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"Le fake news che alimentano quel falso eroismo" La nostra risposta ad un padre che ha perso un figlio.

Luca Valdiserri è un giornalista della RAI, papà di Francesco, ucciso a Roma sulla Cristoforo Colombo nel 2022 mentre camminava sul marciapiede. La sua battaglia per la sicurezza stradale e la legalità ma la realtà è diversa ecco il nostro punto.


Valdiserri
Luca Valdiserri

Un genitore non dovrebbe mai vedere morire un figlio e non aggiungiamo altro perche non vogliamo argomentare un dolore che riteniamo privato e incommensurabile. Questa non è una difesa sui reati o sulle violazioni amministrative che ha commesso Flaximan, ma cita i nostri pensieri le nostre opinioni su quanto stiamo leggendo ed ascoltando su tutte le emittenti TV.


Con questo articolo vogliamo prendere in considerazione e argomentare, senza alcuna polemica, le parole di questo genitore che oggi, si sta battendo assieme alla moglie per la sicurezza stradale e che in queste settimane, è stato coinvolto da chiunque faccia informazione, per esprimere pubblicamente il proprio parere sulla questione di Fleximan e sugli autovelox.


fleximan
Caricatura social di Flaximan

Con Luca Valdiserri il fine è comune, cercare maggiore sicurezza possibile sulle strade italiane, ma sulla questione autovelox le opinioni sono divergenti. Forse per la poca conoscenza sul tema tecnico legale di questi trumenti, abbiamo letto dichiarazioni che non corrispondono ne alla realta che i dati statistici ci raccontano e neppure agli accadimenti realmente avvenuti sulle strade dove sono stati abbattuti gli autovelox.


Lo scorso 24 gennaio sul Corriere della Sera, il Sig. Luva Valdiserri ha firmato un articolo che vorremmo argomentare punto per punto, per cercare di fare capire la genesi di Fleximan e sopratutto perche oggi oltre 89% dei cittadini lo appoggia e lo ha reso eroe, arrivando persino ad una raccolta fondi per pagare l'eventuale tutela legale in caso fosse preso e punito dalle autorità.


"Autovelox, tutor, scout speed salvano vite". E qui la nostra prima obiezzione al Dr. Valdisserri, in Italia negli ultimi cinque anni, gli incidenti stradali sono in netta diminuizione, solo nel 2022 gli incidenti si sono ridotti del 17%. Le statistiche ci dicono anche che la velocità è solamente al terzo posto quale causa di sinistri, mettendo invece la disattenzione alla guida al primo posto. Gli attuali rilevatori elettronici non hanno una tecnologia che possa garantire la corretta rilevazione delle velocità, gli automobilisti rallentano in prossimità per poi accelerare appena superato il velox. Sarebbero molto più utili sistemi tutor, installati su tratti di strada pericolosi con elevato tasso di incidetalità, ma cosi i proventi delle multe calerebbero drasticamente.


"Il falso eroismo di Fleximan si basa sulle fake news. Una è che gli autovelox siano in mano ai Comuni per fare cassa. I proventi che derivano dalle multe per eccesso di velocità sono per legge vengono destinate interamente al miglioramento della sicurezza stradale attraverso interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture". La seconda puntualizzazione sulla gestione dei proventi, i dati ci raccontano che solo lo 0,02% dei proventi viene speso effettivamente per la sicurezza stradale. Se il Dr. Valdiserri avesse voglia di leggere il nostro blog vedrà come alcuni comuni utilizzano i proventi delle multe, certo non possiamo generalizzare ma sempre i dati ci comprovano che 1500 amministrazioni locali che fanno uso degli autovelox, non dichiarano allo Stato quanti soldi hanno messo a bilancio e come sono stati spesi.


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Provincia di Treviso - Statistica Incidenti Riese Pio X

"Il 18 gennaio è stato divelto un autovelox a Riese Pio X, in provincia di Treviso. Qualsiasi motore di ricerca ci porta facilmente a vedere il passato di incidenti e morti sulla strada in quel piccolo paese". Su questo punto ci viene facile ribattere perche la nostra associazione ha sempre denunciato con modi legittimi e consentiti ovviamente questo rilevatore elettronico. Installato in modo pericoloso a bordo strada senza alcuna protezione passiva, in una strada priva di requisiti di legge previsti e di peggio, a differenza di quando scritto, senza un elevato tasso di incidentalità. Ovvero di incidenti anche su quella strada ce ne sono stati certo, ma non dove è stato installato quel velox e comunque non essendoci una relazione ufficiale della prefettura, dettagliata sulla statistica e sulle cause dei sinistri, attestandoci ai dati forniti dalla Provincia di Treviso, gli incidenti dichiarati non giustificano una simile installazione che ricordiamo, ha portato nelle casse di un micro comune come Riese Pio X molti e molti soldi che poi come sono stati spesi non è dato a sapere. Non conosciamo quindi quale motore di ricerca sia stato utilizzato ma sono stati citati dati errati e non e documentabili come invece abbiamo fatto noi oggi.


