Venezia: doppia denuncia Capitaneria di Porto e Comune sotto accusa per omissione di atti d’ufficio.
- Altvelox

- 20 set
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Quando l’Ammiraglio tace: la Capitaneria di Porto di Venezia ignora un legittimo accesso agli atti e si sottrae a un obbligo di trasparenza previsto dalla legge, come se il mare fosse zona franca dove le regole non valgono. Ma la legalità non conosce eccezioni, e chi comanda non può scegliere il silenzio per coprire strumenti privi di omologazione e sanzioni arbitrarie. Denunciato.

Il quadro che emerge è chiaro: anche la Capitaneria di Porto di Venezia, destinataria di una richiesta di accesso agli atti inviata il 12 agosto 2025, non ha dato alcuna risposta entro il termine previsto del 12 settembre. Abbiamo atteso qualche giorno in più, ma di fronte al silenzio totale questa Associazione ratificherà lunedi p.v. denuncia-querela anche nei confronti del Comandante C.A. Filippo Marini e del suo vice C.V. Daniele Di Guardo per omissione di atti d’ufficio ex art. 328 c.p.
La richiesta inevasa alla Capitaneria
Abbiamo chiesto documenti che, per legge, devono essere disponibili: decreti di omologazione, autorizzazioni, mappe, certificazioni, verifiche metrologiche dei sistemi SI.SA. e MOMA. Non si tratta di curiosità, ma di un diritto sancito dalla legge 241/1990 e dal D.Lgs. 33/2013. A oggi, non è arrivata alcuna risposta. Un silenzio che pesa e che configura omissione.
La Capitaneria ha un ruolo centrale nella tutela della legalità in laguna. Non può ignorare che i sistemi introdotti dal Comune di Venezia rilevano la velocità delle imbarcazioni e producono sanzioni senza che vi sia traccia di omologazione ministeriale. Se tali strumenti non sono conformi, i verbali sono nulli e i cittadini vengono colpiti con multe arbitrarie. In terra come in mare, il principio è lo stesso: nessuna sanzione può poggiare su strumenti privi dei requisiti tecnici di legge. L’art. 45 del Codice della Strada e le norme UNI-CEI parlano chiaro.

L’omissione del Comandante non è un dettaglio procedurale. È un atto che apre a responsabilità penali e amministrative. L’art. 328 c.p. punisce l’omissione di atti d’ufficio. L’art. 323 c.p. sanziona l’abuso di ufficio. Non si può fingere di non sapere che il silenzio, in questo caso, equivale a coprire pratiche che potrebbero tradursi in danno erariale e in violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini.
La trasparenza non è un optional, né una concessione da valutare caso per caso. È un obbligo imposto a ogni pubblica amministrazione, e vale in laguna come su strada, per i taxi acquei come per gli automobilisti. Eppure, l’Ammiraglio Marini non ha ritenuto di dare riscontro, come se il prestigio dell’uniforme potesse legittimare il rifiuto. Ma chi indossa un grado non è esentato dal rispetto della legge, anzi ne è il primo garante.
Questo silenzio istituzionale è grave perché mina la fiducia dei cittadini e dimostra che la legalità viene piegata a convenienza. Non basta invocare la sicurezza se si usano mezzi illegittimi. Il mare non è zona franca. La legge deve valere ovunque, e chi comanda ha il dovere di rispondere. Sempre.

Le omissioni del Comune e della Polizia Locale
Non meno gravi sono i comportamenti del Sindaco Luigi Brugnaro e del Dirigente della Polizia Locale Marco Agostini già denunciati lo scorso 10 settembre 2025 e oggi per la seconda volta. Altvelox aveva infatti presentato anche al Comune, già il 2 agosto 2025, una formale istanza di accesso agli atti, chiedendo copia digitale di documenti su omologazioni, tarature, certificazioni, piani del traffico e gestione delle entrate. Anche qui, nessuna risposta entro i 30 giorni previsti dall’art. 25 L. 241/1990 e dall’art. 5 d.lgs. 33/2013.
Norme violate e rischi per i cittadini

Il quadro normativo è preciso: art. 142 e 45 CdS, art. 36 CdS, d.lgs. 33/2013, legge 241/1990, oltre alle sentenze Cassazione n. 10505/2024, 19732/2024, 10365/2025. Senza decreto di omologazione, i verbali sono nulli. Continuare a multare con strumenti non certificati significa ledere il diritto di difesa e configurare possibili reati di falso ideologico (art. 479 c.p.), truffa (art. 640 c.p.) e danno erariale. I tassisti acquei hanno denunciato che limiti imposti a 7 km/h rendono le imbarcazioni ingovernabili, aumentando il rischio per la sicurezza, mentre i vaporetti ACTV viaggiano a 11 km/h creando onde più pericolose.
Il dirigente del Comune di Venezia Marco Agostini si vanta pubblicamente di un ritmo di circa 450 sanzioni al mese, circa 15 al giorno. Ma dietro a questi numeri non c’è trasparenza né prova di legittimità. Gli atti richiesti da Altvelox per verificare l’omologazione, la conformità tecnica e la regolarità giuridica dei cosiddetti barcavelox non sono mai stati consegnati, in aperta violazione della legge 241/1990 e del d.lgs. 33/2013.
Annunciare centinaia di verbali senza fornire la documentazione che ne costituisce il fondamento equivale a esercitare un potere sanzionatorio in assenza di titolo legale, colpendo cittadini e operatori economici con atti che rischiano di essere nulli ab origine. Non è una mera dimenticanza, ma una condotta che integra omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.) e che, se confermata la mancanza di omologazione, può configurare anche falso ideologico in atto pubblico (art. 479 c.p.) e truffa aggravata ai danni della collettività (art. 640 c.p.). Un’amministrazione che conta i verbali ma tace sui documenti tradisce il principio di legalità e mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Non è la quantità delle multe a garantire la sicurezza, ma la loro legittimità.
Le richieste di Altvelox
Le due denunce presentate chiedono: sequestro preventivo dei barcavelox e dei software basati su algoritmi di intelligenza artificiale non omologabili; acquisizione coattiva degli atti omessi; trasmissione alla Corte dei Conti per il danno erariale e al Garante Privacy per violazioni sui dati personali; sospensione immediata dell’attività sanzionatoria fino alla piena dimostrazione di legittimità.
Conclusione: Il silenzio della Capitaneria, del Comune, della Polizia Locale e del Prefetto non è una semplice dimenticanza, ma un insieme di omissioni che travalicano i confini dell’irregolarità amministrativa per entrare nel penale. I cittadini non possono essere trattati come sudditi da multare con strumenti illegittimi. Serve un intervento immediato della magistratura e degli organi di controllo per ristabilire legalità, trasparenza e certezza del diritto.
Lunedì 22.09.2025 nuovo aggiornamento.







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