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Omologazione degli autovelox, la Cassazione continua a fare chiarezza: Gambolò paga anche le spese del contenzioso.

La Cassazione condanna il comune al risarcimento e conferma l'obbligo della omologazione. Un caso locale, un tema nazionale: regole tecniche (D.M. MIT n. 282/2017) e gestione prudente delle risorse pubbliche quando si decide di proseguire fino in Cassazione.


I cittadini di Gambolò (PV) con Striscia La Notizia
I cittadini di Gambolò (PV) con Striscia La Notizia

La Corte di Cassazione, ha dato nuovamente ragione a un cittadino che aveva impugnato una sanzione per eccesso di velocità rilevata da un autovelox installato a Gambolò, indicato come posizionato in via delle Ova, con limite impostato a 50 km/h, poi rimosso nell’estate 2023 su disposizione prefettizia.


Il Comune aveva proposto ricorso contro una precedente decisione favorevole al cittadino, ma la vicenda si è chiusa con la condanna dell’ente al pagamento di circa 750 euro, maggiorati del 15%, oltre ai costi legali sostenuti per la difesa dell’amministrazione.  È un esito fisiologico nel processo, perché la regola generale è la soccombenza alle spese (art. 91 c.p.c.).


Il fatto politicamente rilevante, invece, è lo scontro sul “perché” e sul “come” si sia arrivati fin lì. La consigliera comunale Elena Nai ha parlato di impiego non responsabile di denaro pubblico e, in particolare, di mancata rinuncia nei termini indicati, definendo la scelta dell’ente come uno spreco di risorse.  Il sindaco Antonio Costantino ha replicato richiamando un dovere dell’ente di tutelarsi in giudizio e ha bollato le critiche come polemiche “sterili”.


Il Sindaco Antonio Costantino
Il Sindaco Antonio Costantino

Qui, però, la vicenda di Gambolò è interessante per un dettaglio tecnico che chi opera su questi temi conosce bene. Nei mesi precedenti risultano atti prefettizi e cronache che collegano i contenziosi non a cavilli, ma a presupposti operativi: collocazione e criteri di installazione del controllo. La Prefettura di Pavia, con provvedimento del 19 dicembre 2023 (prot. M_IT PR_PVSPC 00019325), ha disposto l’archiviazione di un verbale ex art. 142 C.d.S. rilevando che l’installazione non rispettava il D.M. MIT n. 282/2017, punti 7.5 e 7.6, in particolare per la distanza minima di 1 km legata alla sequenza di segnaletica e intersezioni, richiamando anche l’ordinanza Cass. n. 25544 del 31 agosto 2023 a sostegno della “doverosità” di quel rispetto.  Questo è un dato oggettivo. Conta.


In parallelo, già nel febbraio 2024 veniva riferito che la Prefettura aveva iniziato ad accogliere ricorsi proprio per la “distanza irregolare” rispetto al decreto ministeriale, e che il caso aveva generato numeri molto elevati di verbali in pochi mesi.  E nel dicembre 2024 la stessa stampa locale parlava di circa 35.000 multe e di un gettito complessivo nell’ordine di milioni di euro, con autovelox poi rimosso nell’estate 2023 e con il Comune che dichiarava di aver già votato più volte debiti fuori bilancio per pagare spese di soccombenza.


Ora, la valutazione, dichiaratamente tale. Un ente pubblico ha titolo a difendersi, ma ha anche il dovere di farlo con istruttoria, proporzionalità e realismo, perché ogni scelta processuale scarica costi diretti e indiretti sulla collettività, spesso tramite riconoscimento di debiti fuori bilancio (art. 194, D.Lgs. 267/2000). Quando esistono già atti e riscontri che evidenziano profili tecnici critici, proseguire contenziosi seriali senza una motivazione pubblica puntuale espone a un rischio che non è “politico”, è contabile: la possibile responsabilità erariale, che la Corte dei conti valuta caso per caso (art. 1, L. 14 gennaio 1994, n. 20). Qui non si accusano persone. Si descrive una dinamica.


Per ALTVELOX il messaggio resta lo stesso, ed è lineare: controlli sì, ma regolari e rispettosi delle norme. La sicurezza stradale non si costruisce con apparecchiature contestate, segnaletica e distanze discutibili, e poi con anni di contenziosi pagati dai cittadini; si costruisce applicando correttamente regole tecniche e amministrative, e fermandosi quando la filiera degli atti segnala che qualcosa non torna.

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