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Quero Vas (BL)

"Ogni postazione fissa viene installata solo dopo il via libera del Prefetto, organo monocratico dello Stato, non di un comune…". E questo lo confermiamo, sono i Prefetti che hanno autorizzato gli 11300 autovelox che oggi fanno incassare 75,8 milioni di euro con una percentuale di 61,7% di multe in più rispetto al 2021. Le sentenze che per il 90% vengono accolte dai Giudici di Pace di tutta Italia, ci dicono però una verità diversa. La realtà che emerge è che gli autovelox sono installati su strade dove sarebbero vietati, dietro a curve, dossi e gallerie, magari nascosti da altri cartelli stradali. Vengono installati come dimostrato, su strade senza incidenti o con incidenti avvenuti molto lontano dal punto dove viene installato il rilevatore elettronico, facendo capire, salvo smentita o prova contraria, che quel punto rende economicamente di più rispetto a dove servirebbe effettivamente rallentare le auto.


"Uno Stato che si definisca tale, dovrebbe garantire la libera circolazione in tutto il territorio nazionale nelle stesse modalità, fissando diritti e doveri e senza permettere ai sindaci di farla fuori dal vaso. Danneggiare è sempre sbagliato ma forse è ora per le autorità di ragionare sui concetti con cui si gestisce la mobilità su auto. Se c'è una cosa che noi Italiani dimostriamo di avere in abbondanza è l'ipocrisia. La vicenda di Fleximan colui o coloro che segano i pali degli autovelox ne è la dimostrazione. Educazione e senso civico ci insegnano che considerare eroe chi danneggia la proprietà pubblica è sbagliato, ma prima che il suo flessibile entrasse in azione quanto si è esagerato confondendo la legalità con la giustizia? Mettiamo per un attimo su "OFF" il tasto della ipocrisia e ricordiamoci che gli Italiani sono tra i più tartassati del mondo, con tasse di possesso, passaggi di proprietà, costi di assicurazione tra i più alti, limitazioni continue della circolazione con regole cavillose, limiti della velocità messi spesso dove non servono, semafori con il giallo che dura pochi secondi regolato apposta per aumentare le sanzioni, rilevatori che sanzionano anche chi si ferma al rosso ma con le ruote pochi centimetri oltre la linea di stop. Ecco che Flaximan nasce dalla dittatura delle minoranze, dall'uso strumentale dei dati, troppi e troppo distorti, usati per cercare una rivoluzione che in realtà è semplicemente autodistruzione. Un autovelox non è mai educativo ma semmai e punitivo, e un adagio recita che al momento in cui sei costretto a punire hai già perso. Esattamente come sono punitivi gli assurdi limiti di velocità cambiati in continuazione su strade per le quali il codice prevede per il vero limiti diversi spesso maggiori, 90 Kmh fuori dai centri abitati e 50 Kmh dentro. Ma poi ci dimentichiamo, ipocriti quali siamo, che i pedoni devono camminare sul marciapiedi magari senza guardare lo smartphone, che i monopattini dovrebbero andare a 20 all'ora e che le bici in contromano sono pericolose. Ma se a scuola l'educazione stradale è difficile organizzarla, se non si insegna che in bicicletta non si deve mai affiancare una betoniera, che se vai in bici o a piedi non devi mai avere le cuffie collegate per ascoltare la musica, a fermare le tragedie non serviranno gli autovelox e neppure i 30 Kmh. Che i prossimi autovelox possano identificare il conducente che sta chattando alla guida, o le cuffiette indossate dai ciclisti e attraverso i social dare loro una identità e fargli recapitare direttamente la sanzione. La tecnologia lo può fare gia oggi, ma cari benpensanti delle città green siete sicuri di sopportarlo oppure verrete anche voi - a piedi - nella foresta di Sherwood?". Di Sergio Barlocchetti - Panorama 23/01/2024.








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