità complessiva di 80 posti.


SIMICO aveva pubblicato il 6 ottobre 2026 l'avviso di avvio del procedimento di approvazione del progetto mediante Conferenza di servizi. Secondo quanto successivamente riportato dalla stampa, l'Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali avrebbe espresso rilievi di incompatibilità rispetto alla pianificazione e ai vincoli vigenti, determinando l'archiviazione del progetto nella localizzazione prevista. Il relativo provvedimento conclusivo non è stato tuttavia direttamente verificato.


Il problema riguarda la vicinanza dell'area al torrente Boite e le condizioni di pericolosità idraulica risultanti dalla pianificazione distrettuale. Con deliberazione n. 12 del 18 dicembre 2025, la Conferenza istituzionale permanente dell'Autorità di bacino aveva adottato in regime di salvaguardia le mappe aggiornate di allagabilità, pericolosità e rischio di alluvioni, divenute efficaci il 22 gennaio 2026, dopo la pubblicazione dell'avviso nella Gazzetta Ufficiale n. 16 del giorno precedente.


Non si tratta di un vincolo marginale né di una semplice complicazione burocratica. La compatibilità idraulica di un insediamento destinato a ospitare persone costituisce un presupposto fondamentale della progettazione, che deve essere valutato prima di impegnare risorse pubbliche e avviare procedimenti destinati a incontrare ostacoli prevedibili attraverso la consultazione degli strumenti territoriali disponibili.


Comune Cortina 29.10.2026
Comune Cortina 29.10.2026

Per ALTVELOX queste vicende riportano l'attenzione su una questione più ampia, da tempo sottoposta alle amministrazioni competenti: la pianificazione della sicurezza stradale nel territorio bellunese e lungo la SS51 di Alemagna.


L'articolo 36 del Codice della Strada impone l'adozione dei Piani Urbani del Traffico ai Comuni individuati secondo i criteri stabiliti dalla legge e prevede, al comma 3, la pianificazione del traffico per la viabilità extraurbana da parte delle Province, d'intesa con gli altri enti proprietari delle strade. Cortina d'Ampezzo è espressamente compresa nell'elenco dei Comuni obbligati, individuato dalla Regione Veneto con deliberazione n. 3111 del 6 luglio 1993 e recepito dal decreto ministeriale del 26 settembre 1994.


ALTVELOX ha ripetutamente contestato la mancata dimostrazione dell'avvenuta adozione del Piano Urbano del Traffico da parte del Comune di Cortina e del Piano del Traffico per la Viabilità Extraurbana da parte della Provincia di Belluno, chiedendo alle amministrazioni competenti di produrre gli atti attraverso i quali verificare il rispetto degli obblighi previsti dalla legge. Sono proprio questi strumenti che dovrebbero consentire di valutare i flussi di circolazione, individuare le criticità, coordinare gli interventi tra i diversi enti e stabilire le priorità della sicurezza stradale, evitando che decisioni economicamente rilevanti vengano assunte senza una visione complessiva della mobilità.


La SS51 di Alemagna, con le sue criticità strutturali, i fenomeni di dissesto idrogeologico e l'importanza dei collegamenti per residenti, turisti e mezzi di soccorso, richiede una programmazione che non può dipendere esclusivamente dalle scadenze di un evento sportivo o dalla disponibilità occasionale di finanziamenti.


Zaia «l'americano» difende Milano Cortina 2026: «Siamo stati bravissimi, abbattuti per il bob 856 alberi ma ne abbiamo piantati 10mila» Corriere della Sera 12.02.2026
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Il ripensamento della variante e le difficoltà incontrate nella progettazione della foresteria non dimostrano, da soli, che le scelte precedenti fossero illegittime o tecnicamente sbagliate. Rendono però necessario un chiarimento pubblico sulla qualità delle valutazioni iniziali, sui costi sostenuti per la progettazione, sulla destinazione delle risorse già impegnate e sulle ragioni per cui soltanto oggi si ritiene opportuno riconsiderare interventi presentati per anni come strategici.


La sicurezza del territorio non si misura dal numero di cantieri annunciati né dall'entità dei finanziamenti pubblicizzati. Si misura dalla capacità di programmare opere effettivamente necessarie, compatibili con le caratteristiche ambientali e capaci di risolvere problemi documentati, senza trasferire alle generazioni future il costo di decisioni insufficientemente valutate.


ALTVELOX ritiene pertanto necessario che Comune di Cortina, Regione Veneto, Provincia di Belluno, Ministero delle Infrastrutture e SIMICO rendano conoscibili gli elementi tecnici e amministrativi sui quali si fondano le nuove valutazioni, chiarendo anche quale ruolo abbiano avuto i piani del traffico, gli studi sui flussi veicolari e le analisi del rischio idrogeologico nella programmazione delle opere olimpiche.


Perché, concluse le Olimpiadi, ciò che deve restare non sono soltanto infrastrutture da completare o progetti da ridiscutere, ma un sistema di mobilità realmente sicuro per chi vive e percorre ogni giorno le strade del territorio bellunese.




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