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Il giudice smonta le “finte omologazioni” del MIT: Le determine non valgono come decreti.

In una decisione esemplare, accolto il ricorso curato dall’avv. Roberto Iacovacci: i verbali fondati su dispositivi coperti solo da determine ministeriali sono illegittimi, perché l’unica vera omologazione è il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.


I decreti del MIT che approvano gli autovelox non hanno valore legale
I decreti del MIT che approvano gli autovelox non hanno valore legale

Se qualcuno fino ad oggi ha creduto che bastasse la semplice approvazione oggi si dovrà ricredere perche neppure l'approvazione dello strumento rilasciato dal MIT è legale vediamo il perche.


"...Il ricorso va accolto per essersi rilevato fondato uno dei rilievi formulati dalla parte ricorrente, che infatti tra l'altro assume nel proprio atto introduttivo che per quanto riguarda il Verbale, e Determine Dirigenziali a firma dell'Ing. Dondolini, che vengono "spacciate" per omologazioni, non sono assimila6ili in alcun modo ai Decreti Ministeriali di Omologazione...".


Finalmente un giudice ha scritto nero su bianco quello che per anni è stato fatto passare come “tecnicismo”: le determine del MIT usate dai Comuni come se fossero decreti di omologazione non sono, in alcun modo, assimilabili ai veri decreti di omologazione che, per legge, devono essere adottati come atti normativi e pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Punto.


Sentenza Giudice di Pace Pescara
Sentenza Giudice di Pace Pescara

Nel caso deciso, il ricorrente, assistito dall’avvocato Roberto Iacovacci, aveva impugnato un verbale per eccesso di velocità rilevato con dispositivo elettronico indicato dal Comune come “omologato”. Nella memoria difensiva, l’amministrazione si era limitata a produrre una determinazione dirigenziale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presentata come se fosse il “sacro Graal” dell’omologazione. Il giudice non ci è cascato.


La sentenza chiarisce un concetto giuridico semplice, ma che molti enti fingono di non capire. L’omologazione degli strumenti di misura utilizzati per l’accertamento delle violazioni al Codice della Strada è un atto a contenuto generale, che incide su una platea indistinta di destinatari e che, proprio per questo, deve rivestire la forma di decreto ministeriale, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le mere determine dirigenziali del MIT, spesso intestate come “approvazioni” o “autorizzazioni all’impiego”, sono atti amministrativi interni o individuali, privi di quella valenza normativa e di quella garanzia di pubblicità che la legge pretende per l’omologazione.


Il giudice richiama il principio di legalità e di tipicità degli atti, ricordando che non è consentito, per via amministrativa, creare una “categoria ibrida” di atti che, nella sostanza, svolgano la funzione di un decreto ma restino nascosti nei cassetti del Ministero o nei siti istituzionali. Se l’atto non è un decreto di omologazione, adottato dal Ministro e pubblicato in Gazzetta, non può legittimare la pretesa sanzionatoria. Sembra banale, ma finora troppi hanno fatto finta di non vedere.


In coerenza con l’orientamento già espresso dalla Corte di cassazione con le ordinanze n. 10505 del 2024, n. 19732 del 2024, n. 26315 del 2024, n. 26521 del 2025, n. 29318 del 2025 e con la sentenza penale n. 36051 del 2025, il giudice ribadisce che l’onere di dimostrare l’esistenza di una valida omologazione grava sull’amministrazione. Non basta evocare “atti ministeriali” in modo generico, né depositare fascicoli pieni di allegati tecnici. Serve il decreto giusto, nel formato giusto, pubblicato nel modo giusto. In mancanza, il verbale è illegittimo e va annullato.


Una determina del MIT che approva un autovelox
Una determina del MIT che approva un autovelox

La decisione ha un impatto che va ben oltre il singolo ricorso. Molti Comuni, in tutta Italia, hanno costruito il proprio sistema sanzionatorio su strumenti coperti solo da determine, spesso accompagnate da documentazione del costruttore o da pareri interni del MIT. La sentenza dimostra che questa scorciatoia amministrativa non regge a un vaglio serio di legalità. E apre, di fatto, la strada a una contestazione a catena dei verbali emessi con apparecchi privi di un vero decreto di omologazione.


Per i cittadini significa che non bisogna più accontentarsi della formula “dispositivo omologato” stampata sul verbale. È legittimo chiedere di vedere il decreto di omologazione, con gli estremi e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per i Comuni e per il MIT è un segnale chiaro: il tempo delle determine spacciate per omologazioni è finito. Ora qualcuno, finalmente, lo ha scritto in una sentenza.

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