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Se il Tutor non è omologato la multa non vale: Tribunale Latina sentenza che rimette al suo posto la legalità.

Il Tribunale di Latina ha chiarito che un tutor “tarato” ma privo di omologazione non può essere utilizzato per sanzionare. Le multe e i tagli punti basati su questi dispositivi sono annullabili. Un altro eccelso lavoro dell'Avvocato Roberto Iacovacci ottenendo una decisione che impone un nuovo rigore tecnico alle amministrazioni e un forte richiamo alla legalità.


Il sistema TUTOR 3.0 usato nella autostrade dalla Polizia Stradale non è legale
Il sistema TUTOR 3.0 usato nella autostrade dalla Polizia Stradale non è legale

La vicenda parte da un automobilista che aveva ricevuto quattro verbali per eccesso di velocità rilevati da un sistema tutor. Il Giudice di pace aveva confermato le sanzioni, ritenendo sufficiente la taratura dell’apparecchio. Ma in appello il Tribunale di Latina ha confermato la difesa dell'Avvocato Roberto Iacovacci ed ha ribaltato tutto: la sola taratura non basta, serve la prova dell’omologazione iniziale.


La differenza tra approvazione e omologazione è sostanziale. L’approvazione è un atto amministrativo del Ministero delle Infrastrutture che consente l’uso di un modello di apparecchio. L’omologazione, invece, è un procedimento tecnico-metrologico che accerta in laboratorio la precisione dello strumento e ne autorizza la riproduzione in serie. Questa competenza, sottolinea il Tribunale, appartiene al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.


Un tutor autostradale
Un tutor autostradale

Nel caso esaminato, l’amministrazione non ha depositato alcun certificato di omologazione. Solo un documento di taratura, per di più risalente a quasi un anno prima dell’infrazione. Per i giudici è una carenza decisiva: senza omologazione, lo strumento non può essere considerato legalmente idoneo a misurare la velocità. La conseguenza è l’annullamento dei verbali e la caduta delle relative sanzioni, comprese quelle accessorie come il taglio dei punti.


La decisione si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, che applica anche ai tutor i principi già affermati dalla Corte di Cassazione e dalla Corte costituzionale. La sentenza 113/2015 aveva infatti esteso a tutti i dispositivi elettronici l’obbligo di garantire la piena tracciabilità tecnica della misurazione. Se il cittadino contesta il funzionamento del sistema, l’onere della prova spetta all’amministrazione.


Segnalazione di controllo Tutor
Segnalazione di controllo Tutor

Non è un dettaglio burocratico, ma un principio di garanzia. Un cittadino non può essere punito sulla base di un dato elettronico prodotto da un apparecchio di cui non si conoscono certificazioni, verifiche e conformità. In gioco non c’è solo una multa, ma il rispetto della legalità tecnica e del diritto di difesa.


La pronuncia del Tribunale di Latina, pubblicata il 9 ottobre 2025, apre così un fronte importante. Molti sistemi tutor e autovelox installati lungo la rete stradale italiana risultano soltanto approvati, non omologati. Se questo orientamento sarà confermato, migliaia di sanzioni potrebbero essere annullate.


Il messaggio ai Comuni e alle Prefetture è chiaro: non basta acquistare e installare dispositivi sofisticati. Serve che siano legalmente e tecnicamente in regola. Diversamente, si rischia non solo di perdere le cause, ma di incorrere in profili di responsabilità per atti illegittimi o per danno erariale. Un richiamo che arriva in un momento cruciale, mentre si moltiplicano i casi di autovelox e tutor “fantasma”, privi di omologazione o con documenti carenti. La legalità non è un optional, nemmeno quando si tratta di tecnologia.


Tuttavia, va chiarito un punto essenziale. Queste sentenze non devono essere lette come un via libera all’eccesso di velocità. La legalità dei controlli non giustifica comportamenti pericolosi alla guida. La velocità resta una delle principali cause di incidenti mortali sulle strade italiane. Ogni giorno decine di persone perdono la vita o restano ferite per imprudenza, distrazione o eccesso di velocità. La sicurezza stradale è un valore collettivo e deve camminare insieme alla correttezza amministrativa.


Pretendere strumenti legittimi e omologati non significa difendere chi corre, ma garantire che le regole siano applicate in modo giusto, trasparente e tecnicamente fondato. Solo così il controllo della velocità può essere uno strumento credibile di prevenzione, non un mezzo di cassa.

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