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Libertà di stampa sotto assedio: tra mafia, politica e concentrazione dei media.

Sempre peggio, quest'anno ancora in regressiano l'Italia si posizione al 46mo posto nella classifica mondiale, non un risultato entisuasimante oseremo dire, i giornalisti continuano a subire minacce, censure e pressioni politiche. La “legge bavaglio”, le querele temerarie e i legami tra potere e informazione soffocano il diritto dei cittadini a essere informati.


Gli operatori dei media talvolta ricorrono all’autocensura, sia per allinearsi alla linea editoriale della testata, sia per evitare denunce per diffamazione o altre azioni legali
Gli operatori dei media talvolta ricorrono all’autocensura, sia per allinearsi alla linea editoriale della testata, sia per evitare denunce per diffamazione o altre azioni legali

La libertà di stampa in Italia continua a essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare nel sud del Paese, così come da vari piccoli gruppi estremisti violenti. I giornalisti denunciano inoltre i tentativi dei politici di ostacolare la libertà di cronaca giudiziaria attraverso una “legge bavaglio” la cosiddetta legge bavaglio che si aggiunge alle azioni giudiziarie pretestuose (SLAPP) ancora molto diffuse in Italia.


Panorama mediatico


Il panorama dei media italiani è ampio e sviluppato, con numerose testate che garantiscono una certa diversità di opinioni. Il settore radiotelevisivo comprende diversi canali pubblici (come Rai 1) e stazioni radio, oltre a molte emittenti private. Questa pluralità si riflette anche nella stampa, che conta quasi 20 quotidiani (tra cui Corriere della Sera e La Repubblica), circa 50 settimanali (come L’Espresso e Famiglia Cristiana), oltre a molte riviste e testate online.


Contesto politico


Gli operatori dei media talvolta ricorrono all’autocensura, sia per allinearsi alla linea editoriale della testata, sia per evitare denunce per diffamazione o altre azioni legali. Il fenomeno è aggravato, soprattutto per i cronisti giudiziari e di nera, dalla legge bavaglio approvata dalla coalizione di governo guidata da Giorgia Meloni, che vieta la pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare fino alla conclusione dell’udienza preliminare. I sindacati dei giornalisti denunciano inoltre un’interferenza politica crescente nei media pubblici.


La libertà di stampa per regione
La libertà di stampa per regione

Quadro giuridico


Una certa paralisi legislativa frena l’adozione di proposte di legge volte a tutelare e rafforzare la libertà di stampa. Ciò contribuisce a spiegare le difficoltà che alcuni giornalisti incontrano nel proprio lavoro. La criminalizzazione della diffamazione e il ricorso frequente a procedimenti SLAPP rappresentano forti limitazioni alla libertà giornalistica.


Contesto economico


I media dipendono sempre più dalle entrate pubblicitarie e dai sussidi statali. La stampa cartacea affronta inoltre un costante calo delle vendite. L’annunciata acquisizione di una delle principali agenzie di stampa italiane, l’Agenzia Giornalistica Italiana (AGI), da parte di Antonio Angelucci, deputato della maggioranza di governo e già proprietario di altri importanti quotidiani, evidenzia il rischio di concentrazione dei media e di conflitti di interesse. Ne deriva una crescente precarietà che mina in modo pericoloso il giornalismo, la sua vitalità e la sua autonomia.


Contesto socioculturale


La polarizzazione della società durante la pandemia di Covid-19 ha colpito i giornalisti, vittime di aggressioni verbali e fisiche durante le proteste contro le misure sanitarie. Tale polarizzazione persiste e continua a manifestarsi su questioni politiche e ideologiche legate all’attualità.


Sicurezza


I giornalisti che indagano sulla criminalità organizzata e sulla corruzione sono sistematicamente minacciati e talvolta vittime di violenze fisiche per le loro inchieste. Le loro auto o abitazioni vengono a volte incendiate. Campagne di intimidazione online vengono orchestrate contro chi continua a trattare questi temi. Attualmente, circa venti giornalisti vivono sotto protezione permanente della polizia dopo essere stati oggetto di minacce e aggressioni.


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