Vergilius a Chioggia: Sicurezza o Trappola? Altvelox chiede i documenti di trasparenza e omologazione.
- Altvelox

- 17 set 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Il Sindaco di Chioggia Mauro Armelao, ha recentemente annunciato pubblicamente con enfasi l’installazione del sistema elettronico Vergilius sulla SS 309 Romea, uno dei tratti stradali più critici e trafficati del Nord Italia. Si tratta di un dispositivo avanzato, progettato per rilevare la velocità istantanea e media dei veicoli, oltre a verificarne la copertura assicurativa e la provenienza, ma peccato non sia omologato. Infatti dietro questa apparente innovazione tecnologica per la sicurezza stradale si nascondono gravi criticità giuridiche e procedurali, che ALTVELOX Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada ha deciso di portare alla luce.

Il Sindaco di Chioggia ha annunciato l’installazione del sistema elettronico Vergilius sulla Strada Statale 309 Romea, uno dei tratti più trafficati e pericolosi del Nord Italia. Il dispositivo, sviluppato da ANAS S.p.A., è progettato per rilevare la velocità media e istantanea dei veicoli, nonché per effettuare controlli automatizzati su copertura assicurativa e provenienza dei mezzi in transito.
“Su mia esplicita richiesta – ha sottolineato Mauro Armelao, Sindaco di Chioggia – Anas installerà Vergilius, sorta di “tutor” che ha ottenuto l’omologazione, e mi ha già confermato che, con tutta probabilità, verrà collocato sul ponte translagunare, tratto della SS309 Romea che, proprio per le sue caratteristiche rettilinee e senza immissioni, è ideale per l’installazione. La richiesta prevede due portali: il primo dall’inizio del ponte, dopo Strada della Larga e il secondo prima del cavalcavia di accesso a Chioggia, Sottomarina e Porto. Si tratta di un passo decisivo per tutelare chi percorre la Romea”. LEGGI
Dietro questa operazione presentata come un intervento in favore della sicurezza stradale, però, emergono gravi criticità normative e procedurali. Infatti a differenza di quanto dichiarato dal Sindaco il sistema non è omologato. L’associazione ALTVELOX, da sempre impegnata nella tutela degli automobilisti e nella difesa della legalità amministrativa, ha deciso di intervenire con una formale richiesta di accesso agli atti, evidenziando possibili violazioni di legge e carenze di trasparenza da parte dell’amministrazione comunale.
Il nodo giuridico: approvazione non è omologazione
Secondo quanto reso noto dal sindaco Armelao, il sistema Vergilius ha ottenuto l'omologazione ma è falso !!! Il Sistema Vergiulius di Anas Spa, ha una mera “approvazione” dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con determina dirigenziale n. 149 del 27 marzo 2024. Tuttavia, il Codice della Strada distingue in modo chiaro tra approvazione e omologazione. L’articolo 142, comma 6, prevede che le sanzioni per eccesso di velocità, in assenza di contestazione immediata, possano essere elevate solo tramite dispositivi omologati ai sensi dell’articolo 45.
L’omologazione è una procedura più rigorosa dell’approvazione: comporta verifiche tecniche, giuridiche e funzionali che attestano la conformità dell’apparato alle disposizioni legislative e regolamentari. Senza omologazione, un dispositivo elettronico non può essere utilizzato per comminare sanzioni legittime. La distinzione non è formale, ma sostanziale: incide direttamente sulla validità delle eventuali multe.
La richiesta di trasparenza: cosa chiede ALTVELOX

Il 17 settembre 2025 ALTVELOX ha inviato, tramite posta certificata, una richiesta formale a tutte le amministrazioni e agli enti coinvolti, tra cui il Comune di Chioggia, la Prefettura di Venezia, ANAS e la Polizia Locale. L’associazione ha domandato copia digitale di tutti gli atti relativi al progetto Vergilius, allo scopo di verificarne la legittimità. (vedi sotto)
La documentazione richiesta comprende:
il progetto tecnico completo con planimetrie e relazioni;
eventuali autorizzazioni ministeriali e nulla osta previsti per legge;
il decreto di omologazione (se esistente);
eventuali atti amministrativi comunali, regionali e prefettizi;
studi sul traffico e sull’incidentalità del tratto;
atti di affidamento, contratti di fornitura e gestione;
il Piano Urbano del Traffico (PUT) e il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), obbligatori ai sensi dell’art. 36 del Codice della Strada;
le certificazioni di collaudo, funzionalità e taratura;
la nomina del Responsabile Unico del Procedimento (RUP);
eventuali convenzioni sui proventi delle sanzioni.
La trasparenza non è facoltativa
La normativa italiana prevede con chiarezza che le pubbliche amministrazioni siano tenute a garantire la piena accessibilità ai dati e ai documenti da esse detenuti. L’articolo 1 del Decreto Legislativo 33/2013 definisce la trasparenza come un principio fondamentale, volto a tutelare i diritti dei cittadini e a favorire il controllo diffuso sull’operato delle istituzioni.
In questo contesto, l’installazione di un sistema sanzionatorio come Vergilius impone la massima attenzione al rispetto delle procedure. Non si può parlare di legalità se gli strumenti usati per rilevare le infrazioni non sono regolarmente omologati o se la documentazione necessaria alla verifica della loro legittimità viene omessa, nascosta o resa di fatto inaccessibile.
Un precedente inquietante
Il caso Vergilius non è isolato. Già in passato ALTVELOX era intervenuta contro il Comune di Chioggia per l’utilizzo di dispositivi elettronici di rilevamento ZTL privi di omologazione. Anche in quell’occasione erano emerse gravi lacune documentali, assenza dei piani di traffico previsti per legge e ostacoli all’accesso agli atti.
Questo tipo di prassi solleva interrogativi profondi sulla gestione del potere sanzionatorio da parte della amministrazione locale di Chioggia. Se la sicurezza stradale è un obiettivo legittimo e condivisibile, essa non può essere perseguita al di fuori del quadro normativo che garantisce i diritti dei cittadini.
Richiesta di revoca e intervento delle autorità

Alla luce delle criticità rilevate, ALTVELOX ha chiesto al Prefetto di Venezia di esercitare i poteri di vigilanza e controllo previsti dalla legge, valutando la possibilità di revocare qualsiasi autorizzazione eventualmente concessa in assenza di omologazione.
Allo stesso tempo, l’associazione ha chiesto ad ANAS di sospendere immediatamente ogni fase di installazione del sistema Vergilius, in attesa della verifica puntuale di tutti i requisiti tecnici e normativi richiesti.
In caso di mancata risposta o riscontro incompleto, ALTVELOX si riserva di attivare ulteriori azioni a tutela degli utenti della strada, anche di carattere giudiziario, comprese eventuali denunce penali per omissioni o atti illegittimi.
Sicurezza e legalità devono procedere insieme
ALTVELOX riconosce l’importanza di interventi tecnologici per la riduzione dell’incidentalità e il miglioramento della sicurezza sulle strade. Tuttavia, questi strumenti devono essere utilizzati nel pieno rispetto della legge, con procedure trasparenti e documentazione accessibile a tutti i cittadini.
Il confine tra prevenzione e abuso può diventare sottile quando si ignorano le norme fondamentali. Ed è proprio per evitare che la tecnologia si trasformi in uno strumento di sanzione arbitraria che ALTVELOX continuerà a vigilare, chiedere documenti, analizzare atti e difendere chi percorre le strade nel rispetto delle regole.
In un sistema democratico, legalità e trasparenza non sono opzioni, ma doveri.









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